Napoli, al Teatro Sancarluccio, è in scena “Sul nascere” di Carolina Sellitto

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Sabato 6 (alle 21:00) e domenica 7 febbraio (alle 18:00) presso il Nuovo Teatro Sancarluccio andrà in scena lo spettacolo “Sul nascere” di Carolina Sellitto, diretto e interpretato da Roberto Azzurro.

Il progetto nasce dalla collaborazione dell’attore e regista Roberto Azzurro e della Biologa e scrittrice Carolina Sellitto. E si prende l’audace briga di far sì che la Scienza si slanci verso l’Arte, in attesa di esito.

Si prevede una lavorazione che avverrà durante l’Estate 2014, per un debutto nell’Autunno 2014.

Vera particolarità di questa operazione è che il lavoro è già in preparazione in lingua inglese, con una regia di un artista inglese e un attore di nazionalità appunto anglosassone. Si immagina – e si sta facendo in modo che ciò possa avvenire – dunque che i due debutti possano avvenire in contemporanea a Napoli e a Londra, per replicare la versione inglese in Italia e quella italiana in Gran Bretagna.

 

“In questo percorso che ci porta ad abbattere sempre di più qualsivoglia effettistica teatrale a vantaggio di un rapporto sempre più diretto e coinvolgente con un pubblico sempre più appassionato dell’essenziale, si sono incontrate la Scienza e l’Arte, nientemeno. Di certo l’esperimento non è al suo esordio, ci sono già stati tentativi, ma sempre hanno avuto a che fare con fattori temporali precedenti, con personaggi storici, dunque forse prima d’ora mai, la contemporaneità è riuscita – a nostro avviso – a farsi teatralità così fino in fondo e cosi inequivocabilmente pur restando realtà del proprio tempo.

Al bando qualsiasi effetto speciale, dunque, a favore di un principio che prevede l’esistenza del “teatro” in virtù della sola presenza di un testo, un attore e uno spettatore: stop. Il teatro non necessita di altro, se non di questi tre elementi. Al bando qualsiasi effetto speciale, a favore della “relazione scientifica” che si terrà in un teatro trasmutato in aula universitaria, dove un discorso scientifico e accademico – verrà dimostrato – sarà in grado di diventare umano e ironico e doloroso e lieve al tempo stesso.

Ed ecco appunto che la contemporaneità, in veste anche – ci sia consentito – di “fattore messaggio” civile e sociale, –  Sul nascere si occupa di un argomento di terribile e meravigliosa attualità, controversa e complessa, che segna questo nostro tempo in maniera inequivocabilmente politica – sfida l’arduo tentativo di farsi poesia universale pur restando contemporaneità.

Ed ecco che le sette lezioni universitarie che il professore Andrea Pozzi tiene nella facoltà di medicina, consentiranno al pubblico, nel ruolo giocoso di studente appassionato, di entrare, attraverso il fascino della scienza, nella vicenda umana di una coppia che, per realizzare il desiderio di avere n figlio è costretta a ricorrere alla fecondazione assistita. Ecco il modo, dunque, con cui l’uomo e la donna affrontano le loro paure: lei fragile davanti alla possibilità che questo bambino non arrivi. ma forte rispetto al pesante iter medico a cui deve essere sottoposta. Lui, all’opposto, forte rispetto alle emozioni, ma fragile anche solo nel rendere disponibile il suo liquido seminale che, come si può immaginare, non comporta alcun onere dal punto di vista fisico. L’andirivieni di personaggi che si avvicendano nella storia, tutti impersonificati dallo stesso attore, che in un gioco/vita di realtà e finzione con un semplice tocco di fiato, li fa rivivere tutti sotto lo sguardo incredulo e divertito dello spettatore, il quale è guidato con passione nel mondo del corpo umano, dove i rigorosi e affascinanti meccanismi biologici si alternano ai complicati meccanismi relazionali degli esseri umani.

L’incontro tra Scienza e Arte si rivela lo senario perfetto per parlare di Natura e per indagare sul concetto di contro-Natura. Ed è nella settima lezione del professor Andrea Pozzi, quella che lui titolerà “sul nascere” che sapremo qual è la linea di frontiera in cui la vita e la morte si incontrano e si affrontano proprio nel corpo del professor Pozzi.”

 

Roberto Azzurro e Carolina Sellitto

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