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Napoli, al Teatro Bolivar, debutto per “Cinema Italiano” di Giorgio Gori

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Nella elegante ed accogliente location del teatro Bolivar di Napoli, ieri 11 Febbraio ha debuttato uno spettacolo davvero trascinante dal titolo “Cinema Italiano”, opera liberamente tratta dal celebre film di Rob Marshal “The Nine”, a sua volta rifacimento del celeberrimo “Otto e mezzo” di Federico Fellini. Autori della rielaborazione sono Giorgio Gori e Noemi Calvino, impegnati anche nelle vesti di attore il primo e attrice e ballerina la seconda. A Giorgio Gori va anche il merito della regia dello spettacolo, mentre la Calvino si è occupata della parte coreografica.

Uno spettacolo caratterizzato da toni delicati e allo stesso tempo introspettivi, in cui i temi trattati sono importanti, grevi ma conditi da una vena ironica che si accompagna ad essi durante tutto il loro sviluppo: partono da una riflessione interiore del protagonista che analizza tutta la sua vita, fino a scoprire le cause della perdita di ispirazione e soprattutto della mancanza di fiducia in se stesso. La conduzione di una “vita d’artista”, vissuta appieno negli anni di maggior successo, portano il protagonista, celebre regista italiano, a scontrarsi innanzitutto con una crisi di identità, che rispecchia la crisi del mondo moderno, e che ostacola le sue, fino ad allora indiscusse, capacità creative. La crisi interiore dilaga in una crisi coniugale, quando la moglie lo abbandona a se stesso dopo aver scoperto un ennesimo tradimento con una soubrette. L’ossessione per il sesso e il tormentato rapporto con tutte le donne della sua vita, la madre, la moglie, le numerose amanti, fanno venir fuori il vero ego del protagonista fino alla risoluzione finale ben congeniata e agevolmente resa.
L’adattamento scorre in maniera godibile e il pubblico a più riprese mostra di gradire. Il testo è alternato alla musica dal vivo con tre bravissimi musicisti in scena e a momenti di danza che ben si legano alla parte recitata.
La rappresentazione è un musical dal sapore broadwayano, che mostra il suo lato di commedia all’italiana e dramma contemporaneo. Come in una macchina perfetta in questa messa in scena riescono a convivere sapientemente recitazione, ballo e musica dal vivo, abbracciandosi e concatenandosi  tra loro come meccanismi ben congeniati. Fa strano infatti sapere di aver assistito al giorno di debutto, considerato quasi universalmente come ultima grande prova generale. Il corpo di ballo proviene dalla “Ainor dance school” di Norberto Aiello.
Un pubblico attento, divertito, entusiasta ha sottolineato con applausi fragorosi l’intenso lavoro di questi giovani artisti che hanno messo in campo passione ed energie da vendere per raggiungere un risultato davvero sorprendente.

 

Damiano Gedressi