Casal di Principe, proiettato all’ITC “Guido Carli”: “Veleno” di Diego Olivares.

Questa mattina, in una sala  gremita da studenti e professori dell’istituto dell’ITC “Guido Carli”  di Casal di Principe, è stato proiettato il film  “Veleno” di Diego Olivares.

foto Giuseppe Panza

Dopo la proiezione,  i saluti della preside prof.ssa Concetta Cosentino, la quale ha precisato che  il suo istituto è da sempre attento ai problemi del territorio e  proiettare il film è stata l’ennesima prova del loro impegno per la diffusione del concetto di legalità.

Veleno, che è stato presentato anche al Festival del Cinema di Venezia, ha come protagonisti  Luisa Ranieri, Massimiliano Gallo e Salvatore Esposito, ed è ispirato a una storia vera ambientata nella  Terra dei Fuochi. Presenti alla proiezione insieme al regista e al produttore di Bronx Film, Gaetano Di Vaio, c’erano anche la senatrice Rosaria Capacchione, e il giornalista d’inchiesta di Fanpage.it, Sandro Ruotolo.

Veleno è un lungometraggio a sfondo sociale, che vede le scene girate tra le province di Napoli e Caserta; il produttore Gaetano Di Vaio racconta ai ragazzi presenti in sala che è una storia vera, a lui molto vicina, visto che si ispira alla storia di sua sorella e alla malattia del cognato.

Una sceneggiatura che narra l’attaccamento dell’uomo alla terra, alla vita, alla voglia di costruire un futuro contro la violenza della camorra, delle malattie e dei rifiuti. Nel film non mancano, come facilmente si può immaginare,  scene che raccontano  luoghi tristemente noti per lo sversamento di rifiuti pericolosi e per la presenza continua di roghi. Il business delle ecomafie mai finito ma sempre più attivo. Olivares non fa sconti:  “La Terra dei Fuochi non è una soltanto ce ne sono tantissime, anche al Nord. Ma se qui gli abbiamo dato un nome, abbiamo acceso un faro, altrove non è successo. Questo popolo è stato capace di ribellarsi”.

Interessante e concreto l’intervento della senatrice Rosaria Capacchione: “Se questi ragazzi avessero visto questo film dieci anni fa sarebbero scappati o sarebbero rimasti in silenzio, non il silenzio che c’è oggi in sala, perché questo è indice di interesse e attenzione.  I ragazzi degli anni passati avrebbero avuto lo sguardo rivolto verso il vuoto. Un silenzio di omertà e sfida. Oggi, invece, si può parlare, ora si può dire”. Per Sandro Ruotolo, giornalista anch’egli  molto coinvolto nella lotta alla camorra, sempre in prima linea, non solo perché colpito personalmente essendo sua sorella vittima innocente, incalza con la sua forza, dicendo agli studenti:  “Voi, magari, non conoscete le storie di chi ha lottato anni fa contro la camorra.  Veleno è un film che prova a raccontarle, è la storia vera di chi lotta per resistere. E ricordatevi che per resistere bisogna conoscere”.

Giuseppe Panza