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Pannonica: un disco che crea atmosfere raffinate e intense

Pannonica è il nome attribuito da Nathaniel Charles Rothschild ad una farfalla scoperta da lui e che lui, banchiere della famosa famiglia inglese, nonché appassionato di entomologia e di jazz, volle dare alla figlia, diventata la mecenate del jazz. È  un nome che racchiude una storia intensa, intrisa di energia e passione di una donna speciale, definita la “baronessa del jazz”, che con le ali libere e leggiadre di una “farfalla” sorvolò l’oceano per raggiungere la “musica”.  E Pannonica è il titolo del disco del trio Martino-Scrignoli-Laviano, recentemente pubblicato da Black Sheep Power Desco Music, l’etichetta discografica di Francesco D’Errico, che mira alla qualità sotto tutti i punti di vista: livello della musica, della registrazione, della confezione, della grafica e della presenza artistica attraverso immagini, illustrazioni e foto che portano la firma di autori prestigiosi.

Inciso presso Godfather studio di Massimiliano Pone con registratore analogico a bobine rigorosamente d’epoca e arricchito dalle illustrazioni dell’artista Claudia Piscitelli, Pannonica è un disco che risponde pienamente a tali requisiti. Il trio è costituito da musicisti talentuosi e dall’indiscussa professionalità, che hanno messo insieme la loro poliedrica personalità, creando un’opera notevole, molto interessante, originale e di altissimo livello. Il sax del noto musicista napoletano Giulio Martino, dal “suono secco, diretto, privo di fronzoli” che “ha un respiro internazionale…al di fuori di schemi propriamente nostrani” (Flavio Caprera) crea atmosfere raffinate e intense con suoni e fraseggi che ti arrivano dentro, regalando immagini e raccontando storie musicali. In questo caso ti proiettano nell’anima della donna a cui diversi musicisti hanno dedicato le loro composizioni. Le “corde” di Valerio Scrignoli, chitarrista eclettico milanese, esplorano il jazz in tutti i suoi anfratti, entrano nella forza vitale del rock e del pop, creando fusioni e cocktail di suoni interessanti, effetti elettronici compresi. Alfredo Laviano, batterista e percussionista marchigiano, ha la capacità di unire gli ingredienti ed i colori per tessere sonorità e ritmi duttili e che s’inseriscono nella trama musicale rendendola più gustosa e ammirevole, proprio come quando realizza le sue specialità gastronomiche o i suoi dipinti, altre arti di cui è appassionato e creatore.

Un omaggio a Pannonica non poteva, quindi essere migliore. I tre musicisti hanno rivisitato brani dedicati da famosi jazzisti a questa straordinaria donna, in versioni rese molto particolari da contaminazioni con generi musicali diversi e ben assemblati.  Il rock, il pop, l’elettronica si fondono col jazz, caratterizzando i brani e rendendoli uno più interessante e diverso dell’altro. Una singolare interpretazione di Tonica di Kenny Dorham apre le sequenze delle tracce. Le sonorità di percussioni, che ricordano le campane tibetane, sono l’intro della celeberrima e “galeotta” ‘Round Midnight di Thelonious Monk, seguite dal sax che, con la sua voce calda e delicata, ne ricama il tema entrando in punta di piedi nell’anima, che in un crescendo di note raffinate sprigiona un’esplosione di emozioni in chi ascolta. Pannonica di Monk è il terzo brano: introdotto dalla voce del sax, sfocia in un rock coinvolgente e trascinante, piacevolmente anni’70. Gli accattivanti accenni blues di Ba-lue bolivar ba-blues-bolivar, con un indovinato accostamento elettronico, sono stuzzicanti ed allettanti.  Vivace si presenta la versione di Nica di Sonny Clark con gli interventi di Scrignoli, Maestro degli effetti elettronici, i cui echeggiamenti fanno da sfondo anche al brano successivo, Poor Butterfly, di Reimond Hubbell e John Golden, dove il battere delle ali “musicali” volteggia nell’aria trascinato dal vento del sax. L’atmosfera cambia completamente con Nica’s dream, con gli interventi sibilanti di Laviano ed un ritmo che s’inframezza tra sax e chitarra in modo accattivante. Ancora Monk, determinante presenza nella vita di Pannonica e in quella del Bebop, di cui era definito il sacerdote, nel brano Coming On The Hudson, appare con una bella interpretazione del trio. Nica Steps Out completa la bella sequenza con frullii di ali degli strumenti del trio che fanno decollare la musica in una dimensione che oltrepassa il tempo e lo spazio…

La musica bella è così: ti fa lievitare in un mondo che sospende il tempo e ti lascia volare leggero grazie alle ali di farfalle come quelle di “Pannonica”, avvinghiate con passione alle note jazz.

 

Daniela Vellani