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Fausto Mesolella e l’insanguinata, all’auditorium d’Aponte, incantano il pubblico

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fausto

foto Giuseppe Panza

Domenica 24 gennaio, presso l’Auditorium Bianca d’Aponte ad Aversa, Fausto Mesolella ha incantato il pubblico con la sua fedele chitarra, compagna di sempre, battezzata “L’insanguinata” da Samuele Bersani, alcuni anni fa, nel vederla così “vissuta” e con cui recentemente ha festeggiato “le nozze d’oro”.

Con “Guitar solo concert”, Fausto Mesolella, celeberrimo musicista tra i fondatori degli Avion Travel, è riuscito a trasformare la chitarra in una vera e propria orchestra, esibendosi generosamente con diversi brani strumentali o cantati da lui stesso, tratti dal suo vasto repertorio e dal suo ultimo lavoro, “CantoStefano”. Come sempre ha suonato con maestria, virtuosismo, dolcezza e raffinatezza, riuscendo a creare momenti di un magnetismo forte e carico di emozioni. Salito sul palcoscenico, col suo immancabile basco ed un look originale, ha dato il via ad un piacevole show di alta qualità. La musica ha iniziato così a scorrere in modo fluido con una successione di brani uno più bello dell’altro, interrotti solo dall’accordatura dello strumento perché, come ha ricordato Mesolella citando Segovia: “Un chitarrista passa metà della sua vita ad accordare la chitarra e l’altra metà a suonare …”, e da simpatici e divertenti intrattenimenti molto familiari col pubblico.

Le proposte musicali sono state diverse e svariate: Tulipani, cantata dallo stesso Mesolella, che ne ha scritto le musiche e che è tratta dal suo ultimo album è stata una delle prime. Si tratta di un brano molto gradevole col testo di Stefano Benni. Di straordinaria bellezza i versi della canzone Quello che non voglio, tratta sempre da CantoStefano, interpretata con l’anima e che ha riempito di commozione il numeroso pubblico presente in sala, seguita dalla celeberrima canzone Vecchio frack di Domenico Modugno suonata col suo tocco originale e intramezzata da improvvisazioni di Fragile di Sting. Non poteva mancare l’atmosfera argentina di Astor Piazzolla con una superba Libertango, un crescendo di note avvolgenti come un vortice pieno di colori, seguita da una canzone pacata e dal testo poetico di Benni Anima. Un omaggio alla canzone napoletana è stata la sua magica e incantevole versione di ’O sole mio.

Mesolella ha, poi, raccontato l’aneddoto che ispirò la stesura della sua bellissima canzone ‘Na stella, interpretata con successo anche da Gianmaria Testa. Così, con questa canzone ricca di suggestive atmosfere e immagini, l’auditorium si è di nuovo colorato di note. Subito dopo, con un coinvolgimento ritmico del pubblico ecco la vivace Sonatina d’inizio estate, seguita dalla raffinata Aquaplano di Paolo Conte. Ovviamente non poteva mancare la canzone che Stefano Benni ha dedicato alla sua chitarra L’insanguinata che ha concluso il concerto.

Una vera e propria ovazione del pubblico in piedi, ha richiamato Mesolella sul palco per il bis, e così  ha regalato ai presenti Imagine di John Lennon ed una divertentissima, nonché magistrale, interpretazione della Pantera Rosa di Henry Mancini con piccole e libere improvvisazioni tra cui Black or White di Michael Jackson, con le quali ha concluso un concerto straordinario e indimenticabile.

 

Daniela Vellani