“Vissi d’arte Festival, Il teatro incontra i pittori”: “Per grazia ricevuta” Caravaggio

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 Martedì 8 settembre, ore 21,00, al Palazzo delle Arti, Napoli, Teatri 35 presenta:

                                                          Per Grazia Ricevuta

Tableaux vivants dall’opera di Caravaggio
messa in scena a cura di Teatri 35
attori, attrezzisti e costumisti della scena

Gaetano Coccia, Francesco Ottavio De Santis, Antonella Parrella

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La performance sui Tableaux Vivants “chiaroscuro” affonda le radici in un’esperienza laboratoriale di svariati anni che pone al centro il corpo dell’attore.
Arrivare alla costruzione del quadro non è il fine; ciò che viene ricercata è una modalità di lavoro in cui il corpo è semplice strumento, un mezzo alla pari di una stoffa o di un cesto. Il singolo attore in scena compie azioni sonore, azioni inserite in una partitura musicale in cui ogni gesto è in funzione di una meccanica, di un ingranaggio in cui ciò che viene eseguito è strettamente necessario.
Nulla è lasciato al caso così come nulla è superfluo. La dinamica della costruzione trova il suo equilibrio nella sospensione musicale di uno stop, nel fermo immagine di un’azione in divenire che costringe il corpo ad una tensione muscolare viva e pulsante.
In questa ricerca Caravaggio è stato per Teatri35 un incontro provvidenziale, un veicolo di recupero della teatralità che ha permesso di trasformare il laboratorio in un atto scenico in cui il corpo,  colto nella sua intrinseca condizione di imperfezione, si mostra attraverso il pudico gioco tra luce e ombra che svela senza mostrare e rimanda senza ostentare.
Un taglio di luce, come nei quadri di Caravaggio, è arrivata a noi “Per Grazia Ricevuta”.

Chiaroscuro

tableaux vivants dall’opera di Caravaggio e dei caravaggeschi
messa in scena a cura di Teatri 35
attori, attrezzisti e costumisti della scena
Gaetano Coccia, Francesco Ottavio De Santis, Antonella Parrella

La performance sui Tableaux Vivants “chiaroscuro” affonda le radici in un’esperienza laboratoriale di svariati anni che pone al centro il corpo dell’attore.
Arrivare alla costruzione del quadro non è il fine; ciò che viene ricercata è una modalità di lavoro in cui il corpo è semplice strumento, un mezzo alla pari di una stoffa o di un cesto. Il singolo attore in scena compie azioni sonore, azioni inserite in una partitura musicale in cui ogni gesto è in funzione di una meccanica, di un ingranaggio in cui ciò che viene eseguito è strettamente necessario.
Nulla è lasciato al caso così come nulla è superfluo. La dinamica della costruzione trova il suo equilibrio nella sospensione musicale di uno stop, nel fermo immagine di un’azione in divenire che costringe il corpo ad una tensione muscolare viva e pulsante.
In questa ricerca Caravaggio è stato per Teatri35 un incontro provvidenziale, un veicolo di recupero della teatralità che ha permesso di trasformare il laboratorio in un atto scenico in cui il corpo,  colto nella sua intrinseca condizione di imperfezione, si mostra attraverso il pudico gioco tra luce e ombra che svela senza mostrare e rimanda senza ostentare.
Un taglio di luce, come nei quadri di Caravaggio, è arrivata a noi “Per Grazia Ricevuta”.
La nostra ricerca artistica è proseguita con uno studio sulla via Francigena, direttrice geografica percorsa dai pellegrini che dal Nord Europa si dirigevano verso i luoghi Sacri del Cristianesimo, concentrando la nostra attenzione sul tratto italiano che attraversa l’intera Puglia.

Il tema del pellegrinaggio come ricerca interiore ha preso corpo nel nostro lavoro attraverso l’analisi dei simboli incontrati lungo il percorso ed, attraverso la tecnica tableaux vivants, abbiamo intrecciato itinerari geografici, contesti storici e riferimenti artistici.
I luoghi centrali del cammino si sono così incontrati con le opere pittoriche più significative lì collocate, con pittori che più di altri hanno saputo cogliere ed immortalare emozioni vive e pulsanti. Da Vaccaro a Solimena, da Pacecco a Finoglio, da Preti a Stanzione prendiamo in prestito delle opere che rappresentano per noi una serie di immagine che vanno a ricostruire l’iconografia della nostra ricerca pellegrina.
Il risultato è un’elaborazione ideale della Via Francigena attraverso l’Arte, una Messa in Luce di un percorso, o meglio, di percorsi caravaggeschi lungo le vie del Sacro.
La musica in chiaroscuro è centrale: è il nostro testo, la guida che ci indica cosa fare in ogni preciso momento della rappresentazione.

       

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