Napoli, ironia e umanità al “Gran Bazar Natale: regali ed altre storie imperfette”

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Si è tenuto, ieri sera, nell’ambito della rassegna NATALI ERRANTI, lo spettacolo Gran Bazar Natale: regali ed altre storie imperfette, presso la Chiesa di Sant’Agostino degli Scalzi, a Napoli. La rassegna, giunta alla sua quarta edizione, è un progetto di Baba Yaga Teatro nato con Altri Natali e portato avanti fin dalle sue origini in collaborazione con la Terza Municipalità del Comune di Napoli.

foto di Giuseppe Panza

Lo spettacolo, che ha visto in scena Enzo Attanasio, Rosalba Di Girolamo, Gianluca Fusco, Ernesto Lama, Jennà Romano e Marcello Squillante, è stato un modo alternativo e ironico di rappresentare il Natale, attraversando non solo le ormai onnipresenti luci natalizie, il mondo fiabesco e dorato che si prepara per le festività, ma anche un viaggio intenso e penetrante nelle ombre che, molto spesso, si nascondono, si evitano o si emarginano, facendo finta che non esistano. Creandosi “canovacci” per i soliti teatrini, intrisi di ipocrisia e  narcisismo, il “bello” del Natale umano è che bisogna essere felici a tutti i costi, bisogna regalare e  regalarsi momenti luccicosi, con sfavillii e patine brillantinate. È Natale!

Ma i protagonisti del Gran Bazar sanno come carpire l’attenzione del pubblico, catturano l’interesse e creano un’atmosfera, che non è la solita “magia del Natale”, ma un mondo nel quale se ne esce un po’ meno intontiti dalle feste e con un carico umano differente. Si può ravvisare la speranza che qualcosa possa cambiare, che ci sia ancora qualcuno, qualche piccolo timido gruppo di umani che non sono più disposti a girarsi dall’altra parte, che non sono più capaci di fingere così tanto al punto di perdersi, di ritrovarsi su un altro pianeta (Marte, per esempio) e pensare di attaccarlo e distruggerlo come ha già fatto per il suo.

foto di Giuseppe Panza

I nostri bravissimi artisti, ci fanno un racconto corale del nostro Mondo: ci donano canti, musiche e testi tratti dalla letteratura internazionale, che cercano di sfatare lo scintillante mondo del Natale e riescono a svelare le sue contraddizioni più profonde.

Una narrazione sentita e partecipata, che si muove tra la sagace ironia di Saki e Kurt Vonnegut e quella mordace di David Sedaris, si sofferma poi sulle “parabole marziane” di Ray Bradbury, non trascurando un attimo di intensa introspezione quando si percepisce il pensiero rivolto al colonialismo contemporaneo e alle recenti “tregue di pace”.

Durante lo spettacolo si sono piacevolmente notate le testimonianze tratte dagli scritti e dalla satira del compianto Stefano Benni, al quale è dedicata questa edizione di Natali Erranti. Musica e canti, dalle tradizioni vicine e lontane fino alla sperimentazione contemporanea, fanno da filo conduttore e colonna sonora, tessendo la trama dello spettacolo. Particolarmente toccante la lettura di brani tratti da testimonianze provenienti da Enerhodar e Gaza, città provate da anni di guerre, violenze e soprusi.

Quest’anno Gran Bazar Natale ha riscaldato i cuori del pubblico e ci ha dato l’opportunità di avere una visione diversa del Natale!

Giustina Clausino

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