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Napoli: “Pannonica, la baronessa del jazz”, riscuote grande successo

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Con una metafora sulla vita e sul jazz accattivante e provocatoria, ha esordito Veronica D’Elia, la brava attrice protagonista nelle vesti della biografa dello spettacolo “Pannonica, la baronessa del jazz”. L’evento, progettato dal noto sassofonista napoletano Giulio Martino, con la regia di Michela Ascione, autrice anche del testo, si è svolto con grande successo presso il TRAM, Teatro di Ricerca Arte e Musica, e organizzato dall’Associazione Tinghel Tanghel di Nina Borrelli.

Regia, interpretazione e musica di alta qualità, sapientemente mescolati su testo bello e ben strutturato sono stati gli ingredienti dello spettacolo favorevolmente accolto dal numeroso pubblico che è stato rappresentato nei giorni 31 marzo e 1 aprile. In un’alternanza ben equilibrata di recitazione e musica, la performance è fluita fermando il tempo e mantenendo viva l’attenzione degli spettatori pubblico,  dall’intrigante storia  intrisa di note raffinate.

Lo spettacolo è stato caratterizzato dall’impegnativo monologo, interpretato con promettente freschezza da  Veronica D’Elia e dall’esecuzione di brani musicali del trio costituito da Giulio Martino ai sassofoni, Alessandro Castiglione alla chitarra e Ilaria Capalbo al contrabbasso.  

Espressività, mimica e gestualità, in sinergica effervescenza, hanno raccontato la stravagante, anticonformistica, appassionante vita di Pannonica (dal nome di una razza di farfalle scoperta dal padre) Rothschild de Koenigswarter, detta Nica, rampolla della nota famiglia di banchieri inglesi. La donna, ascoltando ripetutamente Round Midnight, fu conquistata dalla musica di Thelonious Monk, musicista al quale resterà per sempre legata da un amore speciale, che segnerà i destini di entrambi.

Dopo aver abbandonato tutto: marito, cinque figli e vita agiata, “volerà” verso l’immenso pianeta del jazz newyorkese degli anni’50, diventando mecenate e punto di riferimento dei grandi jazzisti dell’epoca, che in segno di gratitudine le dedicarono brani che fanno parte della grande tradizione jazz. Alcune fra le composizioni a lei dedicate, sono state eseguite durante lo spettacolo, corrispondenti ai diversi momenti dell’intensa e variegata vita della donna, dall’infanzia fino alla morte.

Nel gioco dell’alternanza fra parole e musica, ciascun musicista ha evidenziato la propria maestria, nell’affascinante esecuzione musicale dei brani scelti: Round Midnight di Monk, Nica Steps Out di Freddie Feed, Nica’s Dream di Horace Silver, un frammento col sax dello standard tradizionale suonato da Rollins per Pannonica Poor butterfly di Golden, Ba-lue bolivar ba-lues, Pannonica e Coming On The Hudson di Monk. Lo spettacolo si è chiuso, nuovamente sulle note di Round Midnight, a congiungere il cerchio della vita pregnante di musica di Pannonica, che espresse il desiderio che le sue ceneri fossero lasciate “volare” sul fiume Hudson, in un giorno qualsiasi, purché “a mezzanotte circa”.

 

Daniela Vellani

(foto di Nina Borrelli, per gentile concessione)