Napoli, al via la nuova stagione del Teatro cerca Casa

 «Dopo cinque edizioni della nostra rassegna di teatro in appartamento, abbiamo la certezza che gli ingredienti del teatro fatto in casa siano quelli giusti per restituire un sapore del tutto nuovo allo spettacolo: la possibilità di guardare una pièce dal divano di casa propria o in casa di un amico, la prossimità che si crea tra il pubblico e l’artista, il dibattito che cerchiamo di attivare subito dopo spettacolo e la convivialità regalata dall’ospitalità del padrone di casa  che consente ad attori e spettatori di ritrovarsi insieme per mangiare qualcosa, oltre qualsiasi schermo o finzione -, sono ingredienti che, ben dosati, ci hanno fornito la ricetta per realizzare una rassegna ampiamente apprezzata dal pubblico, andando incontro anche e soprattutto al gusto di chi non ha mai frequentato i teatri. Con ciò non si intende che il teatro che proponiamo sia un teatro “gastronomico”, cioè ad uso e consumo dello spettatore. È invece un teatro che ha cercato di coinvolgere un nuovo pubblico, cominciando da zero, ricominciando a raccontare delle storie. L’obiettivo di formare un pubblico è stato raggiunto. Ora, però, come ogni ricetta che funziona, ci prenderemo la libertà di qualche variazione, osando e dosando in maniera diversa gli ingredienti», così Manlio Santanelli, direttore artistico della rassegna di teatro in appartamento Il Teatro cerca Casa, introduce il nuovo anno di attività di un progetto culturale nato come una scommessa, ma che ha visto negli anni una crescita progressiva sia nella presenza degli artisti che nella partecipazione del pubblico. Grandi nomi del teatro nostrano e non solo hanno calcato i palcoscenici domestici nelle case/teatro conquistate da Santanelli e dai suoi alla causa dello spettacolo, tra questi: Enzo Moscato, Cristina Donadio, Renato Carpentieri, Fausta Vetere, Nello Mascia, Mario Porfito.

Il Teatro cerca Casa, partito da Napoli, è poi arrivato in provincia, portando spettacoli in appartamenti di Portici, Santa Anastasia, Casalnuovo, Caivano, spostandosi ancora a Caserta, Santa Maria Capua Vetere, Piedimonte Matese, Eboli, Benevento, a Furore, in costiera amalfitana, ed è arrivato fino a Capri: «Sempre più spesso – continua Santanelli – ci contattano da altre città d’Italia per chiederci di portare Il Teatro cerca Casa fuori dalla Campania. Dalla Sicilia, ad esempio, ci sono arrivate diverse sollecitazioni e magari un giorno ci riusciremo».

Oltre 2000 spettatori all’anno, per cinque edizioni, ospiti importanti, appartamenti tra Napoli e la Campania, la curiosità nei confronti del progetto resta sempre alta: «Probabilmente perché avere un artista a casa propria e poterne apprezzare da vicino le doti è un fattore vincente, – spiega ancora Santanelli. Quest’anno che la nostra rassegna ha superato il primo lustro di vita, abbiamo un pubblico finalmente più preparato e pronto alle novità, per cui abbiamo deciso di cambiare qualche elemento del nostro progetto culturale, dando più spazio alle compagnie giovani, cosicché i nostri spettatori possano andare più a fondo nel percorso che hanno fatto in questi cinque anni. Dopo un’attenta ricerca, abbiamo scelto comunque tipologie di spettacoli adattabili all’appartamento: ci piacerebbe che il pubblico de Il Teatro cerca Casa ora conoscesse anche nuovi artisti, andando oltre il panorama locale. Piano piano stiamo attuando anche questo proposito.

Il nostro progetto di formazione di un nuovo pubblico per il teatro continua inoltre con un nuovo progetto che si chiamerà “Passa a salutarti… Incontri ravvicinati di teatro”, che vuole consentire a chi segue il nostro lavoro di entrare in contatto sempre più diretto con il mondo dello spettacolo dal vivo».

 

Il titolo scelto quest’anno per la stagione è Palcoscenici del Futuro – Il teatro si fa spazio, un’espressione che lascia intendere sia la volontà di conquistare ancora nuovi spazi al teatro, sia quella di aprire le porte a chi comincia ora a conquistarsi un suo spazio nel mondo del teatro, ossia a quelle giovani compagnie che sono alla ricerca di palcoscenici che vogliano ospitarne il talento.

Nel cartellone della stagione 2017-18 non mancano però nomi dal percorso artistico già consolidato: Antonella Morea, Mario Gelardi, Antonella Stefanucci, Stefano Jotti, Nadia Baldi, costituiscono lo zoccolo duro di un progetto che vuole continuare a svolgere la sua funzione di colonizzazione teatrale.

