Caserta, al Teatro Civico 14, il collettivo EST presenta Disintegrazione 2.0 

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DISINTEGRAZIONE 2.0

un progetto di Electroshocktherapy (EST)

voce Ilaria Delli Paoli

progetto sonoro Paky Di Maio

visual Francesco Zentwo Palladino

scene Antonio Buonocore con Nicola Bove

costumi Alina Lombardi

tecnico audio Lorenzo de Gennaro

foto Marco Ghidelli

con il sostegno di Mutamenti / Teatro Civico 14

Dalla Biennale di Venezia al palco casertano del Teatro Civico 14, il collettivo EST presenta Disintegrazione 2.0

Un viaggio sonoro e visivo alla ricerca della disintegrazione dei lunguaggi

Dopo il successo riscosso dai primi due studi alla Biennale di Venezia 2022 e 2023 e al Festival PresenteFuturo2022 di Palermo, arriva sul palco del Teatro Civico 14 il collettivo Electroshocktherapy (EST) con Disintegrazione 2.0, in scena da venerdì 24 a domenica 26 novembre. Il gruppo, nato dalla collaborazione tra Paky Di Maio (musicista e sound deisigner), Ilaria Delli Paoli (attrice e organizzatrice teatrale) e Francesco Zentwo Palladino (designer e visual artist), realizza un percorso sonoro e visivo, in forma live, scandito dalle parole David Bowie, Norma Jeane Mortenson, The Cure, Joy Division, Amalia Rosselli, Mariangela Gualtieri, Anne Sexton, Ricci-Forte. Un’esperienza creativa ibrida, un viaggio dello spirito che inquieta gli animi e che racconta le strade, che si possono percorrere e ripercorrere, il fango della coscienza e l’abisso in cui si può sprofondare, senza ritorno: un’esperienza del tutto non ordinaria. Info e prenotazioni a 0823 441399 oppure info@teatrocivico14.it. Costo del biglietto 12 euro (intero); 10 euro (ridotto) per under 30 e over 65 acquistabili anche sul sito teatrocivico14.it

Electroshock therapy è un progetto che nasce per sperimentare i confini del teatro e della musica, passando per le arti visive, attraverso una performance ibrida non strettamente legata agli schemi dell’una e dell’altra disciplina, coinvolgendo di volta in volta artisti diversi per indagare nuovi linguaggi e possibilità di creazione collettiva. I tre artisti sono ingabbiati in una struttura cubica di 4 metri e immersi nelle retroproiezioni sulle pareti della stessa. I visual sono parte integrante della performance, pensati insieme alla musica e alla voce, e la scena firmata da Antonio Buonocore e Nicola Bove permette di avere un doppio livello di visione, godendo sia dello spettacolo dei visual di Zentwo, sia della performance sonora di Ilaria Delli Paoli e Paky Di Maio.

La possibilità di manipolare, conservare e generare suoni al di fuori del contesto tradizionalmente musicale è al centro del percorso di ricerca musicale della sound art di Paky Di Maio: una pratica a cavallo tra sperimentazioni artistiche e produzione musicale, soprattutto elettronica. In essa possono essere incluse tutte le produzioni nell’arte contemporanea che introducono il suono come sua componente essenziale, come le registrazioni ambientali. Dal punto di vista attoriale, Ilaria Delli Paoli esplora la propria voce e i suoi margini di possibilità, con un impegno attento e un certo coraggio emotivo e immaginativo. È un’avventura strabiliante nella sua libertà e diversità, non solo confinabile ad escursioni folli o eroiche, esilaranti, come questi viaggi potrebbero essere. L’esplorazione potrebbe essere lunare, lirica o deliziosamente triste. Potrebbe far arrivare fantasmi inaspettati e ricordi, incontri emozionanti. Il tutto è supportato dalla presenza live del visual artist Francesco Zentwo Palladino, che riproduce con la tecnica del visual mapping le sensazioni e le suggestioni sonore attraverso ombre, luci ed effetti digitali sulle pareti del cubo nel quale i tre performer sono inseriti.

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