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Silvia Forlai, in arte Moss, romana classe ’66, è un’artista poliedrica dalla creatività prorompente. Il suo curriculum è ricco e variegato sia per le esperienze sia per i percorsi formativi: diploma al Liceo Artistico, Accademia di Belle Arti a Roma con indirizzo Scenografia e Costume. Ha iniziato lavorando nel cinema, in teatro e in televisione e poi come illustratrice nella computer grafica. Svolge attività anche nella decorazione e nella pittura. Impartisce saltuariamente corsi di pittura e disegno per tutti. Appassionata di storia e architettura del giardino, attualmente predilige l’illustrazione a cui si dedica prevalentemente.
Recentemente ha pubblicato “Passeggiate notturne- Le strane storie di Hari e Musci” (Provaci Ancora Bill Editore), un’opera in cui le sue illustrazioni diventano vere e proprie composizioni grafiche d’autore, accompagnate dai testi di Michael Pergolani, giornalista, scrittore, critico musicale, autore e conduttore radiofonico e televisivo.
Benvenuta e grazie per aver accettato di fare questa intervista, Silvia!
Bentrovata a te Daniela! Non sai quanto ti sono grata. Ti ho conosciuta attraverso il tuo articolo bellissimo sul mio libro illustrato e ti ringrazio davvero, perché hai detto esattamente le cose che volevo trasmettere con le mie illustrazioni. Quindi vuol dire che sono sulla buona strada. Credo che tu sia una delle persone “giuste” per il mio libro…
Quando si è accesa la scintilla dell’arte e hai capito che sarebbe stata la tua compagna di vita?
Praticamente dalla culla. Ho avuto la fortuna di avere un padre musicista e fotografo che a sua volta fece il liceo artistico e che disegnava molto bene. È stata la mia fucina. Immagina me da piccola che frequenta l’RCA e i suoi cantanti e musicisti, che va nelle sale di incisione… Ho anche cantato a sei anni come solista per una sigla di una famosa serie tv svedese di quegli anni, “Vacanze all’isola dei gabbiani”. Mi ricordo che a 8 anni mi portò a vedere Jesus Christ Superstar, Frankenstein Junior, Barry Lyndon, Cabaret…film di questo calibro… Era un appassionato di buon cinema, e ha trasmesso questa passione anche a me. Io nasco scenografa e costumista, avendo fatto l’accademia di belle arti. Nell’ambiente ci ho lavorato per una decina di anni. Ecco la mia infanzia giovinezza! A mio padre, Romolo Forlai, riusciva tutto creativamente parlando a 360 gradi. Io sono un suo clone. È grazie a lui – e per mia madre, che mi ha dato l’equilibrio! – che sono così. Mi hanno incoraggiato fin da piccolissima. Mi ricordo da sempre e su qualsiasi tavolo a disegnare. Sono cresciuta leggendo libri, fumetti e riviste di alta qualità. Avevamo una biblioteca pazzesca, romanzi e libri di tutti i tipi, libri di arte di tutti i generi, dischi e tutti, e dico TUTTI, i fumetti, originali d’epoca e non, di questo mondo a partire da Flash Gordon, il Principe Valiant, Tarzan, Mandrake il mago, The Yellow Kid – considerato una delle prime strisce di fumetto della storia! -, le riviste di Mad, Little Nemo… mio Dio Little Nemo, che meraviglia! Chicche che suggerisco ai più giovani di andare a cercare sul web. E poi ancora Le avventure di Tintin, Asterix, Linus, a partire dal primo numero! Hugo Pratt con il suo Corto Maltese, il Male, Manara, Pazienza, Mafalda, libri sull’opera di Walt Disney in toto, Topolino ecc … Per non parlare di tutti i libri su gnomi, fate, giganti. Guarda impossibile nominarli tutti… Praticamente tutti i fumetti del mondo. Purtroppo ho dovuto dare via tutto per dei maledetti acari difficili da debellare. Mi sento male solo a pensarci.
Dal tuo curriculum si evince una poliedricità artistica e aperta a ogni esperienza Sei originale e, come tu stessa di definisci “figlia degli anni ‘70”.
