Roma, prosegue la sesta edizione della rassegna Fuorinorma – Nuove forme del cinema italiano

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Dall’8 al 10 dicembre il cinema “Fuorinorma” si dà appuntamento a SCENA

Prosegue nello spazio a Trastevere la rassegna cinematografica a cura di Adriano Aprà: oltre 15 opere, un evento speciale dedicato a Marco Melani, un incontro dedicato alla Nuova estetica del digitale e gli omaggi a Jean-Luc Godard e Jean-Marie Straub

ROMA, 6 dicembre 2022 – Prosegue da giovedì 8 a sabato 10 dicembre la sesta edizione (2022/23) di Fuorinorma – Nuove forme del cinema italiano, la rassegna a cura di Adriano Aprà realizzata dall’omonima associazione culturale con il contributo di MiC, CNA Fondazione Cinema per Roma, e con il sostegno di Regione Lazio. Dopo la Casa del Cinema, è lo spazio SCENA (Spazio, Cinema, Eventi e Nuove Arti), ex Filmstudio (in via Orti d’Alibert 1) a Trastevere a ospitare la seconda tappa del festival “diffuso” che dal 2017 film promuove il cinema di autori italiani, di qualsiasi metraggio e genere, dalla finzione ai documentari, dai classici all’animazione, caratterizzato da una ricerca originale di nuovi modi d’espressione. «Il cinema italiano non è solo quello che si vede sui cartelloni pubblicitari. – dichiara Adriano Aprà, Presidente dell’Associazione Fuorinorma – Esiste qualcos’altro di più nascosto, che reclama il proprio legittimo posto accanto al flusso più mediatico e riconoscibile. Qualcosa che si oppone creativamente a un cinema italiano altrove stanco e ripetitivo, ormai primo di ambizione artistiche. Noi respiriamo innovazione, un diverso dialogo con gli spettatori,progettualità utopica, totale libertà di espressione. Ci sono segnali concreti che indicano che nuove forme del cinema nostrano esistono e stanno gridando a gran voce. Sono potenti, delicate, emozionanti, pazze, vere, oneste. Semplicemente imperdibili». 

Oltre 15 film tra corti, medi e lungometraggi, un evento speciale dedicato a Marco Melani, persona di grande spessore intellettuale che ha svolto la sua opera nell’ambito del cinema e della televisione italiana, un incontrodedicato alla Nuova estetica del digitale, e due importanti omaggi, a Jean-Luc Godard, fra i più significativi autori cinematografici della seconda metà del Novecento, e Jean-Marie Straub, regista di culto del cinema europeo, entrambi recentemente scomparsi.

IL PROGRAMMA

Giovedì 8,alle 10.30, ad aprire Fuorinorma a SCENA è l’evento speciale di apertura Marco Melani. The Man With The Golden Eye” (130’), titolo che deriva da una definizione di Enrico Ghezzi. Il film è un racconto per immagini e parole di Chiara Seghetto, che in oltre dieci anni di ricerca ha raccolto materiali diversi tra intervisteinedite a personaggi del cinema e della televisione, frammenti di film, estratti di programmitelevisivi, fotografie. Reading e interventi dell’autrice vi si intrecciano dando voce ad unacoralità di testimonianze sul talento di Marco Melani, quello che ha fatto di lui un cinefilo ossessivo, un critico pioneristico, un montatore raffinato e un curatore rivoluzionario. Alle 15, “Fuorinorma extra”, una selezione di cortometraggi di Chiara Caterina (presente), Francesca FantoniDonato SansoneLicio EspositoGiuseppe Boccassini (presente), Diego MarconGiulia CasaliAdele Insardà (presente), Eleonora Cutini (presente), Francesca FiniDonato Sansone. Segue alle 17 la proiezione di “Bentu” (2022) di Salvatore Mereu, film su un uomo che aspetta l’arrivo del vento, elemento chiave per la raccolta del grano alla maniera di un tempo. Un découpage di 310 opere, dai primi anni Quaranta alla fine degli anni Cinquanta, si proietta alle 19 in presenza dell’autore Giuseppe BoccassiniRagtag (2022), opera che racconta, attraversandolo appassionatamente,un ventennio di storia del cinema noir. Alle 21, “God of Mexico. A Portrait of a Nation Trough Land And People” (2022) di Helmut Dosantos, presente in sala,un documentario che approfondisce le modalità di resistenza alla modernizzazione nel Messico rurale, ritraendo la grande diversità di molte comunità di nativi e discendenti da africani in tutto il paese.

