Speciale Giffoni, intervista a Tonino Pinto: il cinema come materia nelle scuole elementari

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Foto Giuseppe Panza

Ha detto, scherzando,  che un po’ ci restava male quando lo si indicava come veterano del giornalismo e storico della cinematografia internazionale e nazionale,  trovandosi in un contest dedicato ai giovani e per i giovani: Il Giffoni film festival.

In effetti ha ragione, perché Tonino Pinto ha una verve e un entusiasmo degno dei migliori anni della nostra vita.  Quando parla, ti prende e ti coinvolge, staresti per ore a sentire le storie delle persone che ha incontrato; a carpire il senso delle  esperienze che ha avuto nella sua vita  e lo fa con una leggerezza che ti sembra che  le cose stiano accadendo ora e qui.

La sua cultura ha un fascino particolare, lo si capisce da come  racconta e descrive:  fa rivivere Anna Magnani, citandola in una delle scene epocali di un film che ha fatto la storia del cinema italiano e internazionale “Roma città aperta” di Roberto Rossellini.

Si rammarica che molti giovani non conoscano una parte fondamentale del cinema italiano, quella che ha fatto la storia, che ha fatto scuola per quello internazionale e continua a farla. Continua a parlare e non ci accorgiamo del tempo che passa, stiamo vivendo un momento importante.

Ci piace tantissimo la sua idea di proporre il cinema come materia nelle scuole, a partire da quelle elementari, al punto che,  la condividiamo in pieno.

Tonino ha la gioia negli occhi quando parla delle sue passioni, e allora sì,  ha ragione lui, si è giovani finché si hanno passioni da raccontare e da vivere.

G. Clausino

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