Napoli, presentata la nuova stagione del Teatro Bolivar

Views: 27

Foto di Ersilia Marano

Una danza tra luce e ombra, specchi e cornici che diventano metafora di identità, confronto e trasformazione. Si è aperta con la suggestiva performance della coreografa e danzatrice Ginevra Cecere della compagnia FUNA la presentazione della stagione 2026/27 del Teatro Bolivar, intitolata “Storie che RIFLETTONO”. Un’introduzione intensa e simbolica che ha anticipato il filo conduttore del nuovo cartellone: il riflesso come occasione di conoscenza, il confronto con l’altro come possibilità di evoluzione.

Ormai da cinque anni le conferenze stampa del Teatro Bolivar si distinguono per un’apertura artistica capace di tradurre in immagini il concept della stagione. Una scelta che racconta bene la direzione intrapresa dal teatro da quando la guida artistica è stata affidata a Nu’Tracks, il collettivo formato da Anna Evangelista e Stefano Scopino, confermati anche quest’anno alla direzione artistica e organizzativa.

La conferenza, introdotta e moderata dall’addetto stampa del Teatro Bolivar, Gabriella Diliberto, si è svolta sul palcoscenico del teatro in un clima di partecipazione, curiosità e condivisione. Dopo la performance iniziale di Ginevra Cecere, sono intervenuti Romina De Luca, in rappresentanza della proprietà del teatro, i direttori artistici e organizzativi di Nu’Tracks, Anna Evangelista e Stefano Scopino, Fulvio Sacco per i laboratori teatrali, Rosalba Di Girolamo per i progetti scuola e i rappresentanti delle realtà coinvolte nella nuova rassegna musicale “Tracce Sonore”.

Tra i momenti più emozionanti della conferenza, l’intervento di Romina De Luca, che ha ripercorso la storia recente del teatro e il lungo cammino compiuto fino a oggi. Con grande sincerità ha ricordato come, agli inizi, l’approccio alla gestione di uno spazio teatrale sia stato affrontato con entusiasmo ma senza provenire direttamente dal mondo dello spettacolo, portando inevitabilmente a compiere anche scelte che col tempo si sono rivelate meno efficaci.

Nel suo racconto è emerso con forza il valore dell’esperienza maturata negli anni e il cambiamento avvenuto dopo la pandemia, quando la proprietà ha scelto di dare un indirizzo più preciso al progetto culturale del Bolivar, affidando la direzione artistica a Nu’Tracks e costruendo una visione condivisa fondata su rispetto, educazione e obiettivi comuni.

«Questo è un anno speciale», ha ricordato De Luca, sottolineando come il 20 marzo 2027 ricorreranno i vent’anni dalla rinascita del teatro dopo cinquant’anni di inattività.

Un traguardo importante che arriva al termine di un percorso fatto di sacrifici e passione. Nel suo intervento De Luca ha raccontato il proprio modo di vivere il teatro, sottolineando di essere presente in ogni aspetto della vita del Bolivar: in platea durante gli spettacoli, al botteghino, a contatto con il pubblico e con gli abbonati. Un coinvolgimento diretto che restituisce bene il carattere familiare della realtà teatrale.

A spiegare il senso del titolo della stagione sono stati Anna Evangelista e Stefano Scopino. «Il gioco è tutto sul verbo riflettere», hanno spiegato, sottolineando il doppio significato della parola: da un lato l’approfondimento del pensiero, dall’altro il riflesso nello specchio, dunque il confronto con sé stessi e con gli altri. Un dialogo che attraversa l’intero cartellone.

Otto gli spettacoli principali annunciati, ai quali si aggiungeranno, come di consueto, ulteriori appuntamenti durante l’anno.

La stagione prenderà il via il 17 ottobre 2026 con “Il canto del mare”, omaggio ad Andrea Camilleri di e con Maurizio De Giovanni insieme a Marco Zurzolo, Rosaria De Cicco, Paolo Cresta, Marianita Carfora e Rocco Zaccagnino. Il 22 novembre sarà la volta di “Crescere la guerra”, progetto di Francesca Mannocchi con Rodrigo D’Erasmo.

Il 19 dicembre spazio alla tradizione con “Natale in… compagnia” della Nuova Compagnia di Canto Popolare. Il nuovo anno si aprirà il 17 gennaio con “Ebbanepolis” delle Ebbanesis, mentre il 21 febbraio arriverà “Storie della buonanotte per bambine ribelli” con Thony e i solisti dell’Orchestra Multietnica di Arezzo.

Il 13 e 14 marzo andrà in scena “Ma che razza di Otello?” con Marina Massironi, mentre il 4 aprile Stefano Fresi sarà protagonista di “Dioggene”. A chiudere il cartellone principale, il 16 maggio, sarà “Le nostre donne” con Luca Bizzarri, Enzo Paci e Antonio Zavatti.

