Cinema e Teatro

PTF 2020: si chiude con Roberto Azzurro con “L’arte di Bonì” e con il Premio Pistrice ai fratelli Russo

La “tre giorni” della XVII edizione del Positano Teatro Festival – Premio Annibale Ruccello, volge al termine con la serata di domenica 9 agosto. All’Anfiteatro di Piazza dei Racconti alle 20,45 si parte con lo spettacolo di Roberto Azzurro “L’arte di Bonì”, monologo scritto diretto ed interpretato dallo stesso attore, ispirato alla biografia del dandy Boniface de Castellane, seguirà la consegna del Premio Pistrice Città di Positano, che verrà consegnato dalle mani del sindaco Michele De Lucia a Gabriele e Daniele Russo, per l’eccellente prova (rispettivamente di regista e interprete) dello spettacolo “Le Cinque rose di Jennifer”, andato in scena nella stagione appena conclusa al teatro Bellini di Napoli.

ORTENSIA T

presenta

Roberto Azzurro

 L’ARTE DI BONÌ

dalle memorie di Boniface de Castellane

Progetto, drammaturgia e regia

Roberto Azzurro

Al pianoforte

Matteo Cocca

 

Nel 1925 il conte Boniface de Castellane pubblicò a Parigi L’ARTE DI ESSERE POVERO, un libro di memorie che prendeva l’avvio dal divorzio dall’ereditiera americana Anna Gould. Considerato tra gli uomini più eleganti del suo tempo, dilapidò le ricchezze della moglie per comprare abiti di lusso, oggetti d’antiquariato, cavalli e castelli, e per costruire quel Palais Rose dove il “Re di Parigi” dette feste che sarebbero rimaste nella storia della Belle Époque. Eppure, dietro la maschera del dandy, c’era in Bonì una mente lucidissima. Viaggiatore, collezionista, mercante d’arte, Boni fu anche un politico acuto e vivace.

E dunque, mentre il pianoforte contrappunterà tutta la spettacolare conferenza, storicizzando le epoche con un repertorio che esplode tra Chopin e Bach, tra Dvorak e Mozart, ecco che si spengono le luci e, in abito da sera, come un attore di un immaginario circo/cabaret, appare Marie Ernest Boniface Conte de Castellane, passato alla storia come Bonì le roi de Paris.

E in questa immaginaria conferenza-spettacolo ripercorre la sua vita dorata e quindi il tempo della crisi, che va vissuto – ci dice – tenendo a mente le semplici regole de L’ARTE DI ESSERE POVERO:  perché se nascere ricchi è una fortuna, solo essere poveri può diventare un’arte.

 

seguirà

CERIMONIA DI CONSEGNA DEL

PREMIO PISTRICE – CITTÀ DI POSITANO

VIII EDIZIONE

a

GABRIELE RUSSO e DANIELE RUSSO

CONDUCE LA SERATA MARINA CARPI

Gabriele e Daniele Russo, figli d’arte, hanno ricevuto dalle mani del papà, Tato Russo, il compito di continuare l’opera di direzione e conduzione del Teatro Bellini di Napoli, producendo spettacoli tratti dai testi dei più significativi autori del ‘900, da Osborne a Moravia, da Patroni Griffi a Viviani, collaborando con registi quali Luciano Melchionna, Alessandro Gassman e Roberta Torre. Gabriele, oltre a ricoprire il ruolo di Direttore artistico, ha firmato, tra gli altri, la regia di spettacoli quali “Arancia Meccanica” e “Le cinque rose di Jennifer”, entrambi interpretati, come protagonista, dal fratello Daniele, che a sua volta nel teatro Bellini ricopre dal 2010 la carica di presidente.

Ecco le motivazioni dei due premi:

Premio Pistrice Città di Positano 2020 a Gabriele Russo

Per aver utilizzato in maniera filologicamente appropriata testo e sottotesti di uno dei più profondi copioni concepiti dal genio di Annibale Ruccello, per un disegno registico ineccepibile ed originale, immergendolo in una inquietante e drammatica contemporaneità.

Premio Pistrice Città di Positano 2020 a Daniele Russo

Per aver espresso il dramma di Jennifer, a cui ha donato umanità, dolore, ed ironia, senza mai cadere nel facile e scontato luogo comune, riuscendo a rendere visibili i fantasmi della sua vita devastata dall’inguaribile male di vivere

“Per la nostra generazione, quella che ora ha intorno ai 40 anni, affrontare un testo di Ruccello è stato molto rischioso – ha dichiarato Gabriele Russo – perché non abbiamo avuto l’occasione di conoscerlo in prima persona, e neanche apparteniamo alle ultimissime generazioni che invece lo vive come un autore classico, seppur recente. Sapevamo però che andavamo a confrontarci con un tema affascinante, bellissimo, ma anche rischioso e l’abbiamo fatto concedendoci la libertà di attraversarlo e di viverlo in maniera molto personale, senza, tuttavia, snaturarlo, cercando di entrare nelle ragioni della scrittura di Ruccello e renderle vive oggi, liberandolo dall’iconografia dell’immaginario collettivo”

“Anche se sono anni che porto sulle scene protagonisti di grande spessore, – ha invece dichiarato Daniele Russo  interpretare Jennifer rappresenta per me un vero e proprio spartiacque, che dividerà la mia attività di attore e la mia vita di uomo tra un prima ed un dopo Jennifer. Affrontare il tema della solitudine, restando, tra l’altro, per gran parte della rappresentazione anche fisicamente solo in scena, mi ha provocato un corto circuito emotivo tra vita e teatro che mi hanno fatto crescere e ragionare. Per cui sarò sempre grato a Jennifer e a Ruccello.”

Lo spettacolo, la cui circuitazione è stata compromessa a causa del lockdown, ritornerà comunque ad inizio stagione prossima al Teatro Bellini ed è previsto al Piccolo Teatro di Milano nella prossima primavera.

Albo d’oro precedenti edizioni

2013 Antonella Morea

2014 Mariano Rigillo

2015 Lucio Allocca

2016 Massimo Andrei

2017 Paolo Graziosi

2018 Maurizio De Giovanni

2019 Miche De Lucia (sindaco di Positano)

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