NarteA in scena con “Noi Vivi” e “Echi della Rivolta”

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Un appassionante viaggio nelle epoche remote per conoscere il passato di Napoli con uno sguardo rivolto a quei napoletani sempre pronti alla rivolta quando la vita della città diventava difficile: immergendosi dapprima nella città di “sotto” della Galleria Borbonica, spaziando tra antiche cisterne, auto d’epoca e affascinanti ricoveri bellici, si ricordano le Quattro giornate di Napoli con “Noi Vivi”, per risalire in superficie con le vicende del luglio 1647 quando “Echi della Rivolta” risuonavano in Piazza Mercato contro il Viceré Duca D’Arcos. L’Associazione Culturale NarteA propone questi due appuntamenti in vista del giorno della Liberazione: sabato 23 aprile, con lo spettacolo storico itineranteNoi Vivi” (due turni alle ore 19:15 e alle ore 21:00, costo € 15,00) sul palcoscenico naturale della Galleria Borbonica in Vico del Grottone n°4, e domenica 24 aprile, con la visita guidata teatralizzataEchi della Rivolta” (alle ore 11:00, costo € 12,00), una visita teatralizzata che parte dal Chiostro della Basilica del Carmine Maggiore in Piazza Mercato, aperto straordinariamente per l’evento, fino a visitare il Chiostro di Sant’Eligio. L’intento di NarteA è quello di coinvolgere il pubblico attraverso emozionati spettacoli itineranti e visite guidate teatralizzate, messe in scena per scoprire e conoscere luoghi seducenti di arte e di storia napoletana.

Sabato 23 aprile 2016, dalle ore 19:15, un appassionante spettacolo itinerante di NarteA, dal titolo “Noi Vivi”, rianimerà il sottosuolo partenopeo grazie alla collaborazione con l’Associazione Culturale Borbonica Sotterranea. Incisa con un carboncino, su una parete dell’immensa cattedrale della Galleria Borbonica, esiste una grande scritta appena illuminata dalle lampadine 12 volt: sembra un sospiro di gioia, un urlo liberatorio per essere riusciti a conquistare la salvezza. In quel periodo, per sopravvivere, bisognava crearsi una “nuova” quotidianità, capace di ricordare che si era ancora umani. Nel tempo i bombardamenti hanno cancellato ogni cosa, ma non la memoria e la speranza di coloro che risalivano in superficie per gridare al cielo e agli attori di quella assurda Guerra: Noi Vivi! La suggestiva ambientazione del sottosuolo partenopeo proietterà il pubblico direttamente sulla scena, in modo da sentirsi parte integrante della “storia” e rivivere sulla propria “pelle” il periodo delle Quattro giornate di Napoli. Scritto e diretto da Febo Quercia, con Antimo Casertano, Marianita Carfora, Veronica D’Elia, Simona Esposito, Antonio Perna, Peppe Romano e Serena Pisa. Il costo del biglietto è comprensivo di ticket “percorso standard” per tornare a visitare con una guida turistica lo storico sito voluto da Ferdinando II di Borbone.

Domenica 24 aprile 2016, alle ore 11:00, prende vita un’affascinante visita guidata teatralizzata concepita da NarteA per condurre i visitatori nel luglio del 1647, quando il popolo napoletano fu messo in “ginocchio” dal Vicerè spagnolo Duca D’Arcos, che decise di aumentare le gabelle sulla frutta per l’ennesima volta. Il popolo preso ormai per il collo e guidato da un pescivendolo, si ribellò. In una settimana Napoli cambiò volto e tutti coloro che erano stati “pecora”, in pochi giorni si trasformarono in “lupo”. Anche se il potere del denaro riportò tutto alle condizioni originarie, il nome di colui che mosse la rivolta risuona ancora come fosse un mito:Masaniello. Un rumore di fondo riecheggia sempre nella città partenopea, proprio in quel luogo dove pulsa ancora il cuore dei napoletani e si possono sentire quegli “Echi della rivolta”. Ponendo l’accento sugli aspetti sociali, politici e storici che funsero da cornice agli avvenimenti dell’epoca, attraverso la guida autorizzata della Regione Campania Matteo Borriello e l’interpretazione di Antonio Perna, Serena Pisa e Peppe Villa in abiti storici, si ripercorrerà anche la storia delle persone che gravitarono attorno alla carismatica, ma discussa, figura di Tommaso Aniello di Amalfi.

La prenotazione è obbligatoria per entrambi gli eventi ai numeri 339.7020849334.6227785.

Foto Marco Venezia

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