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Napoli, al Sancarluccio, è di scena “Pulcinella e compagnia bella”

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muriello

 

Da giovedì 10 a domenica 20 marzo 2016 (gio-ven-sab ore 21:00 e dom ore 18:00), al Nuovo Teatro Sancarluccio di Napoli, si terrà lo spettacolo “Pulcinella e compagnia bella”, un racconto a due voci scritto da Paola Ossorio che vede protagonisti Giovanni e Matteo Mauriello.

Note di regia/sinossi

Pulcinella e compagnia bella nasce come pièce teatrale intorno alla figura di Pulcinella come personaggio contemporaneo e quotidiano. La maschera di Pulcinella è quella che alcuni di noi, forse più di quanti crediamo, indossano per difesa: allegria, compiacenza, competenza, spavalderia, all’esterno, e sotto la maschera il contrario, malinconia, insicurezza, inadeguatezza, paura. A Napoli se si dice di qualcuno “chillo fa ‘o pullecenella”, è per critica negativa, ma quasi sempre la persona in questione è una persona problematica, uno che non sta bene con se stesso, uno che si vuole nascondere.

La pièce è stata adattata a racconto non tanto per “adattarla”,  in senso restrittivo, quanto per tirarne meglio fuori il suo carattere di “racconto di formazione”. L’arco temporale della vicenda, infatti, va dal momento in cui il figlio appena nato incontra il padre fino a quello in cui, una volta cresciuto, se ne distacca. Ed è il figlio a fornire la sua prospettiva soggettiva della vicenda, intrecciando il racconto del tempo passato al dialogo diretto con il padre, con il quale si scontra e si incontra, chiacchiera, litiga  e canta.    Tutti i loro contatti col mondo esterno si situano in una zona ambigua, tra la realtà oggettiva e la dimensione interiore: vissuti, sognati, immaginati, o temuti, quel che conta è il cammino del rapporto fra i due e l’affrancamento dalla paura del mondo esterno, a prescindere dal mezzo con cui lo hanno conquistato.

Oltre al padre single e al figlio stravagante almeno quanto il padre, compaiono anche altri personaggi: una madre assente la cui assenza è molto presente, alcuni colleghi artisti che non parlano ma di cui si parla e alcuni animali che neppure vediamo ma che sicuramente  sentiamo aggirarsi intorno a noi.

Non è uno spettacolo, è un racconto, e ascoltare un racconto può essere un’esperienza affascinante, specialmente se i personaggi, oltre a essere raccontati,  sono anche lì presenti e chiacchierano, litigano e vivono la loro vita. Figurarsi poi se cantano una decina di nuove canzoni napoletane, orchestrate in modo fantastico, in una colorita panoramica di generi musicali fra tradizione e modernità.

Qualche parola su autori e interpreti.

Paola Ossorio è autrice del testo. Ha un passato multitasking, come attrice, cantante, scrittrice e traduttrice. In ciascun campo ha fatto poche cose, ma di alta qualità e con gli onori di pubblico e di critica. Paola è un po’ volubile, ma è contenta così.

Il Pulcinella padre è Giovanni Mauriello. Chi non ha visto La Gatta Cenerentola di Roberto De Simone, che è valsa a Giovanni il premio Gino Cervi e anni di tournée trionfali in tutti i continenti? Chi non conosce la Nuova Compagnia di Canto Popolare e i suoi successi mondiali? Giovanni ne è stato socio fondatore e voce leader, finché non si è stancato di fare ll’oper’ ‘e pupe, come dice il suo personaggio. Anche lui è contento così, e  ci mancherebbe!

Il Pulcinella figlio è Matteo Mauriello, nella vita vera figlio di Giovanni e nipote di Paola, quindi figlio e nipote d’arte. Appena diplomato all’Accademia di Arte Drammatica Silvio D’Amico, già ha fatto le sue esperienze teatrali con Roberto De Simone, Luca De Filippo, Lorenzo Salveti e altri registi. Lui non è contento così, ci mancherebbe. Andrà per il mondo, come dice il suo personaggio.

Le canzoni sono state musicate, orchestrate e dirette da Germano Mazzocchetti. Ne ha avute tante, di soddisfazioni nella sua carriera, Germano. Ha scritto musiche per innumerevoli  spettacoli di prestigio, per il cinema, la televisione, fa concerti, incide dischi e vince premi, ma musicare questi testi e comporre per la voce di Giovanni è stata un’esperienza davvero speciale che lo ha divertito molto e che gli è rimasta nel cuore.