Napoli, Nino D’Angelo ritorna a dirigere il Teatro Trianon

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DSC_0121 nino 5Nino D’Angelo ritorna ad essere il direttore artistico del Teatro Trianon, storico teatro del rione Forcella di Napoli. Dopo una pausa “forzata” voluta dall’ex governatore della Regione Campania, che tolse l’incarico a D’Angelo per proporre il teatro come nuova dimora della canzone napoletana. Cosa che poi non ha avuto esito positivo e ha lasciato il teatro in uno stato di abbandono. La tenacia di chi ha sempre creduto in questo teatro come Gianni Pinto (ora presidente del CdA del Teatro) e lo stesso D’Angelo, ha fatto si che il nuovo governatore Vincenzo De Luca restituisse  al popolo di Forcella e agli artisti,  il Teatro, centro culturale del quartiere.

La Regione Campania, ha stanziato cinquecentomila euro per la ristrutturazione e la riapertura della stagione teatrale.

“Il Trianon è la storia,  è luce che illumina le parti nascoste di questo quartiere (Forcella) che molto spesso è sinonimo di negatività. Io vorrei riportarlo in auge, come quando era fucina di artisti napoletani di alta levatura. Basti pensare a Scarpetta, a Totò, a De Simone e tanti altri.

Quest’anno saremo un po’ in ritardo con il cartellone perché dobbiamo ancora terminare i lavori, quindi la stagione teatrale del Trianon partirà a settembre.  Chiedo alla gente del posto che è sempre generosa e disponibile di essere il nostro megafono, la nostra pubblicità.

 Mi piacerebbe riportare in scena, omaggiando il grande Mario Merola, re della sceneggiata, ‘O zappatore’, il 12 novembre nell’anniversario della sua morte.  

Spero, poi, di dare voce anche alle compagnie teatrali emergenti  che non hanno la notorietà meritata. Anche se il mio sogno è quello di portare in scena proprio le persone che vivono a Forcella, gli abitanti del posto, che molte volte sono veri e propri teatranti. Attori inconsapevoli, veri, e creare la Compagnia di Forcella.” Dice – Nino D’Angelo –  molto emozionato, abbracciato da un pubblico caloroso ed entusiasta.

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Dopo l’incontro con il suo pubblico, il direttore artistico ha formalmente tolto gli striscioni di protesta che erano esposti all’esterno del teatro, dando nuova vita e nuova speranza ai lavoratori del settore e agli abitanti del quartiere.

G. C.

Il Teatro Trianon – la storia

L’8 novembre 1911 si apre, dunque, il teatro di piazza Vincenzo Calenda. Scrive Ettore De Mura nella sua Enciclopedia della canzone napoletana:

«Fu la compagnia di Eduardo Scarpetta, di cui facevano parte il figlio Vincenzo, Bianchina De Crescenzo, Della Rossa e la Perrella, ad inaugurare il teatro. […]
Sin dal gennaio successivo all’inaugurazione diede vita a spettacoli di varietà, nei quali programmi, figuravano spesso oltre a cantanti di primo piano, addirittura tre, ed anche quattro, vedette per volta. In una sola sera, il pubblico si godeva, oltre ai numeri, che s’affollavano abitualmente nel manifesto, Pasquariello, Donnarumma, Gill, Fulvia Musette e, a distanza di qualche settimana, Maldacea, Tecla Scarano, Diego Giannini, Gina De Chamery. Prima con l’impresa di Amodio Salsi, che era anche il proprietario del teatro, e poi con quella di Giuseppe De Simone e Gennaro De Falco, il Trianon registrò un’attività ricca di avvenimenti artistici e di soddisfazioni finanziarie. […] Non pochi attori, e non pochi cantanti, si forgiarono sul suo palcoscenico, raggiungendo persistente notorietà. E non pochi attori e cantanti conclusero qui la loro meravigliosa carriera artistica, come i già citati Armando Gill ed Elvira Donnarumma».

Nella ricca storia centenaria del Trianon, aperta alla programmazione più ampia (dall’opera all’operetta, dal dramma al varietà), si segnala anche lo sviluppo della sceneggiata negli anni Trenta, con la compagnia residente di Salvatore Cafiero e di Eugenio Fumo, con una ripresa revivalistica negli anni Settanta (e proprio in questo teatro debutta, tra gli altri, il giovane Mario Merola).

Nel 1940, Gustavo Cuccurullo acquista il Trianon e nel 1947 lo trasforma in sala cinematografica: il cinema «Splendore». Un altro cambio del nome c’era stato nel ventennio fascista, col teatro ribattezzato «Trionfale», in ossequio all’autarchia linguistica.

Cinquanta anni dopo, un pronipote, omonimo del precedente, riporta la sala, divenuta un cinema a luci rosse, all’antica funzione.

La ristrutturazione è firmata dall’architetto Massimo Esposito. Il nuovo Trianon, che ha la mission di «teatro della canzone napoletana», è inaugurato il 7 dicembre 2002 con Eden teatro di Raffaele Viviani, nella «riscrittura melodrammatica» e regia di Roberto De Simone. Viene scissa la proprietà del teatro dalla gestione delle attività, rispettivamente con le società Trianon e Trianon scena. Nella prima di queste entra la Provincia di Napoli (con la quota del 40,43%). Sul piano artistico, dopo De Simone, il teatro si avvale della consulenza artistica di Peppe Vessicchio.

Nell’aprile del 2006 la Regione Campania rileva il pacchetto di maggioranza della proprietà del teatro (59,57%) e inizia così la nuova storia del Trianon come struttura pubblica. La nuova società cambia il nome, come il teatro, in «Trianon Viviani» e assume anche la gestione delle attività. La direzione artistica è affidata a Nino D’Angelo, che rimane in carica fino al 2010.

Nel 2012, un piano di riconversione, che fa seguito a un difficile periodo di crisi finanziaria, stabilisce la nuova mission di «teatro della musica a Napoli», con la presidenza di Maurizio D’Angelo e la direzione artistica di Giorgio Verdelli.

(dal sito del Teatro Trianon http://www.teatrotrianon.org/teatro.htm)

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