Tra le conferme più attese torna “Piccole storie di eroi – A merenda con l’arte”, la rassegna dedicata ai più piccoli e alle famiglie, che quest’anno raddoppia gli appuntamenti con un turno mattutino e uno pomeridiano. In programma “Il Grinch – Disastro di Natale” il 12 dicembre 2026, “Encanto. Una famiLia magica” il 27 febbraio 2027 e “Toy Story. Giocattoli parlanti” l’8 maggio 2027.

La principale novità della stagione è però “Tracce Sonore”, una nuova rassegna dedicata alla musica di tradizione e al jazz riletti attraverso uno sguardo contemporaneo. Il progetto nasce dalla collaborazione tra Associazione Alessandro Scarlatti, AFI – Associazione Flautisti Italiani, Orchestra Filarmonica Franco Caracciolo e Dissonanzen.

Durante la presentazione sono intervenuti i rappresentanti delle realtà coinvolte nel progetto, evidenziando il valore della collaborazione tra istituzioni culturali diverse e la capacità del Teatro Bolivar di diventare luogo di incontro, dialogo e progettazione condivisa. Un passaggio che ha sottolineato l’importanza del fare rete in un momento particolarmente significativo per il panorama culturale cittadino.

Il programma di “Tracce Sonore” comprende “La serva padrona” il 15 novembre, “Il flauto magico” il 13 dicembre, “SillySymphony” il 24 gennaio, “Quante arie!” il 28 febbraio, il “Concerto sinfonico” del 19 marzo e “Father and Son – Inseguendo Chet Baker” il 18 aprile.

Osservando il cartellone nel suo insieme emerge una programmazione costruita con equilibrio tra nomi popolari, drammaturgia contemporanea, narrazione civile e attenzione alla musica. Tra gli appuntamenti di maggiore richiamo spiccano certamente Marina Massironi con “Ma che razza di Otello?”, Stefano Fresi con “Dioggene” e Luca Bizzarri protagonista de “Le nostre donne”, presenze che contribuiscono ad alzare ulteriormente il profilo della stagione e ad ampliare il pubblico di riferimento.

Ma al di là dei singoli nomi, ciò che colpisce è la coerenza del progetto culturale. Da quando la direzione artistica è stata affidata a Nu’Tracks, il Teatro Bolivar ha progressivamente costruito un’identità precisa all’interno del panorama teatrale napoletano. Accanto alla prosa e agli spettacoli di narrazione, la musica è diventata uno degli elementi centrali della programmazione, riflettendo il percorso professionale dei direttori artistici e la loro attenzione alle contaminazioni tra linguaggi diversi.

In questo senso la nascita della rassegna “Tracce Sonore” rappresenta una naturale evoluzione di un percorso già avviato negli anni precedenti. La collaborazione con l’Associazione Alessandro Scarlatti, che dopo le difficoltà vissute dal Teatro Sannazaro  ha trovato nel Bolivar un nuovo spazio di accoglienza e progettazione, testimonia la capacità del teatro di aprirsi a nuove esperienze culturali e di trasformare le criticità in opportunità di crescita e collaborazione.

La stagione 2026/27 conferma così una linea artistica inclusiva e trasversale, capace di rivolgersi a pubblici diversi: dagli appassionati di prosa agli amanti della musica, dalle famiglie ai giovani coinvolti nei laboratori e nei progetti scuola. Un’identità ormai riconoscibile che negli ultimi cinque anni ha contribuito in modo significativo alla crescita del Teatro Bolivar e al consolidamento del suo ruolo nel sistema culturale cittadino.

A completare il programma saranno inoltre gli ulteriori appuntamenti musicali che verranno annunciati nel corso della stagione. Come avvenuto negli ultimi anni, il cartellone ufficiale rappresenta infatti soltanto una parte dell’offerta culturale del teatro, destinata ad arricchirsi progressivamente con concerti, incontri e nuovi eventi.

Confermati inoltre i laboratori teatrali per bambini, adolescenti e adulti coordinati da Martina Zaccaro e Fulvio Sacco, insieme ai progetti dedicati alle scuole presentati da Rosalba Di Girolamo.

Più che una semplice presentazione di stagione, quella andata in scena al Bolivar è sembrata la celebrazione di un percorso condiviso. Tra organizzatori, operatori culturali, giornalisti e pubblico si respirava un clima di fiducia, familiarità e appartenenza. Un elemento che negli ultimi anni è diventato il tratto distintivo del teatro e che continua ad accompagnarne la crescita.

“Storie che RIFLETTONO” si annuncia così come un invito a fermarsi, osservare e riconoscersi negli sguardi degli altri, confermando il Teatro Bolivar come uno dei presìdi culturali più vivaci e riconoscibili della città.

Ersilia Marano

Print Friendly, PDF & Email