Casapulla, a Radio ZarZak, Tonia Cestari presenta “Senza Destinazione”, il suo primo album

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foto Giuseppe Panza

“Certi giorni son fatti per chiederti cosa vuoi tu, se sei già felice o potresti azzardare di più” recitano così alcuni versi di “Senza Destinazione”, title track dell’omonimo album di Tonia Cestari. Ed ecco sintetizzato in poche righe il conflitto interiore della generazione che didascalicamente è stata definita dei “millennials”, i nati tra l’81 e il ’96. Una generazione proiettata verso il nuovo millennio che ha tuttavia incamerato le paure e le tensioni derivanti dal confronto con una società ormai cambiata, lontani dagli standard rappresentati dai propri genitori. “Una casa, un contratto statale, un marito, un bebè, ma sogni e passioni son sempre più forti di me” il pezzo va avanti e si delineano i contorni delle aspettative che generano il contrasto tra i propri sogni e il doversi conformare ad uno status sempre più lontano e difficile da raggiungere. Quanti hanno sentito la morsa allo stomaco che comporta realizzare di essere ormai adulti? Tutti. Tutti abbiamo sentito o sentiremo la pressione di doverci spingere in avanti, compiere scelte più grandi di noi nonostante ci sembri di essere senza destinazione. Questa è la potenza della musica di Tonia Cestari, saper interpretare un sentimento che tutti provano e saperlo esprimere in maniera brillante e ironica. Ma “Senza destinazione” propone anche le personali soluzioni alla crisi d’identità e delle relazioni, ciò che ne risulta è un discorso spassionato sulla risalita dalle avversità che deve affrontare questa generazione. Un “nonostante tutto” gridato e raccontato senza filtri.

L’album Senza Destinazione, il primo della cantautrice campana, è stato presentato al pubblico al Teatro Sotto Scala del negozio musicale Radio ZarZak a Casapulla (CE). A cinque anni dalla pubblicazione del singolo “Capate nel muro” grazie al quale si posizionò tra i finalisti del Premio Bianca d’Aponte nel 2014 e che la portò a vincere il Premio Mogol al Festival Nuova Musica Italiana. L’evento è stato presentato dal  coach attoriale, regista e conduttore radiofonico Rosario Copioso che con spiccata verve comica ha introdotto i brani e dialogato con l’artista e il pubblico. Insieme a Tonia sul palco, Carmine Scialla alla chitarra elettrica e synth, Ubaldo Tartaglione al basso, Leo Ingegno alla batteria, Ilaria Venuto al violino e Rossella Scialla al tamburo.

Fin dal primo momento Tonia Cestari riesce a tenere il palco con una padronanza straordinaria e un’ottima figura scenica. L’impatto iniziale è travolgente, Tonia sprigiona un’energia che è impossibile non percepire. A partire da “Vuoimi bene” fino a “Faccia d’ebete” e “Pigmalione”, ogni suo brano contiene una traccia autobiografica e un punto di vista estremamente personale. Proprio grazie all’immediatezza e alla spontaneità dei suoi pezzi il pubblico empatizza fin da subito col punto di vista dell’autrice e le melodie catturano l’orecchio. Alla fine del concerto gli spettatori tornano a casa canticchiando le canzoni di Tonia. Questo è il sintomo inequivocabile di un prodotto musicale di qualità: veloce ricezione nonostante i testi elaborati e brillanti, un motivo interessante e un’ottima gestione della scena.  Tonia Cestari si muove sulla scia delle tante cantautrici italiane che hanno fatto del testo una componente strutturale fondamentale per la propria arte. Grinta e tecnica vocale completano il quadro: tra glissati e cambi di registro la cantautrice Cestari dimostra di avere una vocalità complessa e un timbro squillante.

Insomma, il nonostante tutto di Senza destinazione è forse il più grande messaggio di coraggio che Tonia Cestari, da cantautrice ed esponente della sua generazione, possa lanciare. Perché a volte bisogna continuare ad andare, qualsiasi sia la meta.

 

Silvia Barbato

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