Blues, anima e sogno in “Solitude: 23 piccoli blues metropolitani”, di Michael Pergolani

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Il blues è la musica della malinconia, che racconta storie intrise di dolce nostalgia su un ritmo ripetuto come una struggente e cara nenia.

Ma il blues è anche anima, sogno, trasgressione, diversità, dipendenza, provocazione e… solitudine.

In “Solitude: 23 piccoli blues metropolitani”, Michael Pergolani esplora i suoi molteplici aspetti.  Il titolo stesso evoca la centralità della solitudine, citando la celebre canzone interpretata da voci nere come Billie Holiday, con il suo timbro unico e dolcemente malinconico “una canzone intensa e malinconica, zuccherina ed amara, un giro perfetto da Billie…” (M. Pergolani).

I racconti, uniti appunto dal tema della solitudine, sono autentici e singolari, con situazioni, ambientazioni, protagonisti diversi “buttati lì come i blues che si suonano per strada, nelle strade di una grande città piena di anonime solitudini come Roma.” (M. Pergolani).

Si divorano, uno dopo l’altro, come golosi e irresistibili cioccolatini e trasportano il lettore in dimensioni realisticamente surreali. Le storie, di straordinario impatto emotivo, trattano una varietà di tematiche che intrigano, meravigliano, turbano, divertono, invitando alla riflessione. Man mano che si procede con la lettura, la tentazione di appuntare frasi, pensieri e considerazioni, è forte. Ecco alcuni esempi: “… Era stato per questo che si era messo ad aggiustare pianoforti. Perché quand’era piccolo sognava di poter aggiustare le cose tra suo padre e sua madre. Perché aggiustare uno strumento complesso e delicato come un pianoforte era come aggiustare una storia d’amore…” (dal piccolo blues metropolitano: “Meccanico di pianoforti”) oppure “Poeta, scrittore, conduttore, sceneggiatore, regista, autore… Tutto e niente … insomma un bambino… sciupone, scriteriato, senza fissa dimora mentale. Un emarginato. Uno che razzola ai confini della società…” (dal piccolo blues metropolitano: “Tenera angoscia”).

La scrittura fluida di Michael è arricchita da scene spiazzanti e da immagini forti.  Scorre senza freni inibitori, mettendo allo scoperto pensieri che dimorano nel subconscio in una freudiana lotta tra Thanatos ed Eros. In alcuni momenti le storie si colorano di onomatopee, ben assestate che ne delineano un ritmo “scenografico”. Grande è ad esempio lo “snap- snap” del racconto “Tango”, ben inserito tra dialoghi, al punto da sentirne il suono, che accresce l’attenzione del lettore.

I racconti sono di grande impatto emotivo, visionari e drammatici, realisti e onirici al contempo, a tratti kafkiani, espressi con un linguaggio forte che spalanca la mente a immagini e scenari. Se ne coglie l’originalità, l’immediatezza, la creatività vivida e ampia.

Gli incipit di ogni racconto catturano immediatamente l’attenzione del lettore, che si tuffa nella narrazione, non priva di tratti autobiografici, in cui non mancano colpi di scena, situazioni sorprendenti e inaspettate, feedback geniali che fanno da ponte con la fase iniziale, finali spesso aperti che danno adito a libere interpretazioni.

 Il libro (Pubblicato da Edipsy Editrice, progetto grafico e copertina di Marco Fioramanti e foto di copertina di Fabio Ciriachi), non lascia indifferenti e offre un’esperienza coinvolgente e stimolante per chiunque ami immergersi in storie intense e originali. Include la premessa dell’autore, la sua biografia e alcune recensioni di “Nudo” il suo romanzo autobiografico con una sua riflessione “Vendo brume psicologiche, folate di passione, alcune taniche di lacrime, sentimenti solubili in bustina, risate in uno specchio in frantumi e ciprie d’insensatezza.

Daniela Vellani

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