Napoli, presentata la nuova edizione de “Il Racconto nel Cassetto”

Views: 9

NAPOLI – Un racconto può nascere da un ricordo, da un’esperienza personale, da un’immagine o semplicemente dal desiderio di dare forma a un’emozione. A volte resta chiuso in un cassetto, in attesa di trovare il coraggio di uscire allo scoperto. È proprio da questa possibilità che prende vita “Il Racconto nel Cassetto”, il premio letterario nazionale promosso dall’associazione ALI per la Cultura, giunto alla sua ventitreesima edizione.

Il concorso è stato presentato martedì 27 ottobre al Baldatel Culture Store, nel quartiere Vomero di Napoli, durante una conferenza stampa che ha riunito rappresentanti dell’associazione ed esponenti del mondo culturale e artistico. Un’occasione per ripercorrere la storia di un progetto nato con un obiettivo preciso: offrire spazio alla creatività e contribuire a raccontare il territorio attraverso le sue risorse culturali.

L’incontro si è aperto con un ringraziamento a Fulvio Baldantoni, padrone di casa del Baldatel Culture Store, luogo in cui tecnologia, lettura e confronto tra idee trovano un punto d’incontro. A moderare la conferenza Francesca Silvestre, che ha introdotto gli interventi del presidente di ALI per la Cultura Arkin Jusufi, del vicepresidente Salvatore Chianese, dello scrittore Pino Imperatore, presidente della giuria, e della direttrice artistica Roberta Frascati. Presente anche l’attore Nando Paone, ospite dell’iniziativa.

A ripercorrere le origini del premio è stato Arkin Jusufi, che ha ricordato la figura del compianto Pietro Valente, farmacista e promotore culturale da cui nacque l’idea del concorso. Un’intuizione maturata nell’area a nord di Napoli, in un periodo in cui territori come Villaricca, Giugliano e Qualiano venivano spesso raccontati quasi esclusivamente attraverso le notizie di cronaca nera.

Valente volle dimostrare che quelle realtà avevano anche altro da esprimere: talento, creatività e una vivacità culturale che meritava di essere conosciuta. Da qui la scelta di promuovere un concorso aperto agli autori di tutta Italia, sostenuto fin dall’inizio da un montepremi significativo, per incoraggiare chi custodiva nel cassetto una storia da raccontare.

Nel corso degli anni, il progetto ha contribuito anche alla nascita di un’esperienza editoriale con distribuzione nazionale. Jusufi ha richiamato questo risultato per sottolineare le difficoltà di fare editoria nel Mezzogiorno, dove le grandi realtà del settore sono meno numerose rispetto ai principali centri editoriali italiani. Il presidente ha ricordato inoltre il potenziale letterario della Campania, citando il successo internazionale di autori come Elena Ferrante e Roberto Saviano, a dimostrazione della capacità delle storie nate in questo territorio di raggiungere lettori in tutto il mondo.

Particolarmente interessante l’intervento di Pino Imperatore, che ha raccontato il proprio legame con il premio. Lo scrittore ha ricordato come il suo percorso nei concorsi letterari sia iniziato dalla partecipazione come autore, per poi trasformarsi in un impegno nell’organizzazione e nella valutazione delle opere. Oggi, alla guida della giuria, conosce bene il lavoro che si nasconde dietro la selezione dei racconti vincitori, un processo che coinvolge lettori, comitati di valutazione e personalità del mondo culturale.

Ma che cosa rende un racconto capace di conquistare chi legge? Imperatore si è soffermato proprio sui criteri che guidano la valutazione di un testo. Il primo elemento è l’incipit, che deve essere dirompente, catturare subito l’attenzione e suscitare curiosità. Fondamentali sono poi la capacità di sintesi, la forza delle immagini, lo stile e l’originalità.

A fare la differenza, secondo lo scrittore, è anche il coraggio di osare, di trovare una voce personale e di non affidarsi a soluzioni prevedibili. Un’indicazione preziosa per gli aspiranti autori: non basta costruire una trama, bisogna riuscire a lasciare un segno nel lettore.

Il concorso si articola in due sezioni, “Racconti” e “Fiabe e racconti per ragazzi”, e si rivolge a una platea ampia e diversificata. Durante la conferenza sono stati proiettati anche alcuni grafici dedicati ai generi letterari e alle tematiche affrontate dai partecipanti. Dalle narrazioni autobiografiche ai rapporti familiari, dai racconti di quotidianità alle questioni sociali, fino all’amore e ai sentimenti, le opere presentate restituiscono uno spaccato delle esperienze e delle sensibilità degli autori.

Le storie diventano così anche uno strumento per osservare i cambiamenti della società, le inquietudini e le aspirazioni delle diverse generazioni. Un patrimonio narrativo che il premio contribuisce a valorizzare, anche attraverso la comunicazione digitale e i social network, capaci di ampliare la partecipazione e raggiungere nuovi autori in Italia e all’estero.

Alla riflessione sulla scrittura si è affiancata quella dedicata alla lettura e alla sua dimensione espressiva. Roberta Frascati, direttrice artistica, ha sottolineato l’importanza della lettura ad alta voce, capace di dare ritmo, intensità e nuove sfumature alle parole, accompagnando il pubblico all’interno delle storie.

Sul valore dei libri si è soffermato anche Nando Paone, che ha condiviso alcuni ricordi del proprio rapporto con la lettura e del ruolo che questa ha avuto nella sua esperienza personale e artistica. Un intervento che ha ricordato come le storie non appartengano soltanto a chi le scrive, ma anche a chi le legge, le interpreta e le porta all’attenzione degli altri.

La ventitreesima edizione conferma la capacità del premio di coinvolgere aspiranti scrittori provenienti dall’Italia e dall’estero. Secondo i dati diffusi dagli organizzatori, sono 2.197 le opere pervenute, mentre il montepremi complessivo ammonta a 10mila euro. Durante la conferenza stampa sono stati inoltre illustrati i generi letterari e le tematiche affrontate dai partecipanti, a testimonianza della varietà delle storie raccolte nel corso delle edizioni.

L’appuntamento conclusivo è fissato per sabato 7 novembre, alle ore 10.30, presso l’Archivio Storico della Reggia di Caserta, dove si svolgerà la cerimonia di premiazione delle opere selezionate dalla giuria.

A ventitré edizioni dalla sua nascita, “Il Racconto nel Cassetto” conserva il significato dell’intuizione originaria di Pietro Valente: dare fiducia a chi scrive e dimostrare che la cultura può contribuire a cambiare il modo in cui un territorio viene percepito e raccontato.

Un messaggio che acquista un significato ancora più profondo nel momento storico che stiamo vivendo, segnato da guerre, incertezze e giovani che scendono in piazza per rivendicare il diritto a un futuro diverso. In un tempo in cui sembra sempre più difficile immaginare ciò che verrà, la scrittura può diventare uno spazio di libertà, un modo per dare voce alle proprie inquietudini, custodire la speranza e trasformare i sogni in possibilità. Perché osare, raccontare e continuare a immaginare un mondo diverso è già un modo per non arrendersi al presente.

Ersilia Marano

Print Friendly, PDF & Email