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Turi D’Anca presenta il Teatro delle Radici: quando il sogno diventa realtà

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Venerdì 5 maggio, alle 19,30, presso il Palazzo Carrubo (Città della Salute) Viale delle Province a Erice (TP) si terrà l’inaugurazione del Teatro delle Radici, diretto dalla compagnia teatrale Teatro di Fuori. 

Per l’occasione abbiamo contattato e intervistato Turi D’Anca, direttore artistico della Compagnia Teatro di Fuori, il quale ci ha gentilmente raccontato la storia di questo bellissimo sogno diventato realtà.

Buonasera Turi, come e quando nasce l’idea del Teatro delle Radici?

Buonasera Giustina, sì, il Teatro delle Radici, te ne parlo volentieri. Il nostro percorso con la Salute Mentale inizia nel 1998 con il laboratorio Il Racconto dei Silenzi sulla narrazione e sulla comunicazione corporea, rivolto agli ospiti delle Comunità Alloggio per degenti degli ex Ospedali Psichiatrici e fu fortemente voluto dal Direttore del DSM di Palermo dott.re Mario Mulè con l’appoggio logistico ed economico del sindaco Orlando. Quel primo laboratorio terminò con una performance allo Spazio Zero dei Cantieri Culturali di Palermo (il più grande) davanti ad un pubblico di oltre 700 persone. In un sol colpo vennero fuori le storie e le vite di queste persone dimenticate nei manicomi, cambiata la gestione di tre comunità alloggio e noi fummo investiti di una responsabilità sottintesa nei confronti delle persone con disagi psicofisici che ad un anno di formazione di un gruppo teatrale genericamente chiamato Teatro dell’Oppresso sezione Sicilia, divenne da quel giorno… Compagnia Teatro Di Fuori – Ricerca e Formazione. Da quell’esperienza una moltitudine di eventi ha accostato il nostro percorso alla riabilitazione, all’abbattimento dello stigma, all’inserimento nella società delle persone con… diversità psichica.

Quali collaborazioni avete avuto in questa esperienza?

Ci siamo impegnati, con la fondamentale collaborazione dei Direttori di Dipartimento di Salute Mentale di Palermo e di Agrigento, Nicola Governanti e Franco Manno, con vari Assessori Provinciali, diversi Sindaci, medici, educatori e volontari di ogni provenienza per la prevenzione di situazioni e malesseri socio/ambientali determinatori di disagi. In questo una menzione particolare va al Dott. Pippo Sciacca creatore con noi di un’utopia chiamata Centro Polivalente ISIL all’interno dell’Ex O.P. di Palermo, dal 2001 al 2007 fu lo spazio più sociale, culturale e… vivo dell’intera città. Oggi è in uno stato di quasi totale abbandono. Ora e Qui… Trapani… siamo partiti tempo fa dall’incontro con Mariella Fiorino, volontaria dell’Associazione Start presentataci da Silvia Vitale nostra ex allieva. La prima persona che abbiamo incontrato è stata la dott.sa Mendolia, capo dipartimento del DSM. Nello stesso giorno abbiamo conosciuto il Dott. Angelo Panzica, responsabile della CTA e del Centro Diurno. Uscendo ci siamo detti… si può/deve fare.

Quando diventa realtà?

Il 21 febbraio scorso è stato firmato un protocollo d’intesa tra il Teatro Di Fuori ONLUS e l’ASP di Trapani, sottoscritto e sostenuto dal Direttore Generale Dott. Fabrizio De Nicola. Questo atto ufficiale è il frutto di una reale corrispondenza d’intenti e di azioni da intraprendere tra la Compagnia e la direttrice del Dipartimento di Salute Mentale Dott.ssa Giovanna Mendolia.

Un atelier teatrale che coinvolge persone che, in un modo o nell’altro, vengono spesso definite fuori dalla realtà, la vostra sfida qual è?

