Napoli, al Sancarluccio, è in scena “E che Dio me la mandi…

Da giovedì 2 a domenica 5 marzo, presso il Nuovo Teatro Sancarluccio di Napoli, si terrà lo spettacolo teatrale “E che Dio me la mandi…” con Lello Pirone (regista), Natalia Cretella ed Eva De Rosa, coautrice del testo insieme a Massimo Canzano.

 Note di regia

“E che dio me la mandi…” è un atto unico scritto a quattro mani dagli autori Eva De Rosa e Massimo Canzano che, come sempre accade nei loro testi, lanciano in modo brillante-comico, un messaggio sociale rivolto a stimolare e a far riflettere il pubblico sui valori della vita.

In questo lavoro, ipotizzano che la vita sulla terra non sia altro che un passaggio temporaneo, una forma di esame in cui la condotta di ognuno stabilirà se quella persona ha meritato una “promozione” alla vita beata o al contrario decreterà una sorta di “bocciatura” per la quale l’uomo dovrà ripetere l’esperienza di vivere ritornando, attraverso la rinascita, sulla terra per riprovare a vivere in modo da “meritare” la vita eterna. Sembrerebbe semplice superare questa sorta di esame se l’uomo tornato a nascere ricordasse l’esperienza fatta ma invece il difficile è proprio che purtroppo questi non ricorderà nulla del suo passato e di conseguenza il suo futuro, ancora una volta, dipenderà solo dalle sue azioni.

La storia inizia con Lello che all’improvviso rimane unico sopravvissuto nel mondo e che, dopo diversi anni, decide di suicidarsi perché, secondo lui, “la vita non vale la pena di essere vissuta se soli”; mentre sta per compiere l’estrema azione però ecco arrivare un’altra superstite, Eva una donna bruttina e dal carattere impossibile a cui però Lello, pur di avere una compagna, deciderà di essere devoto accontentandone ogni sua, seppur bizzarra, richiesta fino ad arrivare a sposarla. A nozze  avvenute però ci sarà ancora un’altra donna Natalia, la bellezza fatta a donna, sexy, provocante alla quale Lello non saprà resistere. Inizia così una guerra tra le donne che vorrebbero l’esclusiva sull’uomo e Lello, da buon dongiovanni, le vorrebbe entrambe.

Così, mentre il pubblico divertito e assorto dalla storia inizierà a riflettere su cosa potesse essere accaduto all’umanità e a come si potrebbe risolvere questa guerra tra i tre, ecco il colpo di scena ….

Ho scelto questo lavoro teatrale – spiega il regista – perché credo che i messaggi espressi attraverso un testo comico siano il mezzo migliore per diffondere ottimismo per il prossimo.

Nella mia scelta registica ho preferito puntare tutto sulla bravura degli attori allestendo la scena in maniera assolutamente minimale. L’intento dello spettacolo è sicuramente quello di far ridere lo spettatore ma anche di farlo riflettere sulle proprie “umane” debolezze.