Amore e romanticismo in “Ti regalai le ali per volare”, di Carmela Politi Cenere

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Quando la poesia si trasforma in narrativa, le parole si tingono di colori che non solo evocano emozioni, ma anche immagini, sogni, odori, suoni e sapori. La lettura diviene un viaggio in una dimensione magica ed empatica con lo scrittore, permettendoti di immergerti nelle storie con uno spirito sensibile e più recettivo, con i sensi allertati e un crescente desiderio di evadere dalla routine.

L’ultima opera della scrittrice e poetessa Carmela Politi Cenere incarna appieno queste caratteristiche. Già il titolo “Ti regalai le ali per volare” è intriso di poeticità melodiosa e invita alla lettura.

Si tratta di un romanzo d’amore, delicato, idilliaco e romantico, ricco di valori, insegnamenti e introspezioni che scrutano l’animo umano con un’attenta analisi delle cause ed effetti sui comportamenti, partendo da background familiari ed esperienze di vita.

Il legame d’amore di due gabbiani, Guagliò e Bianchina, eleganti, innamorati e liberi, incipit del romanzo, s’intreccia con la forte, contrastante e viscerale passione di due giovani: Salvatore e Monia.

Il romanzo è avvincente, coinvolgente e ricco di metafore, come ad esempio gli stessi gabbiani con il volo libero che con le loro ampie ali candide rappresentano la libertà, o il velo bianco, simbolo il mistero della vita “un quid sconosciuto…”, che compare più volte nel testo.

L’amore, pervasivo in ogni pagina, nelle sue sfumature e molteplici sfaccettature, dalla ricerca alla delusione, dalla gioia alla sofferenza, dal desiderio all’allontanamento doloroso, è il protagonista principale “È cambiamento. Desiderio di rendere felice l’altro, di andare incontro ai suoi bisogni, senza che ne faccia richiesta, è rinnovamento. È sentire vibrazioni autentiche dal sapore di fragole appena raccolte da un bosco di luce…” 

La narrazione affronta tematiche attuali, trattando innanzitutto problematiche di natura comportamentale e psicologica: i due giovani sono, infatti, l’uno borderline e l’altra narcisista. Si parla della tossicodipendenza e delle comunità terapeutiche, del femminicidio con riferimenti fatti di cronaca sia remoti che recenti.

Il tema della libertà, definita “esigenza trascendentale” (E. Kant, citato nel romanzo) è più volte affrontato, così come la poesia, come già detto, che emerge costantemente, con versi intercalati alla prosa, tra cui quelli dell’“Innamorato” di Borges o della stessa autrice, riportata nei ricordi dei giovani durante una romantica vacanza in Thailandia.  

Il registro linguistico è raffinato e curato, con descrizioni ampie, suggestive e multisensoriali. Leggendo, si sentono gli odori di fiori di tiglio, ginestre, zagare, fiordalisi, garofani, erba tagliata; si ammirano i colori e gli scenari “I suoi occhi erano spettacolari… di un colore mai determinati, d’un grigio che virava all’azzurro… lo squittire degli uccelli, il frinire delle cicale, il canto sommerso del mare, il volo sicuro dei gabbiani nell’azzurro privo di nubi di quel cielo , facevano intuire subito come la natura fosse stata prodiga con quel petalo di terra, quella dolce insenatura  dove gnomi e fate ancora giocavano…”, cogliendo suoni e lasciandosi trasportare dalla fantasia.

Il romanzo “Ti regalai le ali per volare” (edito da Homo Scrivens, direttore Aldo Putignano, 182 pagine) è dedicato all’amato Ruggiero.

 Introdotto dalla poesia “Se amarsi vuol dire”, tratta dalla silloge dell’autrice “Dall’attimo eterno” (Società editrice napoletana) con prefazione di Domenico Rea, rappresenta un tripudio alla bellezza e alla speranza e include “La stanza dello scrittore” e “Autobiografia narrativa”.

Carmela Politi Cenere, autrice di numerosi saggi e romanzi più volte premiati, è la fondatrice dell’Associazione Emily Dickinson, che organizza l’omonimo premio letterario internazionale giunto alla ventinovesima edizione, con la cerimonia conclusiva della ventottesima prevista per il 6 giugno presso il Castel Sant’Elmo a Napoli.

Daniela Vellani

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