Gli impegni più decisivi in questa prima fase:

– La costruzione di un gruppo integrato di persone che lavori attorno ad un progetto comune, in questo caso un atelier teatrale permanente, come lo è stata la compagine di “Officina Coscienza” dal 2005 al 2008 a Palermo;

– La formazione e l’aggiornamento delle persone che lavorano nell’ambito del disagio psicofisico e della pedagogia con Corsi, Lab, Stage e Atelier in particolar modo con le tecniche del Teatro dell’Oppresso e di Teatro Terapia;

– Riconsiderare/vitalizzare lo spazio interno e gli esterni della Città della Salute di TP partendo dal considerevole patrimonio architettonico e ambientale. Oltre l’allestimento, il coinvolgimento di artisti, delle associazioni, dei media, la promozione di eventi ecc… rimane fondamentale l’integrazione tra la città, il fuori con il dentro, le persone che non saranno più pazienti in un luogo, ma i coprotagonisti attivi di un percorso culturale e sociale per l’intera collettività.

Quanto sono importanti le radici e quanto è importante saper prendere il volo quando si vuole realizzare un progetto?

La scelta del nome… Teatro delle Radici… è determinato dalla prima cosa che incontri entrando alla Cittadella della Salute di Trapani… Alberi, Pannelli con Palazzi con nomi di alberi, Palazzi tra gli alberi… radici ovunque. Ma… Teatro delle Radici… è un doppio auspicio… che nasca e che rimanga oltre noi e il ritorno ad una condivisione semplice, di qualsiasi performance o evento con una compartecipazione diretta tra persone come era agli albori del teatro… il rito era preparato e condiviso da tutti. Il volo è determinato sicuramente dai primi passi, dai dettagli e dal continuo desiderio di migliorarsi. La leggerezza certo, non è un aspetto secondario.

Quante e quali forze sono scese in campo per aiutare la sua compagnia teatrale?

Naturalmente i sopralluoghi e i contatti umani sono iniziati molto tempo prima. Quest’ultimo aspetto, il desiderio delle persone “particolari” che vivono quotidianamente la Cittadella della Salute, il Dipartimento di Salute, sono stati l’aspetto fondamentale che ha messo noi e l’Ente (le persone che lo compongono) su una stessa direzione. Detto in lingua burocratica, cambiare la destinazione d’uso di alcuni spazi, ma l’obiettivo principale è quello di creare uno stato d’integrazione e di vitalità attraverso dei processi artistici/sociali. Non è certo secondario il fatto che l’ASP di Trapani abbia sposato l’idea di dare al territorio (Trapani, Erice, Paceco, Custonaci, Buseto Palizzolo ecc) un Teatro, anzi un Centro Polivalente con una moltitudine di spazi esterni immersi nel verde. Nei fatti di queste prime settimane, al di là del nero su bianco possiamo dire con giustezza… sta avvenendo grazie alle persone che desiderano per tutta la collettività e per il territorio che esista uno spazio del genere… libero, non di facciata, di fatto. Questo lo si evince già dai procedimenti e dalla formazione spontanea di un’equipe eterogenea che lavora quotidianamente: pazienti, dottori, infermieri, operai, volontari, rappresentanti di associazioni sociali e culturali, ragazzi… persone. Quello che ci accomuna è la realizzazione, più che di luoghi fisici, di spazi sociali senza delimitare la cultura a forma di rappresentazione e consumo. Lì prima c’era il manicomio, dentro Palazzo Carrubo c’era un reparto maschile, negli spazi dove sta nascendo il Teatro c’era il refettorio, la cucina, alcuni laboratori artigianali e chiaramente l‘infermeria. L’allestimento in atto è una realizzazione collettiva con la nostra direzione artistica, stiamo utilizzando tutto ciò che è inattivo all’interno dei beni mobili dell’ASP e al tempo stesso stiamo curando, con gli operatori dell’azienda, la natura che ci circonda: pineta, alberi, giardini, uliveto, vigneto ecc. Tutto si sta rinnovando, prima il Teatro, in seguito, quando sarà il momento, vorremmo sviluppare il progetto di un Caffè Letterario e concepire un Bistrot in cui si mangia genuino. Ovviamente gli anfitrioni e i lavoratori saranno un gruppo integrato di persone, agevolando l’inserimento lavorativo di persone con disagi o con diversità. Ovviamente la concreta partecipazione al lavoro di uno spazio pubblico, è un percorso per stare bene e aiuta ancor di più se gratificato da un riscontro economico. Nobilita… ed abilita chiunque, in questo caso premia anche l’eccellenza rappresentata dalla loro sensibilità e cura nel fare le cose. Un passo alla volta iniziamo con il Teatro delle Radici.