Si assolutamente. Come dicevo prima, per mia fortuna ho vissuto lo “strascico” di un’epoca d’oro che si è protratta fino alla fine degli anni ‘60 e ‘70 del secolo scorso. L’imprinting è stato questo. Gli anni ‘70 poi li ho vissuti e me li ricordo bene nonostante fossi piccola e poi adolescente. I genitori della mia generazione ci hanno regalato un sogno, e questo fa e farà sempre parte di me, per fortuna. Purtroppo l’ultima parte di tutto questo, gli anni ‘70, per me è durata troppo poco, ma è stata fortissima sia l’esperienza che la sua influenza su di me! Era un periodo libero, di scardinamento di tutto, la proiezione era verso il futuro che si prospettava grandioso… per questo era instabile ma meravigliosamente si respirava aria sempre nuova e si viveva liberi su tutti i fronti!… Attualmente la vivo molto male perché stiamo vivendo tristemente, in tempi bui. Per questo forse voglio e ho bisogno di vivere avventure insieme ai miei due personaggi “Hari & Musci”. Si perché ti giuro che quando li disegno, sono lì con loro, entro nelle tavole e passeggio con loro, in quegli scenari, e incontro i personaggi e le cose strane che gli capitano. Ho bisogno di magia, sogno, ironia e mistero. Viverci dentro è bellissimo.
“Quando usi l’inchiostro ti trasformi in Moss”, ci spieghi perché?
Te lo spiego subito. Ho un sempre fatto un sogno ricorrente e cioè camminare su un umido tappeto di muschio. Ogni volta l’atmosfera è quella tipo “Ofelia”, sai quel quadro di John Everett Millais… Il muschio, la sensazione olfattiva e meravigliosa del suo profumo, la morbidezza al tatto dei miei piedi nudi che affondano in una viva, verde e compatta coltre acquosa che li avvolge. Una sensazione di forte legame con la terra e le piante e con ciò che mi circonda. Nello stesso tempo una sorta di referenziale e dovuto timor panico del luogo, di tutto il magico e vivo mondo vegetale.
Quali sono le tue fonti di ispirazione? Artisti, generi, paesaggi…
Gli artisti e le cose che mi ispirano sono varie, molte. I primi artisti che mi vengono in mente sono Henri Rousseau, i fratelli Limbourg, Pietro Lorenzetti, René Magritte, Simone Martini, un po’ la Pop Art, Benedetto Antelami, Edward Gorey, Van Gogh. Tutti i disegnatori di fumetti che ti ho citato prima… Ma è molto restrittivo. Ci rientrano tutte le arti, dal cinema alla musica. Comunque il gusto artistico di ognuno di noi cambia e si evolve nella nostra vita insieme a noi di continuo ed è sempre in divenire. Per fortuna!
Il Medioevo è un periodo affascinante che tu ami particolarmente. Ci racconti perché?
Spesso in ciò che scaturisce dalla mia mente, devo dire sempre fervida, sono presenti l’iconografia e il simbolismo del Medioevo. Amo il Medioevo. L’ amore per la purezza della natura e la paura per il suo mistero. Il divino in ogni cosa, di cui tutto è permeato, tutto è luce, tutto è oro. Sono affascinata dalla pittura del ‘300 soprattutto italiana, dai preraffaelliti e forse anche da Klimt. I miei quadri – perché faccio anche quelli – e i miei disegni sono un mélange di tutto questo, una sorta di rappresentazione di simboli a volte autobiografici. Sono affamata di dei, filosofie, simboli e natura.
Parliamo ora di Passeggiate notturne- Le strane storie di Hari e Musci (Provaci ancora Bill Editore), un viaggio fantastico in un mondo surreale e affascinante da leggere e “vedere”. È un’opera piena di sorprese, avventure, disavventure, divertimento e meraviglia. I due protagonisti, gli “umanimali” Hari e Musci, una bassotta e una gatta, sono creature eccentriche che vivono di notte e dormono di giorno.
Grazie alla casa editrice Provaci Ancora Bill editore – Pab Editore – sono riuscita a pubblicare… Sono una grandissima ammiratrice delle opere di Edward Gorey. Lui è un mio Dio, e amo e mi diverto immensamente a fare queste illustrazioni ad inchiostro in bianco e nero in stile noir. Le rappresentazioni di questi inchiostri hanno ambientazioni gotiche e notturne, molto spesso ambientate in giardini e hanno scaturito, oltre ad altri esseri, due personaggi mezzi animali e mezzi umani, un cane ed un gatto. La bassotta Hari e la gatta bambina Musci. Si avventurano in misteriose passeggiate al chiaro di luna scoprendo cose strane e nuove e incontrando varie situazioni e personaggi. Hanno i loro amici che qualche volta appaiono e li accompagnano. Ti svelerò anche che Hari e Musci, che purtroppo mi ha lasciato poco tempo fa dopo 17 anni di vita insieme, sono state ispirate dalla mia bassotta e dalla mia gatta Lucchese e portano gli stessi nomi. Esistono nella realtà e mi hanno aiutato a trasporre nelle illustrazioni le tante pose e mosse stupende che fanno. E poi… Musci la gatta in realtà sono anche io stessa… Questo ti fa dedurre anche che chi passeggia nella notte tra i misteri sono io/la mia gatta e la mia bassotta… Hari vera è un vero spasso, è eccezionale. Devo riconoscenza anche a loro.
