Al Teatro Diana, “Ladridisogni”, lo spettacolo dedicato alle vittime della camorra

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Nel trentesimo anniversario dell’uccisione del giornalista del Mattino, Giancarlo Siani, il teatro Diana ripropone: “Ladridisogni”, lo spettacolo per studenti. . Da anni il teatro offre alle scolaresche produzioni su tematiche sociali di notevole interesse.  Lo spettacolo in oggetto riscuote successo ormai da dieci anni e risulta il più visto in Italia ed è vincitore di numerosi premi tra cui il Girulà nel 2006 e la menzione speciale per il testo al premio Siani del 2007. Ogni edizione viene arricchita da aggiornamenti e nuove idee. Lo scopo dello spettacolo è quello di sensibilizzare i ragazzi di ogni età e ceto sociale, da quelli della scuola primaria a quelli delle superiori, alle problematiche legate al mondo della camorra e dell’illegalità. I testi e la regia curati da Peppe Celentano e Vincenzo de Falco, sono assai coinvolgenti e toccano fortemente la sensibilità di tutti. Non mancano momenti ironici ed emozionanti che ad ogni replica rinnovano forte commozione e identificazione nei personaggi. La storia è ambientata nel cimitero delle Fontanelle, luogo in cui in passato si effettuavano i rituali di iniziazione per l’arruolamento di adepti nei clan camorristici storici e dove si allestiva un vero e proprio tribunale in cui il giudice, il cosiddetto mammasantissimo, seguendo un codice d’onore, decideva la sorte dei diversi affiliati allorché venivano accusati di “sgarri” e degli “infami”, ovvero i pentiti che abbandonavano le vie dell’illegalità per collaborare con la giustizia. In questo luogo, dove si avverte un senso di cupezza e oppressione giunge, Giancarlo Siani per una intervista ad un anziano custode del cimitero. Il primo atto si svolge così attraverso aneddoti e racconti, arricchiti da video, brevi intarsi musicali e voci fuori campo, che permettono, tra domande e risposte, di compiere un interessante excursus storico sulla storia della camorra fin dalle origini. La seconda parte è legata alla recente attualità e sulla scena entrano i fantasmi  di alcune vittime innocenti della camorra come Silvia Ruotolo, don Peppe Diana, Paolo Castaldi  e Gigi Sequino, Annalisa Durante e Lea Garofalo con le loro storie, raccapriccianti e di grande impatto emotivo, raccontate al ”giornalista” con una tale naturalità e semplicità da risultare, proprio per questo, ancora più toccanti. La conclusione dello spettacolo, che vede la partecipazione estemporanea anche di alcuni alunni sulla scena, è un invito a sperare in un futuro migliore e alla riappropriazione dei sogni che, malgrado tutto, devono continuare a costituire parte integrante delle buone aspirazioni dei giovani. Emozionante è l’intervento del figlio di Silvia Ruotolo, ormai un giovane adulto, che subito dopo lo spettacolo si rivolge alla platea raccontando brevemente la sua drammatica esperienza. Lo spettacolo ad ogni replica è seguito da un animato dibattito e i diversi attori rispondono con grande disponibilità alle numerose e interessanti domande del giovane pubblico. È doveroso aprire una finestra sulle musiche di Fabrizio Romano, composte in modo da coinvolgere i ragazzi sia per il linguaggio che per i ritmi e le armonie. In particolare, oltre a diverse musiche di scena, vengono eseguite due canzoni principali: ‘A Zumpata e Ladri di sogni. Un piccolo cenno va fatto anche a l’”Inno alla camorra”, composto sulla falsariga di un inno massonico del 1860.  Le scene, che contribuiscono a rendere suggestivo lo spettacolo, sono di Luigi Ferigno.Nel cast, oltre alla partecipazione di attori professionisti dalla pluriennale esperienza nella drammaturgia come Peppe Celentano, Gabriella Cerino, Massimo Masiello ed Emilio Salvatore, ci sono anche altri artisti, selezionati fra i più talentuosi del territorio campano: Alessandro Palladino, Salvatore Catanese, Diego Sommaripa, Sonia de Rosa, Amedeo Ambrosino, Lorena Bartoli e Antonio Ferraro. Una menzione a parte va dedicata al grande attore Antonio Casagrande, uno dei più grandi interpreti del Teatro di Eduardo e di Viviani, che con la sua partecipazione straordinaria nelle vesti dell’anziano custode ha contribuito a dare allo spettacolo maggior lustro. È interessante riportare alcune testimonianze di alunni subito dopo aver assistito allo spettacolo: La frase che mi ha particolarmente colpito è la seguente: “Per sconfiggere la mafia occorre un esercito. Un esercito di insegnanti” (Tommaso di terza media)

