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Caserta, emozioni e bella musica al VIVO FEST VII edizione

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Si è rinnovato l’appuntamento, a Caserta, con il Vivo Fest. Alla settima edizione Gennaro Vitrone, direttore artistico e papà della festa musicale casertana, accoglie il pubblico, venerdì 28 giugno, nel giardino de Il Cortile. Tra alberi e luci soffuse, è la voce di Gennaro ad aprire la serata. Un festival dedicato alla musica e alla cultura partenopea, inaugurato da Anna, cover di un brano di Liberato, il rapper simbolo della napoletanità nel mondo. A seguire, Vitrone ha eseguito un suo pezzo autoriale: ‘Na stella, per aprire perfettamente l’inizio di una nuova brillante edizione di Vivo Fest.

A presentare l’evento Gianrenzo Orbassano, con il quale Vitrone ha tenuto a ricordare l’assenza – per motivi lavorativi – di Tonia Cestari, madrina e codirettrice artistica di Vivo Fest. Anche questa settima edizione vive sotto il segno della musica, dell’arte, della letteratura e della cultura tutta, elementi ben amalgamati in una scaletta d’ospiti scelta ad hoc.

“Smettere di essere oggetto”

Chiara Vitrone, giovane attrice, legge un passo del romanzo di Nadia Verdile, per accoglierla sul palco. La Verdile, giornalista e scrittrice casertana, si occupa di storia femminile e di rivalsa dei diritti, invitata al Vivo Fest ha deciso di parlare di una donna molto spesso dimenticata e alla quale lei ha dedicato un libro: Michelina de Cesare.

Michelina era una donna povera che ha sofferto e combattuto in un periodo di transizione storica: non potendone più della misera situazione dei braccianti e delle donne, Michelina si aggiunse ai briganti. Entrò nella banda di Ciccio Guerra, diventandone uno dei capi. Alla sua morte, fu l’unica esposta nuda in piazza, dopo averle sparato alle spalle e ad essere violentata dopo la sua uccisione. Una fine crudele destinata alle drude, le prostitute dei briganti, anche se Michelina non lo era. Lei morì con un’idea, la promessa che altre donne smettessero di essere oggetto di compravendita. Una battaglia raccolta negli archivi di Caserta per testimoniare come uomini e donne hanno combattuto sulle montagne per difendere non solo le loro vite, ma quelle di tutti i braccianti e di tutte le donne oltre il fronte.

Per l’occasione, Nadia Verdile ha dato una breve anteprima del suo ultimo libro, che narra la storia di Maria Amalia di Sassonia, donna eccelsa che volle la Reggia di Caserta, l’Albergo dei Poveri e fu accanto alla scoperta degli scavi, una donna che ha dato a Caserta tutto, ma troppo spesso dimenticata.

“Sta vita addà frnì”

Dopo il momento di letteratura, la serata prosegue con Pierluigi Tortora, che rende omaggio a Raffaele Viviani. Il momento dedicato al teatro è un omaggio alla vedetta del varietà, eccellenza del teatro drammatico, poeta dei cenci e creatore della poesia della realtà. Viviani ha vissuto in mezzo alla gente, in un mondo di buio e di crudeli sfruttatori, riuscendo a splendere in un lampo di bene. Tortora mette su un one man show per rapire il pubblico con le parole. La voce dispiega un dialetto stretto come le emozioni avvinghiate ai versi, con rime e suoni che fuoriescono dalla bocca di Tortora ma vengono dalla mente di Viviani. Un connubio per parlare dell’uomo e delle sue sofferenze. Una verità cruda in cui “l’arraggia”, la voglia di mangiare il mondo, afferra l’uomo sofferente e lo spinge avanti in un cammino fatto di macerie. Una vita perduta nell’oscurità in cui la tristezza è dondolata dal vento, sotto il controllo della luna durante la notte. Un uomo che rinasce in sé, dopo aver combattuto una guerra non desiderata.

Nel circuito dell’aggregazione e dell’amore per la musica, Gennaro Vitrone e Donato Tartaglione hanno consegnato una targa a Cristina Zitiello, figlia di Pompeo, un amico e sostenitore della musica che ha lasciato l’arte Casertana troppo presto. Un omaggio per colui che ha creato un centro di aggregazione e di connessione, supportata dalla saletta prove PO.MI. di San Marco Evangelista, nella quale la musica dei talenti casertani ha preso vita. “L’omaggio a Pompeo per colui che è stato simbolo di unità e amore per la musica.”

“M’hanno lasciato sul e senza Dio”

Chiusura di serata, la neo band Sarràccussí, formata dalla percussionista Pina Valentino, dal contrabbasso di Donato Tartaglione e voce-chitarra per Ernesto Orecchio. Un mix di blues e folk partenopeo, con un ritmo dal sapore fresco e armonioso. Riempiono la calda serata al Cortile con una musica allegra e vera, invadendo l’animo del pubblico. Vanno al di là delle aspettative, facendo battere il cuore al ritmo delle percussioni. Le vibrazioni sono tangibili, danzando sulle corde creando una magia unica che travolge. Tolgono il fiato le versioni di Vasame e Indifferentemente, rubando il cuore di tutti.

Il pubblico ha dimostrato agli ospiti e al direttore artistico tutto l’apprezzamento per questa ennesima scelta vincente, le emozioni, l’interesse e la gioia della condivisione di momenti così intensi sono stati palpabili e gli applausi scroscianti da giusto corollario alla serata.

Non ci resta che dare appuntamento alla prossima edizione!

Roberta Fusco

foto di Cristofaro Romano