In che modo esprimi nel libro la tua passione della storia e dell’architettura del giardino, del suo paesaggio e del suo simbolismo?
Sono molto appassionata della storia dei giardini, dei suoi simboli, e delle sue filosofie, dei suoi stili e costruzioni stravaganti, sia verdi che architettoniche che si sono succedute nella storia. I giardini e i labirinti sono fondamentali e sempre presenti nella mia iconografia. Diciamo che Pan è un altro mio Dio. Quando mi metto a disegnare le tavole di Hari & Musci parto quasi sempre dallo sfondo, questo probabilmente anche perché nasco come scenografa e costumista. Gli scenari sono predominanti nelle mie illustrazioni. C’è un legame profondo e quasi “divino” tra l’essere umano e la natura, soprattutto nell’antichità. È uno spazio protetto, sacro, in cui vivono gli dei. Pan è dietro l’angolo. Questo lo voglio sempre trasmettere.
Nelle strane storie dei due protagonisti la creatività s’intreccia con la metafora…
Per me è sempre fondamentale, sia nelle mie illustrazioni e nei miei dipinti, che ci sia un rapporto tra l’uomo e il mitico, che la realtà sia legata al misterioso e a una sorta di divino. Non voglio che ci sia un confine tra l’uno e l’altro. Ci deve essere una specie di osmosi. Con l’archetipo, l’arcadico, l’evocativo e nel complesso “quello che c’è da scoprire”. Disegno e dipingo perché c’è un altro significato nell’involucro fisico degli oggetti, un senso. Ho la necessità che il mistico, il magico, l’universale, la fantasia non siano mai separati dalla vita umana e dalla realtà, sia che esse siano coloratissime come i miei quadri sia che siano illustrazioni in bianco e nero come le mie ultime illustrazioni. Chissà in quale nuovo luogo, paesaggio o panorama ci troveremo insieme ad Hari & Musci… E quale sarà la prossima cosa strana e misteriosa che scopriremo? Chi il prossimo essere che incontreremo?
Ogni sequenza è accompagnata, arricchita e completata dalla narrazione di Michael Pergolani…
Ah guarda, Michael è fantastico. Gli sono molto grata. Le illustrazioni i personaggi e le storie sono di mia invenzione, ma avevo bisogno che un vero scrittore componesse dei versi adeguati e soprattutto in inglese, – poi ti spiego il perché – (chi meglio di lui poteva farlo?), in rima… alla maniera di Gorey… Sono onorata di questa collaborazione. Avere il suo contributo da affermato conduttore radiofonico, scrittore nonché attore italiano come lui… Un tocco prezioso, pazzo, perfettamente surreale, divertente e ironico che trovo collimi bene con le immagini. Ti chiederai perché in inglese? Devi sapere che all’inizio io avevo bisogno dei versi in inglese, (lui si sa’ che ha vissuto e lavorato in Inghilterra anche per la gloriosa trasmissione di Renzo Arbore “L’ Altra Domenica”), perché volevo che questo libro uscisse nel mondo anglosassone. Ho fatto prima a pubblicarlo in Italia! Comunque dovrebbe essere pubblicato a breve anche in Inghilterra. È stato un lavorone sai. Fare un libro illustrato e per di più in due lingue non è affatto semplice come potrebbe sembrare.
Hai creato due personaggi eccentrici con autenticità e originalità. Le storie sono coinvolgenti e stimolanti. Questa caratteristica può e deve essere la premessa per uno o più sequel.
Sì! Il libro è molto apprezzato. Io sto’ lavorando al secondo. In realtà’ l’ho pensata fin dall’inizio come una “serie” di libri di passeggiate magiche… Anche perché in molti mi dicono che vogliono vivere presto altre misteriose e avventurose “Passeggiate Notturne” insieme ad Hari & Musci.
Complimenti per la tua capacità di condividere l’arte con grandi e bambini.
Appuntamento alle prossime avventure di Hari e Musci!
Grazie Daniela. Il mio libro è pensato per gli adulti ma anche per bambini e ragazzi speciali… E non vedo l’ora di farli di nuovo immergere nella magia surreale dei miei umanimali, come dice Michael. Quindi a presto!
Daniela Vellani
