Napoli: un murale di Jorit per omaggiare Nino D’Angelo

 

Il giovane artista urbano Jorit ha omaggiato Napoli con un ritratto di Nino D’Angelo. Con questo nuovo murale la città che ha dato i natali al cantantautore, autore e regista suggella il legame con una delle grandi icone partenopee. Ecco dove sorgerà l’opera di 12 metri. 

“La gente di San Pietro a Patierno mi ha sempre mostrato grande affetto e questo regalo che mi ha fatto ne è la conferma. Ringrazio tutte le persone del quartiere per una sorpresa bellissima che mi ha anche emozionato […] E ringrazio anche Jorit che ho sempre ammirato per la sua arte e la sua originalità: è un onore per me essere ‘rappresentato’ da lui”

Ha commentato così, Nino D’Angelo, rivolgendosi alla stampa con visibile emozione. Proprio nel quartiere in cui è nato e cresciuto, San Pietro a Patierno, sorgerà un murale alto 12 metri dedicato al cantante. Un omaggio desiderato e richiesto dagli abitanti del quartiere che Jorit ha accolto con entusiasmo. Quale soggetto più di Nino D’Angelo, un artista del popolo, può prestarsi meglio ad un’opera di street art?

Il murale dedicato a Nino D’angelo colorerà San Pietro a Patierno dall’alto di un palazzo di quattro piani, non lontano dalla casa in cui il cantante è nato e cresciuto.

Lo scorso 22 settembre, dopo circa due settimane di lavoro, l’artista Jorit Agoch, ha scritto sul proprio profilo Instagram di star lavorando ai dettagli del murale. Le sue opere si contraddistinguono per uno stile iperealistico e per l’attenzione all’espressività dei volti, ma la firma di Jorit è senza dubbio la presenza di bande rosse sui volti dei personaggi scelti. Si tratta di artisti, attivisti, sportivi, politici, personaggi legati alla lotta di classe, sono la “Human Tribe” (Tribù umana) di Jorit.

Come l’autore del murale ha dichiarato al pubblico: “D’Angelo è un’icona, un simbolo della cultura popolare di Napoli, ed è bello che un’opera di street art con il suo volto possa contribuire a riqualificare il contesto urbano del quartiere in cui è nato”. 

Intanto in questi giorni in cui un capolavoro sta prendendo forma nel quartiere natio di D’Angelo, alcuni fan si sono chiesti quale fosse il significato delle linee rosse presenti sul ritratto. Le strisce rosse rimandano proprio ai rituali sacri delle tribù africane che prevedono la “scarnificazione” come marchio indelebile del passaggio all’età adulta. Un rituale di iniziazione che concede l’accesso alla Tribù, un concetto che Jorit enfatizza in senso metaforico, dove per ‘Tribù Umana’ si intende un ieale di comunità estesa a tutti gli esseri umani, oltre ogni distinzione sociale e razziale: una sola grande tribù.

Jorit Agoch è oggi un artista riconosciuto in tutto il mondo. Hanno scritto su di lui  testate giornalistiche internazionali quali The Guardian, BBC, Middle East Eye, TeleSur, Euronews. Critici come Achille Bonito Oliva hanno riconosciuto il suo impegno artistico rendendo l’artista oggetto di studi universitari. Il suo percorso, iniziato nel 2005 come writer e frequentatore delle Yards d’Europa (i depositi di treni abbandonati), è proseguito con lo sviluppo di una street art basata sulla rappresentazione realistica caricata di messaggi sociali. Oggi la Human Tribe di Jorit, al secolo Ciro Cerullo, conta ritratti in tutto il mondo. Napoli rimane, tuttavia, ospite della maggior parte dei murales, da Caravaggio e Maradona, Pasolini e Lenin, Martin Luther King, San Gennaro, George Floyd e Patrizio Oliva, Angela Davis e San Giovanni Bosco.

Silvia Barbato