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La storia del cinema è immensa e affascinante. I film sono tanti, diversi, come i libri e tutte le forme di arte.
Molti di essi accompagnano momenti della nostra vita e, come accade con gli odori, i loro fotogrammi fanno riaffiorare ricordi. Se poi ascoltiamo le colonne sonore, i vissuti riemergono con forza, sprigionando emozioni intense e trasportandoci piacevolmente indietro nel tempo, spalancando un mondo di memorie e incontri.
Diego Nuzzo, con Bellissima Ossessione. Venticinque passeggiate (più una) tra cinema e musica, pubblicato di recente da editrice Homo Scrivens, ci regala proprio queste sensazioni.
L’autore, architetto e fondatore dell’Associazione Wunderkammer, mette a disposizione dei lettori la sua vasta conoscenza cinematografica e musicale, dando vita a un’opera preziosa, densa e coinvolgente: un libro che riflette non solo la sua poliedricità culturale, ma anche una sconfinata passione per il cinema e la musica.
Si tratta di un vero e proprio scrigno da custodire gelosamente nella propria libreria: un manuale da leggere e rileggere, soffermandosi sulle pagine per assaporare ogni dettaglio. Nuzzo ha realizzato un lavoro certosino, frutto di ricerca, dedizione e amore per la settima arte: una storia del cinema che attraversa le epoche, dalle origini ai giorni nostri.
Le pagine del libro ci guidano in un viaggio fatto di escursioni e soste suggestive.
“Una raccolta di saggi critici che è quindi un’incursione in due territori, quello cinematografico e quello musicale, troppo spesso appannaggio di cattedratici usi a ostentare linguaggi da iniziati, con teorie astruse e sibilline…” (dalla Quarta di copertina)
È affascinate anche la premessa, in cui Nuzzo spiega in modo intrigante la scelta del numero delle passeggiate, venticinque più una, legata alla sua “ossessione” per la numerologia e per i rituali connessi a date e giorni della settimana.
Ogni “passeggiata” esplora in modo esaustivo e molto interessante i film legati a tematiche diverse come ad esempio l’amore, la guerra, il musical, il fantasy, il sociale, il futuro, la fantascienza, il giallo, il thriller, l’opera lirica. Le sezioni sono arricchite da locandine d’epoca e a colori, selezionate con cura e provenienti non solo dall’ Italia, ma anche da altri Paesi, prevalentemente Stati Uniti, e Danimarca, Spagna, Francia, Giappone come nel caso di Sinfonia d’autunno e Genio ribelle.
Originale e simbolici sono anche i titoli dei capitoli eccone alcuni esempi: Di padre in figlio, Il cinema fluido, Da Fred Astaire a LaLa land, A riveder le stelle, Il principe sullo schermo, Uno strumento per salvare il mondo, Suoni animati, fino a Bellissima ossessione, l’ossimoro che intitola l’intera opera ed è ispirato al famoso film Magnifica ossessione del 1954 diretto da Douglas Sirk e richiama “come una mise en abyme” le citazioni Ossessione e Bellissima di Luchino Visconti.
In ogni capitolo, l’autore elenca film con anni di uscita, premi, critiche e aneddoti curiosi, senza trascurare le relative musiche, con indicazioni sugli autori e le peculiarità delle composizioni. Leggendo, ci si ritrova a scoprire o riscoprire un universo di scene, dialoghi e colonne sonore, con la voglia crescente di rivedere i film e ascoltarne i brani su YouTube, lasciando scorrere nel cuore ricordi e suggestioni.
Dopo le “passeggiate” con le intriganti escursioni cinematografiche, prima degli originali ringraziamenti dell’autore in “Se fossimo in un film”, troviamo il capitolo finale Ventisei (più uno) motivi per vedere o rivedere un film grazie alla musica. Qui sono raccolte scene rese indimenticabili dalle musiche che le accompagnano… “perché poi alla fine ci sono dei momenti in cui all’improvviso parte una melodia o una canzone, quelli in cui ci si ritrova a sorridere o a piangere (a volte sommessamente, altre volte come vitelli scannati) perché senza la musica tutto risulta più fragile, più incerto e alla fine incompiuto…”
Bellissima ossessione è un libro da vivere, che avvolge il lettore in un dialogo intimo tra cinema e musica, memoria ed emozione.
Daniela Vellani
