Viaggio nella Tuscia Viterbese: sentieri e borghi di meraviglie

foto Lucia Dello Iacovo

 

Quello di Bolsena, considerato uno dei laghi minori, nasce da un vulcano spento ma è uno dei laghi più puliti d’Europa. All’incrocio tra Umbria e Toscana, in territorio laziale, la tuscia Viterbese è un innesto di storie dal grande fascino: è stato il lago degli Etruschi, nel medioevo terra dei Papi e sulla via Francigena, che passa ancora visibile a Bolsena e molti altri centri, paesaggio naturale unico attraversato dal fenomeno vulcanico della valle dei calanchi, da cui il suggestivo esempio in Civita di Bagnoregio e, negli ultimi anni, con il recupero della recente storia del brigantaggio postunitario, è possibile seguire il sentiero dei briganti, dai borghi sul lago fino ai territori via via più interni da Gradoli e Castro.

I numerosi piccoli borghi che insistono su queste antichissime terre, già dal tempo degli etruschi, hanno ciascuno una propria singolare connotazione, dai paesaggi alle bontà eno-gastronomiche, sono località legate alle loro peculiarità, geografiche e storiche.

Dal Defuk di Montefiascone, il famoso vescovo intenditore di vini e particolarmente appassionato a quelli locali (da cui la leggenda della nascita del vino bianco più ricercato del luogo, l’Est! Est! Est!) alla regina dei Goti, Amalasunta, segregata e assassinata sull’isola Martana, storie e leggende accompagnano il fascino di un viaggio fra le terre della Tuscia viterbese, accarezzando con il bel clima, il riposo, lo svago culturale, dai risvolti anche popolari ma mai banali, non essendo arrivato un turismo di “tendenza” a stravolgere eccessivamente i luoghi, dove vivono ancora molti locali.

Un lago che sembra un mare: insenature, due isole (la Martana e la Bisentina), il piccolo porto di Capodimonte, il pittoresco borgo dei marinai a Marta e poi Bolsena, l’unica forse più turistica ed elegante, il già citato Montefiascone, un punto panoramico sul lago spettacolare, un pittoresco centro storico e la sua Fiera del Vino, arrivata alla 59° edizione, la vicina Tuscania con il suo parco archeologico.

A Capodimonte ci si stende sul prato di fronte al lago, si prende il sole alternandosi a passeggiate sul lungomare, ai mercatini, la tintarella è secondaria, molti preferiscono l’ombra dei pioppi con un libro fra le mani. Dal porto partono imbarcazioni che fanno il giro del lago, intorno alle due isole maggiori. A Marta chi, come me, prende casa nel borgo dei pescatori, si sveglia al mattino con i rintocchi del campanile e con il volo delle anatre.  Ci si trova proprio fronte lago, passeggiando tra i vicoli i pochi abitanti stanziali accennano quasi sempre un saluto, svoltando in via Amalasunta, al numero 106, si nota una maiolica azzurra incastonata in una casina del borgo, con su scritto Casa di Talao, il leggendario pescatore che avrebbe accompagnato la sventurata regina dei Goti sull’isola Martana, dove trovò la morte in circostanze misteriose il 30 Aprile dell’anno 535, quasi certamente assassinata da un sicario assoldato dal consorte Teodato. Alcuni pescatori locali asseriscono che durante i giorni di forte tramontana possano udirsi ancora le urla strazianti di Amalasunta. A Bolsena i lidi più attrezzati offrono ripari più comodi, sulle sponde numerosi campeggi ma anche alberghi importanti e belle ville private, il centro storico è cornice ideale per rivisitazioni medioevali, osterie, vinerie e bistrot mentre il lago accoglie di sera esibizioni musicali e mercatini. Montefiascone ad Agosto è ricca di concerti, eventi legati alla Fiera del Vino, ha numerose cantine nei vicoli, deliziose chiese medievali, piazze, la via Francigena che l’attraversa. Tuscania con le sue mura, i giardini, gli scorci sulla valle che paiono proiettati da un’altra epoca, accoglie con tanti ritrovi eno-gastronomici, dove degustare le bontà locali e ospita ogni anno ad agosto il Vulci Music Fest, manifestazione aperta quest’anno da un concerto di Antonello Venditti. Civita di Bagnoregio è una tappa obbligata, un panorama mozzafiato sulla valle dei calanchi e sulla stessa città che muore; attraversare il ponte  che porta al centro storico spezza il fiato, e non solo per la salita. Si cerca di tenere in vita questo borgo con varie attività, Agosto vede il Tuscia Blues Festival ma anche Civit’Arte e mi ha stupito un Museo Geologico, in Piazza San Donato, ad ingresso libero, che illustra con materiali multimediali e fotografici lo stato delle frane e delle modifiche del sito.

Ristorantini panoramici o direttamente sulle sponde del lago, agriturismi nell’entroterra, feste medioevali, fiere, sagre e mercatini, al lago di Bolsena non manca nulla per poter fare una vacanza che si rispetti, per rilassarsi. La cucina è ricca: dai salumi alle zuppe, dai legumi agli oli prodotti in zona, la pasta fresca locale come i lombrichelli o i classici gnocchetti e i pesci di lago, dal persico ai lattarini, fino al rinomato coregone, tutti davvero gustosi. A mancare è forse quell’agitazione della folla tipica delle normali zone vacanziere, quell’ansia da prestazione di chi fa delle ferie un contenitore di troppe cose, quella movida eccessiva e posticcia, che spesso mette anche tristezza.

Luoghi vicini, ben noti, se non altro per toponomastica, a cui però l’offerta turistica spesso non va oltre la gita fuori porta e il classico turismo mordi e fuggi. Molti dei borghi citati, del resto, li ho trovati sprovvisti di adeguate pro-loco che offrissero un’idea e una guida completa ai centri, alle ricchezze del territorio, enti che spesso possono fare la differenza, non solo sulla fruizione del luogo ma anche per l’attrattiva di un flusso turistico più consapevole. A volte basta crederci.

Lucia Dello Iacovo

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