Napoli, al Bellini, presentato lo spettacolo “Il Giocatore” di Dostoevskij

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foto di Roberta Fusco

Si è tenuta il 10 marzo, presso il Teatro Bellini, la conferenza stampa per lo spettacolo “Il Giocatore”, di Dostoevskij. Presenti il regista Gabriele Russo, il protagonista Daniele Russo e il cast della compagnia; alla stampa è stato presentato il nuovo progetto che verrà messo in scena a partire dal 14 marzo in quello stesso teatro. Il Bellini, difatti, è considerato come una casa del teatro e per la compagnia soprattutto è un punto di riferimento dove sperimentare nuovi linguaggi e dimensioni da  proporre, poi,  all’esterno.

Dopo “Arancia Meccanica”, “Qualcuno volò sul nido del cuculo”, Gabriele Russo mette in scena “Il giocatore”, andando così a chiudere la “Trilogia della libertà”: tre spettacoli prodotti della Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini con i quali si è andato a rappresentare il concetto di libertà e la perdita di essa.

Tutti e tre gli spettacoli sono tratti dai romanzi di grandi autori classici, riscritti in chiave moderna.

Nel caso de “Il giocatore” di Dostoevskij, lo spettacolo è stato riadattato da Vitaliano Trevisan.

 

La realizzazione de Il giocatore, nasce dall’interesse del regista sul tema del gioco. Sembrerà banale ma il giocatore è quello che meglio incarna il tema del gioco: Dostoevskij lo fa in maniera impeccabile, diramando il concetto sotto più aspetti diversificati che attraverso il teatro vengono al meglio espressi.

Dostoevskij quando scrisse il romanzo, stava per perdere i diritti d’autore causa debiti di gioco. Per questo, si pone una sfida dove in 28 giorni detta il romanzo a Anna Grigorevna. In questo modo non solo lui riottiene i diritti d’autore ma allo stesso tempo trova l’amore, sposandosi con la Grigorevna, e perde man mano il vizio del gioco.

Per questo il regista e Trevisan scelgono di inserirlo all’interno del testo, realizzando così un doppio piano narrativo: la storia reale del testo de “Il Giocatore” e l’amore tra Dostoevskij e Anna.

A questo punto il gioco iniziale degli autori è stato quello di portare il tutto su un piano molto più contemporaneo. In un secondo momento, hanno provato poi con gli attori e, quando sembrava impossibile portare in scena tutto ciò, lo stesso spettatore si rende conto che queste due facce rappresentate si andranno a contaminare l’una con l’altra. Si dà vita così ad un piano dove questi due volti inizialmente separati, in maniera completamente naturale, si amalgamano, contaminandosi a vicenda.

 

Come poi spiega Daniele Russo che nello spettacolo interpreterà Aleksej/F. Dostoevskij, c’è una certa difficoltà nell’interpretare tutti questi personaggi. Dopo Arancia Meccanica, c’è stata per lui una grande crescita come attore e ciò lo deve anche a Gabriele con il quale collabora. I personaggi non sono per nulla banali, bensì studiati nei minimi particolari, figli di prove ossessive e faticose, che generano delle figure complesse e articolate. Le dipendenze in qualche modo emergono dai personaggi, colpendo così lo spettatore. I personaggi permettono di riflettere perché si mostrano come metafore di una realtà che ci circonda.

Nel complesso possiamo quindi dire che un fiume di immagini, personaggi articolati ed emozioni, attraverseranno la sala con un tema complesso e diversificato: lo spettatore avrà quindi la possibilità non solo di vedere in scena un capolavore della letteratura russa ma di poter assaporare un’artificiosa rappresentazione ben strutturata e a cui si è lavorato molto.

 

“Il giocatore” andrà quindi in scena dal 14 al 26 marzo al Teatro Bellini di Napoli, tutte le info sul sito http://teatrobellini.it o sulla nuova app messa a disposizione da poco per tutti gli interessati.

 

Roberta Fusco

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