Intervista ad Armanda Desidery: presto in uscita il suo cd “La stanza dei colori”

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Classe, raffinatezza, risolutezza, ricerca e originalità caratterizzano sia le creazioni e che la tecnica pianistica di Armanda Desidery, pianista jazz talentuosa e versatile. L’artista napoletana, compositrice e arrangiatrice, si distingue per la forte personalità e per la passione che traspirano nella sua musica. Diplomata, presso il conservatorio San Pietro a Majella, in pianoforte, fin da bambina si è avvicinata alla musica. Ha intrapreso studi classici e ha mostrato interessi verso diversi ambiti musicali, con una svolta jazz. La sua musica, che armoniosamente spazia tra momenti dolci, momenti carichi di grinta, momenti virtuosi e momenti carezzevoli avvolge in un manto di emozioni chi l’ascolta e tinge di colori variegati le immagini che sprigiona. Non a caso il suo ultimo lavoro s’intitola “La stanza dei colori”. Nelle sue melodie il jazz in varie sfaccettature è sicuramente di alta qualità. Le improvvisazioni, i momenti romantici, le atmosfere sudamericane, i virtuosismi coinvolgono ed emozionano. La sua carriera è ricca e variegata: svolge un’intensa attività concertistica, partecipa a svariati eventi che la vede presente a rassegne, festival e in jazz club, ha inciso diversi dischi e ha collaborato con diversi musicisti.Ha partecipato alle diverse edizioni di Pianocity a Napoli.

 

Armanda Desidery, sei una talentuosa musicista che si è avvicinata fin dalla prima infanzia al pianoforte…

 Ho iniziato, in realtà, prima con la batteria. Avevo cinque anni ed ho avuto il privilegio di avere come maestri prima Antonio Golino e poi Walter Scotti. Due grandissimi. Poi, a nove anni ho iniziato con il pianoforte.

Nella tua famiglia si è sempre respirata aria di musica…

Mio padre è stato un bravissimo musicista ed anche la mia mamma cantava e suonava la chitarra. Mi hanno fatto amare la musica fin da bambina. Sono stata molto fortunata.

Da dove è nato l’interesse per il jazz?

 

Amo il jazz e la musica di improvvisazione in generale forse perché ha in se una dose di “rischio” che mi stimola. Improvvisare è creatività allo stato puro: non si è meri esecutori ma compositori veri e propri ed è quello il bello!

Sei compositrice e arrangiatrice prolifica e le tue creazioni confluiscono in una originale fusione di generi diversi, anche latino- americani…

Nelle mie composizioni confluiscono inevitabilmente le esperienze  musicali fatte, diversissime tra loro e naturalmente gli stati d’animo del momento in cui concepisco un nuovo brano.

Spesso hai collaborato con diversi musicisti e hai costituito delle formazioni con cui hai realizzato progetti interessanti. Ce ne parli?

Ho iniziato a suonare professionalmente a vent’anni. Sono stata fortunata a collaborare con musicisti straordinari. Non voglio fare uno sterile elenco delle varie collaborazioni ma posso dire senz’altro che ho incrociato sul mio cammino personalità musicali diversissime ma sempre molto stimolanti. Ho imparato tanto da tutti loro. Devo dire che è stato anche molto divertente: spesso la musica è stata accompagnata da affetto, stima con i colleghi e tante risate!

Ho avuto la fortuna di ascoltarti diverse volte e devo dire che ogni volta mi emoziono e si rinnova il mio gradimento. Qual è l’ingrediente che rende la tua musica particolarmente emozionante e coinvolgente?

Ti ringrazio! Posso solo dire che ogni volta che faccio un concerto, mi impegno, cerco di trasmettere le mie emozioni e soprattutto cerco di rispettare la musica e le persone che vengono ad ascoltarmi. Che sia un piccolo jazz club o un grande palco, l’approccio non cambia.

Ma veniamo al il tuo ultimo lavoro  “La stanza dei colori”. Ho ascoltato con grande interesse i brani e devo dire che ciascuno ha una sua particolarità, frutto della tua creatività e della passione con cui elabori i temi musicali.

Sonorità diverse, stati d’animo diversi, “colori diversi”: i miei colori o meglio……una parte dei miei colori. Jazz, latin, flamenco…tutti insieme appassionatamente!

C’è un brano che, essendo anch’io madre, non poteva non coinvolgermi emotivamente. Si tratta di quello dedicato alla tua creatura… Loli… bellissimo. Ce ne parli?

Ho immaginato mia figlia, mentre gioca all’aperto. I riflessi del sole nei capelli, il suo sorriso, la sua dolcezza disarmante, l’amore che provo per lei. È  l’ultimo brano del cd, non a caso: come un messaggio di speranza in un mondo che mi piace sempre meno.

 La copertina, piena di colori, è particolare…

La copertina è un quadro che mia figlia ha dipinto per me. Questo disco è dedicato a lei e non potevo non renderle omaggio usandolo come copertina. Tra l’altro, a mio avviso, è una copertina bellissima!

Alla realizzazione delle disco hanno contribuito eccelsi musicisti come Jerry Popolo, Guido Russo e Gianluca Brugnano. Si avverte la forte complicità che si è creata tra di voi…

Complicità, affetto, disponibilità, risate immancabili: è stato bello. Voglio ancora ringraziarli tutti: Guido Russo, Gianluca Brugnano, Gianfranco Campagnoli, Gerardo Palumbo, Jerry Popolo e Nico Di Battista. Grandi!

 Dove si può acquistare il cd?

A Napoli, presso la fonoteca di via Morghen e su tutte le principali piattaforme digitali.

Progetti per il futuro?

Musica, musica, musica ed ancora musica.

Cosa consiglieresti ad un giovane aspirante musicista?

Studiare tanto, affidarsi ad insegnanti validi, aprire la mente, viaggiare, divertirsi e non vivere la musica con troppa competitività ma con gioia.

 Il tuo sogno musicale nel cassetto?

Ne ho troppi, l’elenco sarebbe lungo e dispersivo.

Diciamo che continuo a sognare ancora molto e la musica la amo sempre di più. Spero di avere ancora un po’di tempo per fare tanti altri progetti.

Grazie e ad majora!

Daniela Vellani

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