Venerdì 9 alle 10.30, Adriano Aprà, Bruno Di Marino, Pietro Montani, Giacomo Ravesi, Daniele Vicari, insieme ad autori e spettatori, si confronteranno su “La nuova estetica del digitale”, un incontro per comprendere l’evoluzione del rapporto tra la tecnologia digitale e le forme della settima arte. Alle 17, proiezione in presenza dell’autrice Emanuela Piovano: “Con voce di Nilde” (2022), sulla figura autorevole e ieratica tanto quanto profondamente umana di Nilde Iotti; a seguire, “Shambala” (2022) di Andrea De Fusco,presente in sala, il sentiero di una amicizia segnata da un viaggio mancato sull’Himalaya, quasi alla ricerca di Shambala, la mitica e misteriosa città tibetana dove si dice che vi regnino solo pace, quiete e felicità, un gioco di specchi tra chi è restato e chi è partito. In presenza dell’autore Ascanio Petrini, si proietta alle 19 “Tony Driver” (2019), la storia di un migrante del Sud Italia negli USA, il cui sogno però va in pezzi a causa di un blitz anti-immigrazione che lo costringe a fare ritorno in quello che gli appare come “un altro pianeta”, un piccolo Paese senza opportunità. Alle 21, “L’irriducibile” (2022) è il film di Morgan Menegazzo e Mariachiara Pernisa, presenti in sala, che approfondisce la controversa figura di Vincenzo Vinciguerra, terrorista appartenuto ai movimenti di estrema destra, reo confesso degli attentati di Peteano e Ronchi dei Legionari, il quale sì costituì nel 1979 svelando i collegamenti tra neofascismo, massoneria e servizi segreti, e mise in luce la responsabilità di uno Stato che non mancò di utilizzare il depistaggio pur di non arrestarlo.

Sabato 10 la giornata comincerà alle 11.30 con un omaggio al grande Jean-Luc Godard, attraverso le proiezioni di due capitoli del magnifico progetto “Histoire(s) du cinema”: “3a – La Monnaie de l’absolu” e “3b – Une Vague Nouvelle” (1998, sottotitoli in italiano). Alle 15, invece, l’omaggio a Jean-Marie Straub e le proiezioni dei suoi “La guerre d’Algérie!” e “Kommunisten” (2014, st. it.), il primo è un cortometraggio che fa da prologo al secondo, che narra l’umanità del secolo scorso e di quello in corso sul tema della pace. Nel catalogo di “Fuorinorma 6 – 7” (edito da Associazione Fuorinorma), di entrambi vengono ripubblicati gli articoli scritti in ricordo dei due registi da Adriano Aprà, che li ha conosciuti a lungo. La storia dell’incontro a Parigi fra due donne, una arrivata dal Giappone 50 anni fa e l’altra arrivata dall’Italia 10 anni fa, che sentono il bisogno di riconciliarsi con la loro cultura d’origine ricercando le cause della loro partenza, è al centro della proiezione delle 17 “A perdita d’occhio” (2019) di Morena Campani, presente in sala insieme alla protagonista Mieko Matsumoto. Il film proiettato alle 19, “Caveman. Il gigante nascosto” (2021) di Tommaso Landucci, presente in sala, rintracci le ragioni che hanno spinto lo scultore Filippo Dobrilla a realizzare, per più di 30 anni e in assoluta solitudine, un’opera ambiziosa ma inaccessibile agli occhi degli uomini, in una grotta delle Alpi Apuane situata a 650 metri sottoterra. Chiude la tre giorni di “Fuorinorma” presso SCENA, la proiezione in presenza dell’autore di “Il paese delle persone integre” (2022) di Christian Carmosino, sulla ricerca di libertà di quattro cittadini del Burkina Faso accomunati dalla speranza che il proprio paese possa presto diventare un luogo libero e giusto in cui vivere.

INFO

dall’8 al 10 dicembre

SCENA, via degli Orti d’Alibert 1, traversa di via della Lungara, Roma

INGRESSO LIBERO fino a esaurimento posti disponibili. Prenotazioni al numero 366 83 01 304

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