Probabilmente non esistono parole abbastanza profonde e significative da essere in grado di descrivere con esattezza cosa rappresenta la camorra, tuttavia “Ladri Di Sogni” riesce ad esprimerne la massima percentuale che noi possiamo comprendere non vivendo a stretto contatto con essa. I brividi correvano lungo la mia schiena durante lo spettacolo e le lacrime premevano per sgorgare dai miei occhi, mi sono sentita come quando ci si risveglia la mattina dopo un bel sogno e ci si ritrova davanti ad una giornata orrenda. Ero spaesata insomma. LadriDiSogni è il tipo di spettacolo che “apre una finestra” sul paesaggio della vita. Non sempre il paesaggio che si prospetta è bello, ma occorre vederlo, occorre sapere fino a dove l’essere umano si può spingere. Gli attori sono riusciti a dare vita a uno sceneggiato magnifico, mettendoci tutta la loro anima in modo da contribuire a sconfiggere la camorra, che ogni giorno minaccia la serenità dei cittadini.Vorrei concludere dicendo che è uno spettacolo che merita di essere visionato, soprattutto per poter ricordare tutte le povere vittime alle quali sono stati “rubati i sogni” dagli assassini, perché fin quando il loro ricordo rimarrà vivido loro non saranno mai completamente morti.” (Barbara di terza media)

La frase che più mi ha colpito è: “Più capiscono i giovani meno rischio c’è di essere coinvolto nella Camorra” (Francesco di terza media)

In questa rappresentazione teatrale, “Ladri Di Sogni”, il personaggio che mi è piaciuto di più è stato Antonio Casagrande, nello spettacolo Gennaro, il quale dice la frase che mi ha colpito di più : “I giornalisti, oltre a dire ciò che succede realmente, inventano, per far succedere qualcosa“. (Alessandro di terza media)

La frase che mi ha colpito molto e mi è piaciuta di più è “Per sconfiggere la camorra bisogna istruire i giovani di oggi”  (Elisabeth di terza media) “Erano le 13.00, tante persone avevano assistito al mio omicidio, ma nessuna aveva il coraggio di parlare” (Francesca di terza media)

Queste sono le frasi dello spettacolo che mi sono piaciute di più: “La paura ti uccide pian piano, vale la pena essere coraggioso e felice.” “La camorra ci ha rubato i sogni, ci ha rubato la vita,che diritto ne aveva?” Posso semplicemente dire che è stato molto intenso e unico nel suo genere. Davvero grandiosi gli attori, (poi con il maestro Casagrande è stato ancora meglio), la scenografia ed i suoni davvero belli e i testi lanciavano un messaggio preciso: I sogni non muoiono mai. (Chiara di terza media) “nessuno ha il diritto di uccidere, nessuno ha il diritto di levare la vita ad un innocente”

La mia frase preferita: (è di Don Peppino Diana) “la camorra si può sconfiggere con l’istruzione, si devo educare i ragazzi e le loro famiglie” (Alfonso di terza media)

 

Daniela Vellani

 

Info:  Tel 0815560107 /FAX 0815560151 ALFREDO CAVALIERE 393 3879718

 

ANGELA SALERNO 347 8581839

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