Le opere che andranno in scena al Teatro delle Radici?

Bene più che di opere, parlerei di principi dell’utilizzo degli spazi, considerando che disponiamo di spazi esterni incredibilmente belli e vasti… l’intera Cittadella della Salute. Che includono… palchi/gazebo per la musica, di inizio novecento; una pineta, uno spazio anfiteatro naturale che può ospitare più di 800 persone e vari atri/cortili. Però terremo in mente due cose: innanzitutto la finalità sociale, poi la consistenza culturale. Tu sai cosa intendo, quindi mi spiego meglio per chi non conosce il nostro lavoro. Anche i giochi di una volta, l’ascolto delle vite degli anziani, la pittura (tieni conto che accanto c’è un laboratorio e galleria d’arte gestita da pazienti e dai volontari dell’Associazione Start) e tutto ciò che è uno scambio vitale. Mi vengono in mente i primi insegnamenti da Conduttore di Teatro dell’Oppresso ricevuti dalla mia maestra Alejandra Manini… Il teatro può offrire molto ai diversi gruppi o comunità. Tralasciando il concetto di teatro come evento artistico (cioè il teatro fatto da professionisti che confrontano il risultato del loro lavoro con un pubblico critico e recettivo nel campo di un evento chiamato spettacolo), c’è tutto un altro universo nel quale il teatro si dimostra ancora valido, mantenendo la caratteristica originaria di coinvolgimento collettivo e d’attività d’aggregazione per eccellenza, che è possibile unicamente all’interno di un gruppo, che si fa con altri e con gli altri, che richiede come condizione necessaria l’esistenza di una comunità che condivide valori, idee e problematiche. Se questa “comunità” non esiste, il teatro stesso la crea ed è questa la sua grande forza di aggregazione. È un interagire fortemente dialettico, attraverso il quale un gruppo si esprime in una produzione “artistica” e questa caratterizza e crea il gruppo: gruppo di “appartenenza”, gruppo di “riferimento”, gruppo “attivo” che si costituisce intorno ad un prodotto, che scaturisce dal gruppo ed è destinato al gruppo.

Ecco formeremo gruppi e attiveremo diversi laboratori, innanzi tutto “Officina Coscienza” un gruppo integrato. La scelta del gruppo, non avviene seguendo i consueti criteri di valutazione teatrali, che presuppongono nei candidati una disposizione naturale per la recitazione, il canto ed il mimo o una adeguata preparazione, affine alle arti sovra descritte. La nostra selezione avviene sempre sulla base d’una capacità d’emozionarsi e dalla necessità di conoscersi, attraverso l’analisi continua che il teatro, tramite un rigoroso training psico-fisico, impone alla mente e al corpo.

Tutte le esperienze simili saranno ben accolte. Non dimenticheremo, inoltre, che dopo tantissimi anni Trapani torna ad avere un teatro. Quindi, l’arte performativa dal vivo, in tutte le sue forme, secondo ciò che abbiamo appena finito di descrivere… avrà una casa… realmente libera. E l’azienda sanitaria di Trapani ha tutte le intenzioni di farlo, lo ritiene un passaggio importante per la promozione del benessere sociale e la prevenzione dei disagi delle persone

Grazie Giustina, sei… siete invitati.

 

Giustina Clausino

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  • Teatro delle Radici Palazzo Carrubo – Cittadella della Salute, Viale delle Province N. 2 Erice, Casa Santa;

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  • – Via Sardegna 28 Alcamo TP 91011