Napoli, al Teatro Sannazaro: presentata la nuova stagione teatrale 2024/25

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foto di Ersilia Marano

“Sogno o sold out” è il motto della stagione teatrale 2024/2025 del Teatro Sannazaro di Napoli, presentata nella mattinata del 12 giugno, dalla direttrice artistica Lara Sansone e da Salvatore Vanorio.

Questo slogan, “Sogno o sold out”, lega il Teatro Sannazaro alla città di Napoli. Così come Napoli sta vivendo un periodo di sogno, di rinascita e di grande afflusso turistico, lo stesso accade per il Teatro Sannazaro che nella scorsa stagione teatrale ha registrato spesso il tutto esaurito. Questo storico teatro napoletano che è stato fatto rinascere dall’indimenticabile Luisa Conte, ha sempre privilegiato la tradizione teatrale della città, mantenendo vivo il suo legame con il passato mentre abbraccia le nuove sfide e opportunità del presente.

Il Teatro Sannazaro ha scelto di puntare su due linee guida per la nuova stagione: tradizione e contemporaneo. Il programma prevede otto spettacoli della tradizione teatrale napoletana e otto spettacoli del teatro contemporaneo. Questo approccio permette di offrire al pubblico un’ampia gamma di esperienze che valorizzano sia le radici culturali che le nuove espressioni artistiche.

In scena, spiega la direttrice artistica Lara Sansone, ci saranno “pietre miliari della tradizione come Biagio Izzo, Carlo Buccirosso, Peppe Barra, Lina Sastri, Maurizio De Giovanni”. Inoltre tanti altri artisti e grandi spettacoli torneranno con la loro forza dirompente. “Crediamo fortemente che uno spettacolo che conserva il suo potere non debba essere dimenticato, ma riproposto, poiché diventa parte integrante del repertorio degli artisti e continua ad essere un’attrazione per il pubblico”, continua la Sansone.

Nella mattinata dedicata alla presentazione del programma artistico del Teatro Sannazaro, numerosi attori e registi erano presenti in sala per promuovere i loro spettacoli, tra cui Adriano Falivene, Antonio Milo, Mario Gelardi e Stefano Amatucci tra i più conosciuti al grande pubblico.

Nel filone della Tradizione apre il cartellone del Teatro Sannazaro, Carlo Buccirosso il 10 ottobre 2024 con “L’erba del vicino è sempre più verde”, mentre Biagio Izzo sarà in scena il 15 novembre con “L’arte della truffa”.

Il 6 dicembre Maurizio De Giovanni è l’autore di “Mettici la mano” che andrà in scena con Antonio Milo e Adriano Falivene, che coniuga il drammatico e il divertimento.
Dal 20 dicembre ritorna “Cafè Chantant Rebelle” di e con Lara Sansone un classico del Teatro Sannazaro che continua a riscuotere negli anni un enorme successo di
pubblico grazie al mix di Teatro, Musica, Danza, Cabaret.
Il 17 gennaio 2025, invece, Enzo Decaro con Ingrid Sansone propone “L’avaro immaginario”.

IL 7 febbraio 2025 Lina Sastri sarà in scena con “Voce è notte”.

Ritorna a grande richiesta il 28 febbraio 2025 “La festa di Montevergine” con la regia di Lara Sansone, che in occasione dei trenta anni dalla scomparsa di Luisa Conte è
stato candidato per un importante Premio internazionale.
Dal 4 aprile 2025 ritorna Peppe Barra con “C’era una volta un re” con Lalla Esposito e Massimo Masiello con la produzione del Teatro Sannazaro.

Per la linea del teatro contemporaneo il programma prevede dall’ 8 novembre “Appuntamento a Londra” del premio Nobel per la Letteratura, Mario Vargas Llosa, con Lucia Lavia.

Dal 31 gennaio 2025: “2084 L’anno in cui bruciammo Chrome” di Marcello Cotugno, un’immersione nella realtà virtuale di un futuro inquietante ma anche tematiche legate alla famiglia.

Dal 14 febbraio: “La ragione degli altri” di Luigi Pirandello, diretto da Ettore Nigro, che esplora il tema dei figli, della genitorialità e l’idealizzazione della famiglia.

Dal 21 febbraio: “Cuore Puro” di Roberto Saviano, con la regia di Mario Gelardi, che è tratto da un racconto giovanile di Roberto Saviano, ed è la storia di quattro ragazzi e dell’amore per il calcio, che in una città come Napoli può salvarti la vita.

Dal 21 marzo: “Family” di Gipo Gurrado, che può essere definito un “modern musical comedy” che esplora la nevrosi familiare.

Dal 28 marzo: “Viaggio di Nabil” con la regia di Stefano Amatucci che affronta temi di profonda attualità quali l’immigrazione ed il razzismo.

Dal 2 maggio: “La denuncia” di Ivan Cotroneo, interpretata da Elisabetta Mirra che tratta il tema della discriminazione dell’orientamento sessuale.

Dal 16 maggio: Lino Musella presenta “L’ammore nun’ è ammore” basato su 30 sonetti di Shakespeare.

Oltre al filone della tradizione e del contemporaneo, il Teatro Sannazaro completa la sua proposta con il “Cantiere sartoria” e le “Prime di settimana”.

Il Cantiere Sartoria presenta una variegata programmazione artistica. Tra i principali eventi ci saranno “L’isola di Nessuno” di Pako Loffredo con Ingrid Sansone, che partendo dal mito di Ulisse propone riflessioni e legami tra l’esilio ed l’appartenenza costruendo e ricostruendo la propria identità sulle orme di ciò che resta. E continuando su questo filone vedremo “L’ecologia dei sentimenti” frutto del Master in “Arti performative Teatro Pedagogia e didattica” dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli.

Il progetto “A Piedi Scalzi Lab” a cura de i Teatri di carta e “XXS Sannazaro Young”, dedicato ai più giovani, con Peppe Barra che ripropone la “Cantata dei pastori” e “Il teatro dell’accessibilità” arricchiscono ulteriormente l’offerta culturale ed artistica.

Nella sezione “Prime di Settimana” spiccano “Verso la libertà” di Stefano Ariota, uno spettacolo che parla di una follia: per evitare i campi di concentramento un gruppo di ebrei inventa una finta deportazione. E sempre in questa sezione lo spettacolo di Antonio Mocciola intitolato, “Adolf prima di Hitler”, che può essere definito una sorta di sliding doors della storia.

Il Teatro Sannazaro non mancherà di ospitare anche i concerti di musica classica organizzati dall’Associazione Scarlatti e la rassegna di musica contemporanea “I Colori della Musica”.

Nel teatro Sannazaro di Napoli, dove convergono tradizione e modernità, si onora la memoria di Luisa Conte con nuove voci e storie contemporanee. La libertà è al centro: libertà di scegliere tra una varietà di spettacoli, di riscoprire i grandi classici e di lasciarsi sorprendere dalle nuove proposte artistiche.

Ersilia Marano

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