Pignataro Maggiore: Al via la V rassegna di Musica Popolare con gli Arianova

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Foto Lucia Dello Iacovo

 

Dal 17 al 20 Settembre 2015, si terrà, a Pignataro Maggiore,  la Quinta Rassegna di Musica Popolare che, seppur consolidata, è ancora organizzata unicamente grazie all’entusiasmo e al lavoro del Gruppo Popolare ‘Arianova’.

La rassegna ospita ogni anno una regione italiana, portandone i canti e le tradizioni. Quest’anno, ci sarà l’occasione di conoscere la Basilicata, con il gruppo ‘Officine Popolari Lucane’, che si esibirà durante le serate assieme ad altri artisti del nostro territorio tra cui “Checchinella” di Marcianise, presente anche ieri sera alle prove.

Gli Arianova nascono, ufficialmente, dieci anni fa, ma la loro opera comincia nei lontani anni ’70, quando cominciavano a praticare nel collettivo TG. È  il 1974 e ‘75 che intraprendono la ricerca dei canti della tradizione contadina sul  proprio territorio e, attraverso l’intervista degli anziani e la registrazione delle loro preziose testimonianze, hanno recuperato e messo in musica canti di amore, di protesta e di lavoro, come Ciammaje nu Santo e  tanti altri, recuperati dall’ Agro-Caleno, che hanno attirato l’interesse di Eugenio Bennato. In seguito Eugenio B. li invita a suonare con lui in numerose occasioni, dal San Carlo, alla tournee Briganti Emigranti. In giro per tutta l’Italia, gli Arianova approdano anche al Festival di Spoleto, esportando le nostre tradizioni dove mai avrebbero immaginato quegli anziani che avevano depositato con semplicità il loro canti quotidiani.

In quasi quarant’anni di questa appassionata opera di ricerca, i componenti del nucleo fondatore, composto da Giacomo D’Angiò, Lucio Palumbo, Giovanni Giordano e Giuseppe Rotolo, Vincenzo Magliocca (Voce e corde) si sono confrontati, spaziando, con numerose altre formazioni importanti, come l’Orchestra Popolare Campana, arricchendo il loro repertorio. Si appassionano, infine, alla ricerca e alla costruzione di strumenti popolari, principalmente Zampogne e Ciaramelle e la loro azione di recupero della tradizione popolare gli è valsa il riconoscimento dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, di interesse nazionale, in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia.

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Foto Lucia Dello Iacovo

Guardandoli all’opera, durante le prove, salta subito all’occhio il legame che questi artisti hanno col territorio, la voglia e l’entusiasmo di diffonderlo, l’atmosfera di condivisione con amici e parenti, la semplicità che ancora li accompagna, anche durante la faticosa ricerca di affiatamento di una composizione di voci e strumenti fatta di numerosi componenti. Non manca una nota di tradizione culinaria: teglie di   “pizza figliata” (antico dolce tipico delle zone) stanziano su un tavolo poco lontano, nel garage delle prove, pronte per essere degustate alla festa. I più “anziani” del gruppo, come scherzosamente si auto-definiscono, alla richiesta delle aspettative o dei progetti futuri, auspicano e operano affinché il loro lavoro trovi spazio e amore anche fra i giovani che li accompagnano, perché le tradizioni continuino a sopravvivere in un ininterrotto rigenerarsi attraverso di loro. Che dire allora: largo alle belle Rossella Marino e Annalisa Messina ( violino e voce) ai ragazzi Lorenzo Giordano e Pietro D’Angiò (Basso Elettrico, /Chitarra Classica e Chitarra acustica), che hanno una prodigiosa eredità da raccogliere.

Lucia Dello Iacovo

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