Diciotto i titoli presenti nella prossima stagione della rassegna di Santanelli: il monologo Albania casa mia del giovane autore e attore albanese Aleksandros Memetaj, diretto da Giampiero Rappa, che racconta con ironia e sensibilità la vicenda autobiografica di un immigrato giunto in Italia a soli sei mesi di vita, aprendo ad una visione più ampia di quella individuale e mettendo a fuoco il fenomeno dell’immigrazione albanese negli anni ’90; Cavallapazza, spettacolo di racconti, monologhi, canzoni e schegge comico-surreali scritto da Domenico Ciruzzi per Antonella Stefanucci, che partendo dagli storici personaggi dell’attrice, come la Professoressa Scarpone o la Signora Colluso, attraverso una ricerca sulla scrittura contemporanea, traccia linee di una comicità indipendente; e ancora French girl piano&voice con la voce di Daniela Fiorentino e Mariano Bellopede al pianoforte, una promenade musicale in cui la magia della canzone napoletana e la passione per la tradizione francese si fondono in un connubio perfetto, facendo rivivere le emozioni e i sapori ora dei vicoli e del mare della città partenopea, ora dei bistrot e delle strade eleganti di Parigi; e ancora Il posto di un altro, atto unico di Michele Danubio, che ambienta nella scenografia ad hoc dell’appartamento un giallo domestico carico di emozioni, interpretato dallo stesso Danubio e da Laura Borrelli, con la partecipazione di Stefano Jotti; Cattivo Costume presenta, invece, La leggendaria storia di Giovanni Senzaterra, un concerto/spettacolo tra cunto, musica popolare e folk rock di Marco Milone, che vede in scena lo stesso Milone e Roberta Ida Izzo, per la regia di Gaspare Nasuto; Il Teatro cerca Casa insieme all’Associazione culturale BLab quest’anno si fa produttore di uno degli spettacoli della rassegna, La nota stonata – Vita breve e coerente di Luigi Tenco: da una idea di Stefano Valanzuolo che ne cura anche soggetto e testo, con le musiche di Luigi Tenco, e in scena Massimo Masiello e Mariano Bellopede (arrangiamenti e tastiere), il lavoro ripercorre in musica la vita del cantautore, utilizzando come pretesto proprio le canzoni di un artista spesso sorprendentemente in anticipo sui tempi e regolarmente fuori dal coro; Le regole del giuoco del tennis di Mario Gelardi, in scena Riccardo Ciccarelli e Carlo Geltrude, per la regia di Carlo Caracciolo, è uno spettacolo che prendendo spunto dalle regole da manuale di una partita a tennis, vede due amici raccontarsi, l’un l’altro, cose che in una normale conversazione non avrebbero mai avuto il coraggio di confessarsi; L’Italia s’è desta – Un piccolo [falso] mistero italiano, scritto e diretto da Rosario Mastrota, con Dalila Cozzolino interprete di Carletta, la scema del paese, che assiste al rapimento da parte della ‘ndrangheta del pullman della nazionale italiana di calcio, a due mesi dall’inizio dei mondiali: tutti accecati dalla notizia “bomba”, non si accorgono che Carla sa dove è nascosto il pullman bianco e la nazionale di calcio, il monologo è valso all’attrice il conferimento del premio Hystrio; Francesco Scelzo presenta il suo concerto Mood Swingsa quattro anni di distanza dal suo album di debutto Welcome, il giovane chitarrista classico propone un progetto originale e inconsueto, nel quale esegue con chitarra classica capolavori della musica jazz dagli anni ’30 agli anni ’90; la giovane compagnia formata da Fabiana Fazio, Valeria Frallicciardi e Giulia Musciacco presenta Nevrotika, scritto e diretto dalla stessa Fazio, che analizza teatralmente un disagio sociale ormai ampiamente diffuso, proponendosi di attraversarne, con sguardo ironico, tagliente ed esorcizzante, i diversi aspetti; il Teatro cerca Casa ospita inoltre il fenomeno musicale del web ‘EbbaneSiS, che porta in scena il concerto Serenvivity, con Serena Pisa (voce e chitarra) e Viviana Cangiano (voce), un duo che nasce a giugno del 2017, quando le voci delle due artiste, per caso, trovano una magica connessione, che permette loro di rivisitare l’antico patrimonio musicale partenopeo – soprattutto quello precedente agli inizi del ‘900 – in forme inedite, attraverso originali arrangiamenti; Antonella Morea insieme a Vittorio Cataldi (al pianoforte) propone Sinnò me moro. Canzoniere della Mala, un progetto che vuole ripercorrere quel filone musicale, teatrale e letterario che contraddistingue tutto ciò che racconta le espressioni di vita ai margini, cioè storie di bassifondi, di oscure e delittuose trame di malavita; mentre il cantautore napoletano Giovanni Block, presenta al pubblico de Il Teatro cerca Casa Solo ma non troppoun concerto che vuole raccontare come «la solitudine, per gli artisti (o presunti tali) o per i folli (o dichiarati tali), sia dietro ogni angolo, anche quando si è circondati da folla festante o in compagnia, e come la dimensione social svanisca nel nulla quando si resta di fonte al quadro che nessuno vorrebbe mai davvero osservare: se stessi»; lo spettacolo Sono ancora vivo di e con Lucio Caizzi, per la regia di Sergio Assisi, presenta con ironia la storia di un comico che, pur avendo lavorato tanto in televisione, riesce a recuperare un suo spazio creativo al di fuori di essa, potendo contare sull’appoggio di un amico influente e famoso;Suono su tela, concerto in acustico presentato da Corde Oblique, gruppo musicale ethereal folk progressive, che produce brani che hanno un’intima connessione con il patrimonio storico artistico dell’Italia meridionale, vede in scena per Il Teatro cerca Casa una formazione composta da Annalisa Madonna (voce), Edo Notarloberti (violino) e Riccardo Prencipe (chitarre); si ritorna alla prosa con Teresa di Cesare Belsito, interpretato da Franca Abategiovanni e diretto da Nadia Baldi, che racconta la storia di una donna che decide di andare in cura da uno psicanalista per risolvere un suo problema capitale: la paura di fare sesso con gli uomini. Una paura talmente grande da impedirle anche solo di pronunciare ciò che la spaventa e a cui fa riferimento usando uno strano suono onomatopeico; Totò, che padre!, con Roberto Giordano e Federica Aiello propone, a cinquant’anni dalla scomparsa, un omaggio al grande attore napoletano, che ha saputo fare della comicità una chiave di accesso poetico alla realtà; Stefano Jotti si fa interprete de La Fondazione di Raffaello Baldini, portando in scena un personaggio un po’ matto, che colleziona i più assurdi oggetti del passato, perché ossessionato dall’idea di dar vita a una fondazione che tenga viva la memoria delle cose più sfuggenti: i pensieri; non quelli grandi poeti e  filosofi, che sono già nei libri, ma quelli che vengono in mente in qualche momento della giornata e sembrano tanto acuti, ma poi svaniscono nel flusso della vita.

