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Premio Bianca d’Aponte: è Sighanda la vincitrice della XII edizione

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È Sighanda (al secolo Dominique Fidanza) con la canzone ‘L’aciddruzzu’ la vincitrice del Premio Bianca d’Aponte – Città di Aversa, che si è concluso sabato sera dopo due giorni di intense emozioni. Il Premio della Critica è andato, invece, ad Agnese Valle con “Cambia il vento”. Altri premi riconosciuti alle cantautrici sono stati: il Premio Miglior Testo a Clarissa Vichi con “Un fiore”, il Premio Miglior Composizione a Giovanna Dazzi con “Orione”, il Premio Miglior Interpretazione a Chiara Minaldi con “Un’anima”, anche vincitrice del premio “Suoni dall’Italia”, assegnato da Mariella Nava, consistente in un contratto discografico. A Nicoletta Noè con “Ad Abelardo, Eloisa” è andato il premio Officina della Musica e delle Parole di Alberto Salerno e Mara Maionchi, che la ammette alla frequentazione di uno stage presso  la loro scuola.

Insieme alle concorrenti, grandi ospiti sono saliti sul palco del Teatro Cimarosa durante la seconda serata del Premio Bianca d’Aponte: Irene Ghiotto in apertura in qualità di vincitrice della scorsa edizione, Vittorio De Scalzi, storico leader dei New Trolls, in un inedito set con Fausto Mesolella, la russa Elena Frolova, a cui è stato assegnato il Premio “Bianca d’Aponte International”, istituito lo scorso anno in collaborazione con “Cose di Amilcare” (emanazione spagnola del Club Tenco), Mariella Nava e Kaballà.
Standing ovation per Fausto Cigliano leggenda vivente della musica italiana, che, accompagnato alla chitarra da Gianluca Marino, ha interpretato “Uocchie che arraggiunate” e “Canzone appassiunata” ed uno dei pochi brani in napoletano scritti dalla stessa Bianca d’Aponte, ‘Nenia a Sora Morte’, una composizione molto forte che il Maestro ha definito “una canzone drammatica, profondamente umana. Una poesia immortale”.

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Sighanda (Foto G. Panza)

Madrina di quest’anno è stata Irene Grandi, che ha presieduto la giuria e cantato, alcuni suoi brani noti come “Prima di partire per un lungo viaggio”, “Lasciala andare” e “Bruci la città”. Come vuole la tradizione, la madrina ha scelto e interpretato una canzone di Bianca d’Aponte, ‘Ci ritroveremo’, accompagnata dal chitarrista Saverio Lanza e dall’Orchestra del Premio Bianca d’Aponte.

Un plauso va appunto ai musicisti del Premio Bianca d’Aponte diretti da M°Crescenzo che ha saputo rendere al meglio insieme ai componenti della band, l’arrangiamento live dei brani delle cantautrici che ne hanno chiesto l’ausilio e della madrina Irene Grandi.

Nella serata di venerdì era toccato a Giuseppe Anastasi, Bungaro, Patrizia Cirulli (a cui è andato il Premio “Musica della Poesia”), Giorgia Del Mese, Irene Ghiotto (vincitrice dello scorso anno), Mauro Ermanno Giovanardi, Vera Gotschall, i Letti Sfatti con Fausto Mesolella, Fausta Vetere e Corrado Sfogli, Peppe Voltarelli. Nel corso delle serate era disponibile la compilation della 12a edizione del Premio che il pubblico ha ricevuto, come tradizione, con un’offerta per Emergency, cui è stato devoluto l’intero ricavato. (vedi se è il caso di ripeterlo)

Le due giurie che hanno scelto i vincitori erano, come sempre al Premio d’Aponte, formate da importanti addetti ai lavori (autori, musicisti, cantanti, editori, discografici, manager, organizzatori di festival e rassegne) e giornalisti.

La manifestazione, giunta alla 12a edizione, è l’unico festival/concorso di canzone al femminile in Italia, intitolato alla cantautrice aversana scomparsa a soli 23 anni alla vigilia della pubblicazione del suo primo album.

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Il Premio Bianca d’Aponte è un evento che ogni anno rappresenta un appuntamento fisso per molti addetti ai lavori della musica, che una volta entrati in questo mondo, non ne sono più usciti. Anche quest’anno l’evento ha riscosso grande successo entrambe le serate del 28 e 29 Ottobre e viene naturale ringraziare Giovanna e Gaetano d’Aponte insieme a Gennaro Gatto e il direttore artistico Fausto Mesolella per ciò che hanno creato intorno al ricordo di Bianca e che durante il Premio regala a tutti i presenti un bel po’ di sana cultura e pura magia.

Le altre concorrenti in gara erano Ilaria D’Amore di Roma con ‘Infiniti miracoli’; Marta Delfino di Savona con ‘Abramovic’; Gabriella Martinelli di Taranto con ‘La pancia è un cervello col buco’; Veronica Punzo di Macerata con ‘Il tempo che ho perduto’ alle quali è stata consegnata una targa per essere arrivate in finale, risultato eccellente dato il numero di iscrizioni al Premio ogni anno.

 

Tonia Cestari

In allegato la galleria di immagini della XII edizione del Premio d’Aponte, a cura di Giuseppe Panza e Lucia Dello Iacovo

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