San Nicola Arcella: si è conclusa, con successo, la rassegna “Passa la bellezza”

14111962_10208294197366846_644993424_nLa musica è emozione, la musica parla, comunica, racconta, sospende il tempo e lo dipinge attraverso la creazione. Proprio nell’ambito di ciò il 27 agosto si è svolta la serata, evento clou, della rassegna organizzata dal Maestro Leon Vulpitta Pantarei “Passa la bellezza” promossa dal Comune di San Nicola Arcella guidato dal sindaco Barbara Mele. Dopo alcuni minuti intensi dedicati alle vittime del terremoto, Leon Vulpitta Pantarei nelle vesti stavolta anche di protagonista della serata, ha aperto il concerto presentando il progetto basato sul senso del ritmo che incontra il mondo con la sua gamma di colori, sapori, odori, immagini e linguaggi. E’ passato poi a presentare la band eccezionale “La Breve Orchestra del Tamburo Parlante” ideata e diretta dallo stesso Pantarei  con  la special guest Luca Acquino (al top dei trombettisti jazz) e costituita sempre da Leon Vulpitta Pantarei  (Percussioni, voce, Conduzione, Orchestrazione, Composizione, Arrangiamenti), il già citato Luca Aquino (tromba, flicorno, effetti elettronici), Alberto La Neve (sassofoni), Pasqualino Fulco (Chitarra elettrica, chitarra acustica, organizzazione del suono e co-arrangiamenti), Vincenzo “Tumbao” Messineo (Latin percussion), Fabiana Dota (voce).

Detto ciò in un clima “amazzonico” al sound e al ritmo delle percussioni suonate con maestria e personalità, Leon ha aperto il concerto facendo immergere subito tutti, musicisti e pubblico, in una dimensione suggestiva e raffinata, ampliata dal successivo ingresso della tromba, dal canto caldo e viscerale dello stesso percussionista unito a quello della cantante e a tutta l’orchestra, creando una emozionante fusione di voci e strumenti. Il brano successivo, che sarà contenuto nel prossimo album di Omparty, è stato preceduto da un omaggio a Pirandello e alla Sicilia, luogo di origine di Leon. Subito dopo la magia è proseguita con musica che ha coinvolto ritmicamente il pubblico ed è stata poi ricamata dagli strumenti con un bello stacco di chitarra e con belle armonie della sezione dei fiati. Via via le esecuzioni si sono susseguite, riscaldando sempre più l’atmosfera: un cocktail di sapori musicali svariati, una contaminazione di stili accurata e ben articolata, con ingredienti funky, jazz, latino- americani e altri, fusi dai fiati, dalle voci, dalle percussioni, dalle svisate della chitarra, rimbalzando, echeggiando intorno rendendo ancora più suggestivo lo scenario notturno del belvedere, palcoscenico panoramico dell’evento. Molto particolare il momento in cui si è passati ad un gioco tra tromba ed un tamburo speciale. Ne è nato un duo in cui Il trombettista fischiando sulla bocca dello strumento, ha creato degli effetti particolari che si univano a quelli altrettanto originali del tamburo e che ha visto poi la metamorfosi del suono della tromba che da fischio ha assunto un timbro deciso e limpido incorniciato sempre dal tamburo. E così tra botte risposte i due hanno continuato a rincorrersi in un gioco musicale carico di effetti per poi giungere al brano suggestivo con l’orchestra nuovamente protagonista: il sax soprano incontrava la tromba ed i due fiati si facevano avanti con padronanza ed eleganza, ecco che la chitarra faceva sentire la sua voce col suo afflato latino-rock- mediterraneo, mentre i due percussionisti s’inseguivano in un crescendo ritmico vorticoso e avvolgente, il tutto in una ricerca di suoni, con la voce che si univa o si fondeva, a volte in dialetto, a volte in spagnolo, con quella degli strumenti incalzanti e che avanzavano per poi sfociare nella pacata melodia iniziale dall’atmosfera di Sud: sud del mondo, sud America, sud Italia e sud Mediterraneo.

Le sorprese sono continuate così si è passati ad un funky indiano e poi alla conclusione  raccontata in siciliano attraverso “A’ stanza ru scirocco”.

Con i ringraziamenti rivolti al sindaco Barbara Mele, al fonico Nicola Silvestri, al responsabile dell’area tecnica Enzo Solano e a tutti i presenti, si è concluso un concerto denso, di spessore, perfettamente a tema con la rassegna “Passa La bellezza” e con le parole- slogan di commiato di Leon Vulpitta Pantarei “Il bello guardalo dal bello”.

Daniela Vellani