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“Quest’anno non scendo” il libro di Casa Surace: niente stereotipi, siamo tutti un po’ del Sud.

foto di Giuseppe Panza

Venerdì 15 febbraio, alle ore 19.00, presso la libreria “Click si legge” di Parete (CE) si è tenuta la presentazione del libro dei Casa Surace “Quest’anno non scendo”, edito da Sperling e Kupfer. All’evento erano presenti Alessio Strazzullo, uno degli autori e Daniele Pugliese, conosciuto ormai da tutti come Il Temerario.

Casa Surace è una casa di produzione nata nel 2015 da un gruppo di amici e coinquilini, adesso allargatasi a community web con oltre due milioni e mezzo di parenti fuori sede, come direbbero loro. I Casa Surace producono video ironici, distribuiti su Youtube, dove trattano la vita di paese, con tutti i cosiddetti stereotipi, “che tutto sommato stereotipi non sono, ci dice Daniele – noi raccontiamo gli usi e costumi culinari e soprattutto, il tema degli studenti-lavoratori del sud, fuori sede.”

La presentazione, che si è svolta come un’intervista live, è stata intervallata da piccoli video sketch, dove personaggi come Nonna Rosetta, Fernanda e la Mamma (Antonella Morea), hanno parlato rispettivamente del libro, del loro personaggio all’interno della trama e ci hanno letto un passaggio iniziale, ma importante del libro.

Daniele e Alessio ci raccontano che l’ispirazione per questo libro nasce da un loro video di due anni fa, “Mamma non torno a Natale” un video scherzo dove studenti fuori sede chiamavano le loro famiglie per annunciare il loro mancato rientro per le vacanze di Natale, le reazioni ricevute dai parenti furono assurde, drammatiche. Ecco qui che parte la storia di Antonio Capaccio, un ragazzo del sud, che ormai vive al nord per via di università e stage, finalmente riesce a realizzare il suo sogno: viene assunto a lavorare a tempo indeterminato, ciò purtroppo non gli permetterà di scendere dalla famiglia a Natale. Quando chiama per comunicare la notizia a sua madre, lei è impegnata ad interpretare Santa Lucia, su un baldacchino, nel bel mezzo di una processione a San Vito. La notizia la sconvolgerà al punto da farla sentire male, tutta la famiglia deciderà di conseguenza di partire per raggiunge Antonio fino a Milano, passando per tutte le regioni italiane, anche quelle del centro, facendo un vero e proprio tour.

Il paese di San Vito è inventato, ci dice Alessio, per dare uno sfogo a tutti i personaggi di Casa Surace, che conosciamo attraverso i video, realizzando così un progetto più complesso del solito libro commerciale. Durante la lettura di questo romanzo vedremo l’evoluzione di tutti questi personaggi, tra cui Rocco, il padre del protagonista. È una figura che, spesso, viene trascurata nei video, qui ci viene mostrato come qualcuno che ha abbandonato le sue aspirazioni, le sue speranze e affronterà la situazione, solo se messo alle strette.

Altri personaggi che vedremo saranno Eugenio, neomelodico che vuole trovare il produttore milanese che gli farà incidere il disco della vita; o la zia che parte per trovare l’amore, un ragazzo milanese incontrato nel 1975; o ancora Rosa (ispirata da Fernanda) che prenderà questo viaggio come una via di fuga da un paese ed una famiglia che non sopporta, anche se alla fine non mancheranno le sorprese.

Nel libro si approfondirà la famiglia, ma verranno anche raccontate tutte le regioni d’Italia e ritroveremo il pensiero che i Casa Surace esprimono attraverso i loro video. Gli stereotipi che ci mostrano sono scene di vita reale di paese, dove una nonna può essere nonna per tutti, dove la domenica si sente profumo di ragù dalle quattro di mattina, dove una famiglia più è allargata e meglio è, tutti sono i benvenuti, anche un milanese.

I ragazzi di Casa Surace, ritrovandosi a girare per l’Italia si sono resi conto che i valori della famiglia del sud non si riferiscono solo ad una connotazione geografica, ma è una realtà di paese, fatta di tradizioni che si rispecchia trasversalmente in tutta la Penisola, perché, alla fin fine: siamo tutti un po’ del sud.

 

Maria Anna Mazzei