Giugliano in Campania, presentato il nuovo anno dell’Associazione culturale Minerva

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foto di Ersilia Marano

Il 16 settembre 2025, alle ore 18:00, la Libreria Claudio di via Aniello Palumbo a Giugliano in Campania ha ospitato la presentazione del nuovo anno sociale dell’Associazione Culturale Minerva Onlus, che in questa occasione ha celebrato i suoi trentasei anni di attività. L’appuntamento ha avuto il sapore della memoria e della ripartenza, confermando ancora una volta il ruolo di Minerva come presidio culturale in un territorio complesso ma vitale. La storica libreria, da sempre punto di riferimento per gli eventi letterari della città, ospiterà quest’anno tutte le attività dell’associazione, rinsaldando un’alleanza preziosa per la comunità giuglianese.

La serata si è aperta con l’inno dell’associazione, il celebre Volare, che ha subito creato un clima di festa e appartenenza. A rendere l’atmosfera ancora più suggestiva è stato il contributo musicale del giovane pianista Daniele Fellico, da poco entrato al Conservatorio di Napoli, che con sensibilità ha accompagnato i momenti più significativi dell’incontro.

Ad aprire gli interventi è stata la presidente Bianca Granata, con parole vibranti e personali: «Siamo invecchiate, siamo invecchiate insieme», ha detto, ringraziando soci e volontari che hanno sostenuto l’associazione in questi decenni. Ha ribadito i tre principi cardine che guidano l’Associazione Culturale Minerva — accoglienza, attendibilità e trasparenza — e ha guardato con lucidità al presente, segnato da guerre e violenza: «La società ha fatto dei passi indietro, e oggi più che mai c’è bisogno di unirsi per il bene comune. La cultura è la chiave». Un discorso che si è chiuso con una frase-manifesto: «In ogni libro ritroviamo un pezzo di noi».

Subito dopo, Luisa Ciccarelli, membro del direttivo, ha regalato uno dei momenti più intensi leggendo un brano tratto da Margherita Dolcevita di Stefano Benni, recentemente scomparso. Il passo scelto, La sparizione delle stelle, ha catturato l’attenzione della sala:

«Sono andata a letto e le stelle non c’erano più. Ho pulito per bene il vetro della finestra, ma niente da fare. Erano sparite. Era sparita Sirio e Venere e Carmilla e Altazor… Non ditemi che alcune di queste stelle non esistono. Sono i nomi che gli ho dato io».

La voce della Ciccarelli ha trasformato il brano in una metafora potente: in un mondo che sembra smarrire i propri cieli, la lettura e la fantasia restano strumenti di resistenza. Non solo una lettura, ma anche un momento di riflessione. Ha condiviso le sue sensazioni sul cammino di Minerva e presentato parte del programma, sottolineando l’importanza di continuare a creare legami tra generazioni attraverso i libri.

È seguita Antonia D’Alterio, anch’essa membro del direttivo, che ha espresso la gioia di far parte dell’associazione e, soprattutto, l’onore di poter affiancare la presidente Bianca Granata nel proseguire l’opera di Minerva. Un intervento semplice e sentito, che ha rafforzato lo spirito di collaborazione che caratterizza il direttivo, oggi composto da Bianca Granata (presidente), Luisa Ciccarelli, Antonia D’Alterio, Eliseo Verde e Maria Consiglia Pirozzi.

Il calendario delle attività da settembre a dicembre è ricco e variegato: il 22 settembre un incontro con i detenuti della Casa Circondariale di Secondigliano per il Premio Minerva Letteratura per Adulti; il ciclo Tre libri in piazza, dedicato ai finalisti del premio, con appuntamenti il 7 ottobre (Clementina di Giuliana Salvi), il 28 ottobre (La neve in fondo al mare di Matteo Bussola) e il 18 novembre (Ogni cosa è per Giulia di Lucia Tancredi); a novembre la visita al Conservatorio di San Pietro a Majella (data da definire); le premiazioni dell’1 dicembre (Letteratura per ragazzi) e del 4 dicembre (Letteratura per adulti); l’incontro del 5 dicembre con le detenute della Casa Circondariale femminile di Secondigliano; e, entro il 12 dicembre, il tradizionale Concerto di Natale diretto dal maestro Peppe Sgamato.

Questa nuova stagione si inserisce in una storia importante. Nata nel 1989, Minerva — grazie al contributo fondamentale di Bianca Granata, presidente, e di Rita Sepe, socia storica che ha fatto parte della direzione e oggi resta parte attiva occupandosi in particolare del Premio Minerva per i ragazzi — ha organizzato negli anni visite guidate, rassegne cinematografiche, concerti e soprattutto incontri letterari che hanno visto protagonisti autori come Dacia Maraini, Claudio Magris, Erri De Luca, Raffaele La Capria, Diego De Silva, Valeria Parrella, Giuseppe Montesano, Marco Missiroli, Walter Siti, Maurizio De Giovanni e molti altri. Dal 2006, con il Premio Minerva Letteratura e Impegno Civile, l’associazione ha reso la lettura un’esperienza condivisa, coinvolgendo centinaia di lettori e studenti, fino a raggiungere anche le carceri del territorio con momenti di confronto unici.

Che cosa resta di una serata così? Resta il senso di comunità che si riconosce nei libri; resta la commistione generazionale — ragazze e ragazzi, insegnanti, pensionati, professionisti, volontari — che intorno alla lettura trovano un linguaggio comune; resta il valore di avere, a Giugliano in Campania, un presidio come Minerva che, in un territorio complesso, ogni anno riallaccia i fili della fiducia. Se nel brano di Benni le stelle sembrano sparire, qui i libri tornano a illuminarle: non soltanto nomi sul vocabolario, ma nomi scelti, come dice la protagonista, per continuare a chiamare il futuro.

Ed è proprio in questa capacità di custodire la memoria e insieme tracciare orizzonti che si riconosce la sua missione: l’Associazione Culturale Minerva, da 36 anni, tesse i fili del sapere per una società libera.

Ersilia Marano

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