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Il tempo è una dimensione relativa e soggettiva: un susseguirsi di istanti che possono apparire straordinari oppure uniformati, scanditi dalla monotonia quotidiana.
Tre mesi rappresentano un arco di tempo temporale breve, eppure possono rivelarsi così intensi, ricchi di eventi, sorprese e svolte inattese da determinare trasformazioni profonde nella vita di una persona.
Ne è testimonianza la vicenda di Chloé, protagonista dell’ultimo romanzo di Carla Abenante Solo tre mesi (Homo Scrivens), libro selezionato Casa Sanremo Writers 2026.
L’opera si distingue per un impianto narrativo originale e coinvolgente, capace di catturare l’attenzione del lettore dalla prima all’ultima pagina. Gli eventi si sviluppano nell’arco di tre mesi appartenenti a due anni cruciali, tanto per la protagonista quanto per il contesto storico e sociale: 1986 e 2023, stagioni dell’esistenza segnate da cambiamenti, svolte e rinascite.
La struttura del romanzo alterna i capitoli ambientati nelle estati dei due anni, dando vita a un efficace gioco di rimandi tra passato e presente. Il racconto procede così attraverso un costante confronto tra esperienze, emozioni e personaggi, in un dialogo narrativo che arricchisce la trama e ne amplifica il significato.
L’ambientazione è ricostruita con cura attraverso riferimenti alla musica, agli eventi politici, ai fatti di cronaca e persino alla recente esperienza della pandemia. All’interno di questo percorso narrativo, l’autrice affronta numerose tematiche che si integrano armoniosamente nell’intreccio: le insicurezze dell’adolescenza, il mondo della scuola, il valore della famiglia e dell’amicizia, la solidarietà, il senso di giustizia, la malattia, il lutto e le fragilità dell’essere umano. Particolare attenzione viene inoltre riservata alla condizione femminile e al rapporto tra donna e lavoro, con una riflessione sugli abusi e sulle discriminazioni che, ieri come oggi, continuano a manifestarsi in diversi contesti sociali e professionali.
Le descrizioni, vivide e dettagliate, trasportano il lettore tra le strade e le piazze di Milano, nelle stazioni ferroviarie e nei dehors dei caffè dove si consuma un aperitivo. Si percepiscono i suoni della città, le voci della gente, gli odori urbani e le note dei successi musicali dell’epoca, capaci di evocare immancabili e nostalgici déjà-vu.
È facile immedesimarsi in Chloé: dirigente scolastica stimata, moglie e madre appagata, donna determinata e sensibile al tempo stesso. Il lettore ne segue il percorso umano cogliendone la forza, il romanticismo, il legame profondo con le amiche di sempre, Miriam e Patty, ma anche gli aspetti più intimi e vulnerabili della sua personalità.
Le vicende che si intrecciano nel corso della narrazione risultano dinamiche e ben ritmate, sostenute da dialoghi efficaci e da episodi che alimentano costantemente la tensione emotiva. L’indagine sul ritrovamento del cadavere di uno studente dell’istituto diretto da Chloé introduce nel romanzo una sfumatura gialla che accresce il coinvolgimento del lettore.
Nel testo affiorano inoltre numerosi elementi riconducibili all’esperienza personale dell’autrice, dettagli che conferiscono autenticità al racconto e favoriscono un’immediata empatia con chi legge.
A intervallare la narrazione compaiono alcune poesie che arricchiscono il tessuto del romanzo di suggestioni e risonanze emotive. Non a caso il prologo si apre con versi dedicati al tempo, che «… appena lo conosci / è già passato…», introducendo fin dalle prime pagine uno dei temi portanti dell’opera.
Il volume si conclude con i ringraziamenti, la rubrica La stanza dello scrittore, il breve testo autobiografico La prima immagine e la postfazione Un ponte tra generi dell’editor Irene De Dominicis. Proprio dalle sue parole emerge una delle chiavi di lettura più significative del romanzo: «La penna di Carla Abenante, intrisa di esperienze personali e di una profonda sensibilità, invita ogni lettore a riflettere sui propri “tre mesi”, quelli che hanno cambiato la vita».
Daniela Vellani
