Pozzuoli, presentata la nuova stagione della Sala Molière

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Il 15 settembre 2025, alle ore 11:00, presso la Sala Molière di Pozzuoli, si è tenuta la conferenza stampa di presentazione della stagione teatrale 2025/2026. Un incontro riservato agli addetti ai lavori, ma carico di emozione, riflessione e significato. Il titolo scelto per il nuovo cartellone, “La versatile creazione di Dio”, richiama l’omonima commedia della drammaturga Cetty Sommella, figura centrale nella vita e nell’arte di Nando Paone, a cui il cartellone rende omaggio. E racchiude in sé il senso profondo di un teatro che sceglie di guardare con attenzione e rispetto a ciò che spesso resta fuori dallo sguardo collettivo: la fragilità, l’emarginazione, la diversità.

Quello della Sala Molière non è un teatro nato per caso. È il frutto di anni di lavoro tenace, visione e dedizione. Un luogo costruito, difeso e fatto crescere con sacrificio. Nando Paone, che ne firma la direzione artistica da sempre, lo ha reso negli anni un laboratorio civile e poetico, un presidio culturale dove la qualità artistica si coniuga con l’accessibilità, anche nei costi, e dove le scelte non seguono la convenienza, ma la coerenza.

Accanto a lui, nella conferenza stampa, la direttrice organizzativa Veronica Grossi, il critico cinematografico Giuseppe Borrone, il regista e sceneggiatore Carlo Luglio, e molti dei protagonisti della nuova stagione: Fabio Brescia, Sergio Del Prete, Patrizia di Martino, Raffaele Parisi, Fulvio Sacco. Gli artisti assenti fisicamente hanno comunque voluto partecipare: i loro videomessaggi sono stati proiettati durante l’incontro, contribuendo a creare un clima di coralità e di condivisione.

Presente anche Gabriella Diliberto, in qualità di addetto stampa della Sala Molière e protagonista, insieme a Nando Paone, di Camerino Podcast, che ha presentato ufficialmente la seconda stagione del progetto, in partenza sulle pagine social del teatro (YouTube, Facebook, Instagram e TikTok) con cadenza bisettimanale. Il podcast, condotto da Paone e Diliberto, con le incursioni del Folletto del teatro — una sorta di angelo custode e simpatica canaglia che aleggia e si palesa ad ogni puntata con scherzi, commenti e quanto di più improbabile si possa immaginare — è interamente dedicato alle curiosità e ai retroscena della vita degli artisti di teatro e non solo, che raccontano di sé in modo non usuale all’interno di un camerino ricostruito sul palcoscenico. Dopo l’interesse suscitato con i cinque episodi della prima stagione, che hanno visto ospiti Antonella Morea, Rosalia Porcaro, Marzio Honorato, Maurizio Casagrande e Cristina Donadio, giovedì 18 settembre, alle ore 14.00, andrà in onda la prima puntata della nuova stagione con ospite Fabio Balsamo. I nomi dei prossimi ospiti saranno svelati di volta in volta, insieme alle date delle registrazioni aperte al pubblico.

«In tempi come questi, in cui assistiamo a violenze che non possiamo ignorare, il teatro ha il dovere di schierarsi», ha detto Paone con fermezza. «Deve parlare per chi non può parlare, deve guardare verso chi è rimasto indietro». Veronica Grossi ha parlato della tenacia che serve per tenere in vita uno spazio come questo da venticinque anni, mentre Borrone ha sottolineato come la rassegna Cinemagma sia ormai un punto di riferimento per il cinema indipendente. Carlo Luglio ha annunciato la lavorazione di un nuovo cortometraggio sul tema dei bambini di Gaza, e la trasformazione in lungometraggio del docufilm già prodotto dal laboratorio interno alla sala.

La stagione che prende il titolo” La versatile creazione di Dio” è, senza dubbio, un omaggio a Cetty Sommella, ma è anche — e forse soprattutto — un manifesto. Una dichiarazione di intenti che attraversa tutti gli spettacoli in programma: dieci lavori diversi per linguaggio e stile, ma uniti da un unico filo conduttore. È una stagione che si rivolge agli ultimi, a coloro che Victor Hugo avrebbe chiamato i miserabili, e che Fabrizio De André, nelle sue canzoni, ha definito i dimenticati della storia, ma anche gli ultimi. Sono storie di invisibilità, di dolore, di diversità, ma anche di forza, di resistenza e, a volte, di riscatto.

Il cartellone si apre il 18 e 19 ottobre con “The Old Man”, di e con Eduardo Mirabella, artista di teatro fisico e mimo. Segue il 29 e 30 novembre “Perle Rare”, di Fabio Brescia, recital ironico e intimo. A chiudere l’anno, il 13 e 14 dicembre, sarà “Junk Solo” di Maurizio Capone, spettacolo musicale che fonde parola, ritmo e denuncia sociale.

Nel 2026, dal 23 al 25 gennaio, andrà in scena “Mare di ruggine”, regia di Antimo Casertano, con Daniela Iola e Luigi Credendino. Il 7 e 8 febbraio sarà il turno di “Sconosciuto in attesa di rinascita”, di Sergio Del Prete. Il 21 e 22 febbraio, “Nel cuore del falco”, testo di Daniela Marazita e Cosimo Rega, porterà in scena il mondo carcerario e la possibilità di redenzione.

Il 28 e 29 marzo, “TFR” di Rosalba Di Girolamo affronterà il tema del lavoro e della precarietà. Il 18 e 19 aprile,” Caivano dreamin’” di Fulvio Sacco, con Christian Giroso, racconterà la periferia attraverso mito e sogno. A maggio, “Invisibile”, dal 15 al 17, diretto da Raffaele Parisi, sarà frutto di un laboratorio integrato con attori vedenti e non vedenti. Infine, il 30 e 31 maggio, “Niente è come sembra”, monologo poetico di Patrizia di Martino, chiuderà la stagione.

A completare l’offerta culturale, torna Cinemagma, ogni mercoledì dal 7 gennaio al 4 febbraio, con corti underground e una giuria composta da professionisti. Dal 6 al 9 novembre, si terrà invece la VII edizione dell’Immagijna Film Festival, curata da Emma Cianchi, dedicata alla danza per videocamera.

Proseguono inoltre i laboratori teatrali (attivi da 24 anni) e cinematografici, entrambi segno dell’attenzione alla formazione.

Una nota doverosa va fatta sulle scelte artistiche: questa è una stagione che non insegue i nomi di richiamo mediatico. Non perché non ce ne sia bisogno, ma perché l’urgenza è altrove. La direzione artistica ha fatto una scelta di campo: privilegiare la scrittura, i temi, la proposta culturale. Una linea netta, non populista, non accondiscendente, che impone rispetto.

E per chi volesse scoprire dal vivo tutto il programma, l’occasione sarà domenica 21 settembre, alle ore 19:00, quando la Sala Molière aprirà le sue porte per la presentazione ufficiale al pubblico.

Con” La versatile creazione di Dio”, il Teatro Sala Molière continua a essere ciò che ha sempre voluto essere: un teatro che accoglie, che ascolta, che prende posizione. Un teatro che non si accontenta di intrattenere, ma che aspira a creare un incontro vero con l’essere umano. A tutti — spettatori, artisti, lavoratori, sognatori — l’augurio sincero è quello di ritrovarsi, anche quest’anno, dalla parte giusta della scena.

@redazione

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