I teatri domestici riaprono i battenti il 2 ottobre alle ore 18.00, quando sullo storico palcoscenico di casa Santanelli andrà in scena Lucio Caizzi con Sono ancora vivo, diretto da Sergio Assisi; a seguire il 13 ottobre (ore 20.30) a casa Bonadies, a Portici, ospite Totò che padre!, di Roberto Giordano anche interprete con Federica Aiello, mentre il 21 ottobre debutto, a Santa Maria Capua Vetere (Ce), per il nuovo spettacolo firmato da Michele Danubio, Il posto di un altro, con Laura Borrelli e Stefano Jotti e lo stesso Danubio.

A novembre confermate, per ora, le date del 6 (ore 18.00) sempre a casa Santanelli, con la compagnia Ragli, che mette in scena L’Italia s’è desta – Un piccolo [falso] mistero italiano, scritto e diretto da Rosario Mastrota, con Dalila Cozzolino; quella del 17, quando per l’appuntamento mensile di casa Bonadies (alle ore 20.30), sarà la volta di Aleksandros Memetaj, conAlbania casa mia, diretto da Giampiero Rappa, e infine quella del 25 che vedrà protagonista un altro debutto: La nota stonata – Vita breve e coerente di Luigi Tenco, ideazione, soggetto e testo di Stefano Valanzuolo, musiche di Luigi Tenco, con Massimo Masiello e Mariano Bellopede al piano.

A partire da dicembre 2017, Il Teatro cerca Casa, avvia un ciclo di incontri con personalità di spicco del mondo dello spettacolo, che permetterà agli spettatori della rassegna di conoscere da vicino il lavoro teatrale. Il progetto – dal titolo In verità, in verità vi dico… Incontri ravvicinati di teatro – va incontro all’opera di formazione del pubblico che Il Teatro cerca casa ha avviato sin dalle origine dell’operazione e che resta lo scopo principale della rassegna diretta da Santanelli. Tra gli ospiti che hanno dato loro adesione: Lello ArenaIsa DanieliMariano RigilloRocco Papaleo e tanti altri si aggiungeranno in corso d’opera.

Il titolo scelto richiama l’idea di un appuntamento in sospeso, da realizzarsi come la promessa di un amico che si trova nei paraggi, per questo motivo le date degli incontri non sono ancora fissate, ma restano sospese al passaggio a Napoli degli artisti coinvolti. Per una sera, gli appartamenti del circuito Il Teatro cerca Casa avranno la possibilità di ospitare un personaggio importante del mondo dello spettacolo e di intrattenere una chiacchierata informale su quello che è il senso e l’importanza del lavoro teatrale oggi.

 

Media partner

Free press “Party Magazine”, editore Lula Caratelli, direttore Federica Riccio

webmagazine “QuartaParete”, editore Associazione QuartaParete, direttore Ileana Bonadies.

Entrambi documenteranno il lavoro svolto da Il Teatro cerca Casa, nei mesi della sua attività, aiutando e sostenendo l’opera di diffusione e colonizzazione teatrale messa in atto dall’iniziativa culturale negli appartamenti della Campania.

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