La Strage di Caiazzo nel Racconto del Pubblico Ministero

Lo scorso 27 Gennaio, si è tenuta la video conferenza dedicata alla presentazione del libro “La Strage di Caiazzo 13 Ottobre 1943-La Caccia ai Criminali Nazisti nel Racconto del Pubblico Ministero” di Paolo Albano con Antimo Della Valle (Ugo Mursia Editore, Milano 2013; pg. 280). L’evento, organizzato dal Rotary Club Caserta Reggia in collaborazione con Rotary Club Capua Antica e Nova, Rotary Club Caserta Luigi Vanvitelli e Innerwheel Club Caserta Luigi Vanvitelli, si è svolto in modalità telematica sulla piattaforma Zoom, con la partecipazione dell’ autore Dott Paolo Albano.

Una video conferenza per presentare “La Strage di Caiazzo 13 Ottobre 1943- La Caccia ai Criminali Nazisti nel Racconto del Pubblico Ministero“. Un incontro che ha reso agli spettatori un’immangine della crudeltà nazista in Terra di Lavoro, grazie al racconto di una strage a lungo abbandonata al silenzio dei libri di storia. L’evento ha avuto luogo in una data densa di significato, quella del 27 Gennaio, dichiarata a partire dal 2005 “Giornata della memoria” in ricordo delle vittime dell’Olocausto.

A introdurre l’incontro la voce del Maestro Chiara La Porta che ha incantato gli spettatori con il brano “Beautiful that Way”, tratto dalla colonna sonora del film “La Vita è Bellla” (1997). A seguire il sentito benvenuto del presidente del Rotary Club Caserta Reggia Avv. Mauro Iodice e del Maestro Filippo Morace e l’intervento del Prefetto di Caserta Dott. Raffaele Ruberto.  

Il Dott. Paolo Albano, autore del libro con Antimo Della Valle, ha esposto alla platea virtuale gli avvenimenti chiave che dalla fatidica data del 13 Ottobre 1943 hanno portato alla riapertura e conclusione del caso dell’eccidio di Caiazzo. Una testimonianza diretta riportata con grande partecipazione emotiva che ha coinvolto gli spettatori e reso un’immagine nitida dell’encomiabile impegno prestato alla ricerca della verità.

LA STORIA

La storia della Strage di Caiazzo prende atto in località Monte Carmignano, nella frazione di San Giovanni e Paolo. Era la sera del 13 Ottobre 1943, gli Alleati stavano per oltrepassare il fiume Volturno, barriera naturale che isolava i soldati tedeschi che occupavano un casolare sul colle caiatino. Nell’ arco dello stesso giorno l’Italia aveva dichiarato guerra alla Germania. In questo scenario il giovane sottotenente Wolfgang Lehnigk-Emden, a capo di un manipolo di soldati stanziati sul monte, diede l’ordine di trucidare 22 persone che si erano nascoste in un casolare vicino, quattro famiglie composte per lo più da donne e nove bambini di età compresa tra i tre e i tredici anni. Un eccidio efferato e immotivato rimasto troppo a lungo celato tra quei colli.

Finchè nel 1988, trascorso quasi mezzo secolo, la Procura di Santa Maria Capua Vetere aprì un procedimento penale per far luce sui colpevoli della strage. Un processo concluso nel 1994 nel quale il Magistrato Paolo Albano ebbe un ruolo decisivo.

Un racconto avvincente narrato dalla prospettiva del Pubblico Ministero che ha vissuto in primo piano le fasi della vicenda giudiziaria terminata con la condanna all’ergastolo di due dei responsabili, ad oggi l’unica sentenza di condanna di criminali nazisti in Italia da parte di una Corte d’Assise e non di un Tribunale militare.

Quella raccontata in “La Strage di Caiazzo 13 Ottobre 1943- La Caccia ai Criminali Nazisti nel Racconto del Pubblico Ministero” è una storia di orrori ma anche di giustizia, che insegna il valore della perseveranza nel gestire quello che a tutti gli effetti si potrebbe definire un “cold case”, un caso abbandonato e oggi per fortuna riscattato.

A conclusione dell’evento il Maestro Filippo Morace ha interpretato “Aprile”, una poesia di Anna Frank che condivide con le vicende di Caiazzo la stessa data, quel 1943 che costò la libertà a milioni di persone.

Parole che sembrano drammaticamente ricalcare i sentimenti attuali di chi ha combattuto o sta portando avanti la battaglia con il CoVid19. Un invito a guardare il cielo, anche quando tutto sembra perso.

 

“Prova anche tu,

una volta che ti senti solo

o infelice o triste,

a guardare fuori dalla soffitta

quando il tempo è così bello.

Non le case o i tetti, ma il cielo.

Finché potrai guardare

il cielo senza timori,

sarai sicuro

di essere puro dentro

e tornerai

ad essere Felice.”

(“Aprile”, Anna Frank. 1943)

 

 

 

 

Silvia Barbato