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Esce domani il film di Giovanni Mazzitelli: “Era giovane e aveva gli occhi chiari”

È  ambientato nella Campania dei nostri giorni, il film del giovane regista Giovanni Mazzitelli : “Era giovane e aveva gli occhi chiari”, una commedia romantica in cui si rischia tutto per andare in cerca del proprio amore. Il film che domani sarà in molte sale, è stato prodotto da Cinema Fiction.

Abbiamo incontrato il regista e sceneggiatore del film, per una piacevole intervista:

 Come e quando nasce l’idea di questo film?

L’idea di questo film nasce nel 2012 con un progetto che aveva una sua identità completamente differente. Volevo fare un film molto simile dal punto di vista linguistico e di messa in scena come questo che abbiamo girato, il titolo iniziale era “Il pinguino innamorato” ed aveva una storia completamente differente. Archiviata la storia del pinguino innamorato, ma seguendo sempre il filone della commedia romantica, ho iniziato a scrivere un libro su come dovrebbe essere vissuta la vita intitolato “Era giovane ed aveva gli occhi chiari”. Visto però che non era mio interesse pubblicare un libro con una piccola casa editrice o autoproducendomi, ho deciso di tenere questo manoscritto per me. Poi alcune persone vicine a me hanno avuto modo di leggerlo e mi hanno spronato a scriverne una sceneggiatura. In pochissimo tempo ho scritto la sceneggiatura, ho costruito il film fianco a fianco con la produzione la CINEMA FICTION, e la scuola di formazione. Il film infatti nasce come corso di formazione audiovisiva. Un progetto affrontato step by step che ci ha permesso, come indipendenti,  di valutare bene il tutto, avendo la possibilità di diventare un progetto animato da tanta passione e tanto cuore e raccogliendo già i primi piccoli risultati.

Il protagonista incontra un amore che lo porta ad un’avventura insolita, cosa ci aspettiamo dall’amore?

Io cerco la traslazione delle emozioni, cercando di vivere al massimo le esperienze della mia vita, sia dal punto di vista lavorativo che personale. Per quanto riguarda l’amore lo vivo, senza dubbio, all’estremo. Accettando il rischio che le emozioni possano essere positive o negative. Così l’intento dei miei lavori è quello di traslare è di estremizzare quello che io sento e percepisco dalle mie sensazioni, dalle mie emozioni e proiettarli verso l’altro. Quindi verso il pubblico.

La ragazza che il protagonista incontra nel film è alla ricerca di un qualcosa che le è stato tolto,  c’è un significato intrinseco oltre la mera ricerca?

Ci sono esseri umani che, nella vita,  sono pigri che si fermano alla loro “prima isola” non amano esplorare. Questo tipo di persone non le amo tanto, perché vivere è  una continua scoperta e si dovrebbe essere sempre alla ricerca di qualcosa, di un obiettivo da perseguire, perché la vita è questo.

Quanto è costato in termini di impegno e di ricerca di sostegno anche economico, questo film?

Il film è a low budget, non è costato molto, essendo stato girato con la partecipazione amichevole di alcuni attori, ed essendo parte integrante di un progetto al quale erano abbinati corsi di formazione e dai quali abbiamo attinto per gli altri attori di cui avevamo bisogno. In termini emotivi mi è costato tanto o quasi tutto, anche la fidanzata. Le aspettative sono positive perché abbiamo lavorato sodo e ci abbiamo messo tanto cuore. Non nascondo che ho un po’ di paura, ma credo sia normale. Posso anche dire di essere soddisfatto perché siamo riusciti a produrre un film importante come cinema indipendente e quindi di aver già raggiunto un buon risultato.

 

Paola Improda – Giusy Clausino

 

Il film, la trama

X, oltre trent’anni ed un lavoro rocambolesco, come pochi nell’Italia d’oggi, è l’icona che potrebbe rappresentare ognuno di noi. Tutto quello che pensa è radicalizzabile in un’unica domanda. “La verità è davvero nel mezzo?” Ciò che si chiede X è un po’ tutto quello che ci chiediamo noi ogni giorno, circondati da persone che vivono agli estremi dell’esistenza e che sembrano più felici di noi, rinchiusi in regole sociali che reprimono i nostri istinti più primordiali.
Una notte di inverno, una delle tante in cui X è succube dell’insonnia, l’urlo prolungato di una donna per strada lo desta. Si tratta di Alessandra, tratti mediterranei e una spiccata tendenza alla fatalità, che rendono la sua giovinezza ancora più affascinante. Un incontro fugace, al quale sembrerebbe non ce ne possano essere altri ed invece il giorno seguente X è di nuovo sotto casa ad attendere che la bella Alessandra si presenti ad un loro nuovo casuale incontro. La ragazza non gli dà buca, ma forse fa peggio, chiedendogli di spostare il loro incontro altrove, in prossimità di un numero civico che X conosce poco. E’ fuori la villetta dei Marzi, famiglia ebrea di Portici, che la giovane donna smaschererà la sua natura. Alessandra infatti, è in realtà un’abile scassinatrice, che entra abusivamente nelle case delle persone, senza però rubare nulla, ma ricercando ossessivamente un tesoro ingiustamente privatole nel tempo.
Per X ormai coinvolto dalla missione di Alessandra, sarà solo l’inizio di una serie di straordinari e bizzarri eventi, con protagonisti giovani donne ebree, filosofi marziani forse immaginari, produttori cinematografici “a ribasso”, sogni lucidi, ninfomani, morti apparenti, partite di tennis con campioni ultrasettantenni, odori che rievocano vecchi ricordi, donne anziane con il grilletto facile ed il ricordo di un amore non sepolto del tutto. Il tutto trovandosi nel giro di nove mesi di vita, a scegliere la strada giusta da intraprendere per una vita che valga la pena di essere vissuta.

 

Il cast

Mario Di Fonzo – Federica De Benedittis – Carola Santopaolo – Giacomo Rizzo – Fabio De Caro – Tina Femiano – Silvia Luzzi – Iole Casalini – Alice Pagotto – Tonia De Micco

Regia di

Giovanni Mazzitelli

Scritto da

Giovanni Mazzitelli

Sceneggiatura di

Giovanni Mazzitelli – Mario Di Fonzo

Prodotto da

CinemaFiction