“Fabrizio De Andrè, Principe libero”: la vita e la poesia di Fabrizio De Andrè

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“Fabrizio De Andrè, Principe libero” è rimasto nelle sale per soli due giorni, il 23 e 24 gennaio: uno di quegli eventi ai quali, il cinema dedica poche giornate, ma che, difficilmente, sfugge ai cinefili più esigenti.

La regia di Luca Facchini è, in ogni caso, una buona premessa di qualità, il film nasce dalla produzione di Rai Fiction in collaborazione con Bibi Film e sarà sul piccolo schermo già dal prossimo mese. Duecento minuti, sembrano interminabili a dirsi, più di tre ore che scorrono sulla storia e tengono lo spettatore, anche quello solo mediamente legato alla figura del grande cantautore, legato alla poltrona. I numerosi successi, gli incredibili testi, si ascoltano dal grande schermo e s’intrecciano perfettamente alla trama della sua storia, spiegando l’uno l’altra e viceversa. La musica, il suo genio, l’arte di De Andrè si fondono del tutto nella sua vita; un uomo che palesemente non sceglie di fare l’artista, ma lo è, in ogni fibra che lo attraversa. La sua storia porta la poesia sullo schermo, come i versi che ha cantato sulle sue ballate. Dai primi passi sul palcoscenico con l’amico Paolo Villaggio, alle prime incisioni, dall’incontro con Dori Ghezzi e la scelta della vita in campagna, da sempre desiderata, il filo conduce alla coerenza di una personalità libera dagli schemi ma profondamente rispettosa del mistero della vita e di quell’umanità più vera e bistrattata. L’eccezionalità di una personalità che si mantiene integra anche dopo i, purtroppo noti, quattro mesi di prigionia: il rapimento dalla tenuta in Sardegna, momenti terribili da cui prende il via il film per tornare indietro, con un flash back, ai suoi esordi. Così vediamo i suoi primi passi tra i caruggi di Genova, l’anticonformismo che sempre lo ha distinto, i luoghi di Via Del Campo, de La canzone di Marinella, l’influenza di Luigi Tenco, la struggente “ Preghiera in gennaio” per la sua morte, l’incontro con il poeta Mannerini.

L’eccezionalità, in tanta promessa di bei momenti di spettacolo, è stata l’interpretazione di Luca Marinelli, che già aveva dato prova del suo talento nell’eccelsa prova in Lo chiamavano Geeg Robot. Marinelli aveva il carico d’interpretare un personaggio difficile, controverso ma soprattutto un cantautore ancora molto amato, ed è riuscito a fare sue molte delle movenze di Fabrizio: il suo modo di tenere la sigaretta, di camminare,  ci ha restituito un personaggio di cui abbiamo davvero scarse riprese, come la stessa Dori Ghezzi ammette, anch’ella colpita.

Per chi l’ha perduto al cinema, non sono lontane le date del 13 e del 14 febbraio, in cui si potrà apprezzarne la visione in prima TV alla Rai, consigliata per gli amanti di De Andrè ma anche per chi vuole conoscerlo meglio.

 

Lucia Dello Iacovo

 

 

SCHEDA DEL FILM:

 

  • DATA USCITA: 23 gennaio 2018
  • GENERE: Biografico
  • ANNO: 2018
  • REGIA: Luca Facchini
  • ATTORI: Luca Marinelli, Valentina Bellè, Elena Radonicich, Davide Iacopini, Gianluca Gobbi, Ennio Fantastichini
  • DURATA: 200 Minuti
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