Napoli, al Bellini, “Fronte del porto”: quando paura e speranza danno un senso alla vita

Dal 6  al 25 novembre è in scena, al Teatro Bellini di Napoli, lo spettacolo Fronte del porto, per la regia di Alessandro Gassmann, riadattamento teatrale della pellicola hollywoodiana del 1954, vincitrice di 8 premi oscar.

Porto di Napoli, inizi anni ’80. Giggino Compare (Ernesto Lama) gestisce con i suoi fedelissimi Michelone (Antimo Casertano), l’avvocato Agnelli (Sergio Del Prete) e Carluccio il Galantuomo (Edoardo Sorgente), il racket nel porto della città partenopea. Il boss Giggino ricatta gli imprenditori per consentire lo scarico delle merci ed estorce denaro ai poveri lavoratori che sono costretti a concedergli una “quota”  del loro compenso, pur di lavorare.

Non tutti gli operai, però, sono più disposti ad accettare le continue ingiustizie ed estorsioni. Peppe Caruso (Biagio Musella), sindacalista, decide di denunciare  e per questo viene assassinato.
La morte di Peppe sconvolge tutti i suoi amici-colleghi e soprattutto la sorella Erica ( una bravissima Francesca De Nicolais) che vuole conoscere a tutti i costi la verità, trovare il colpevole del brutale assassinio e consegnarlo alla giustizia.
Erica trova conforto e supporto in Don Bartolomeo (Orlando Cinque). Nonostante i primi tentennamenti dettati dalla paura, il prete riesce a tenere unito il gruppo di “Peppe” e a continuare la battaglia contro il caporalato in suo nome.
La camorra però, come sempre, non perdona e lascia sul suo cammino altre vittime innocenti, come Scialatiello (Daniele Marino) ed altri ancora.

In questo scenario si inserisce la storia di Francesco, anche lui lavoratore portuale ed ex promessa del pugilato, cugino di Giggino Compare e fratello di Carluccio il Galantuomo.
Questo legame di sangue, dal quale non può sottrarsi, lo costringe a compiere più volte azioni illegali fino a quando non incontra Erica ( della quale si innamora) e don Bartolomeo.  Messo alle strette da entrambi, Francesco sarà costretto a rimettere in discussione tutta la sua inutile vita e a fare i conti con la sua coscienza, per infine scegliere la strada della legalità.

Quando essere onesti diventa un fardello troppo pesante da sopportare, quando si arriva a sentirsi sbagliati ed impotenti anche trovandosi nel giusto, allora vuol dire che la società è malata e non c’è possibilità di salvezza.

Fronte del porto è una storia di redenzione, di resistenza, di lotta e libertà.

È una storia di ingiustizia e vessazione, di povertà e disperazione che purtroppo ci porta alla mente avvenimenti della recente cronaca, come l’assassinio dell’attivista sindacale Soumaila Sacko (il migrante maliano ucciso a colpi di fucile) o le stragi di Foggia dello scorso agosto (16 vittime) dove la criminalità organizzata è il collante di tutte le attività illegali di sfruttamento e di degrado delle condizioni di lavoro.

Il finale però non è tragico, anzi ci dà la speranza che le cose volendo si possono cambiare, che esistono i buoni ed il più delle volte sono la maggioranza.

Ed è per questo che è una storia che va raccontata, va ripetuta fino allo sfinimento perché l’unica risposta possibile a questo momento buissimo della nostra società sta solo nello scuotimento delle coscienze, come ripete lo stesso don Bartolomeo a Francesco.

Repetita iuvant, ora più che mai.

 

Paola Improda

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Fronte del Porto

uno spettacolo di Alessandro Gassmann

di Budd Schulberg con Stan Silverman
traduzione e adattamento Enrico Ianniello

con Daniele Russo

e Antimo Casertano, Orlando Cinque, Sergio Del Prete, Francesca De Nicolais, Vincenzo Esposito, Ernesto Lama, Daniele Marino, Biagio Musella, Edoardo Sorgente, Pierluigi Tortora, Bruno Tràmice

scene Alessandro Gassmann
costumi Mariano Tufano
luci Marco Palmieri
videografie Marco Schiavoni
musiche Pivio e Aldo De Scalzi
sound designer Alessio Foglia

uno spettacolo di Alessandro Gassmann

coproduzione Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini, Teatro Stabile di Catania