Veleno, dal romanzo ad Amazon Prime video, la storia dell’assurdo

Il 25 maggio su Amazon Prime Video, è uscita la docu-serie “Veleno”, tratta dall’omonimo libro e podcast di Pablo Trincia, con l’aiuto di Alessia Rafanelli. In collaborazione con Prime, Framantle presenta il documentario prodotto da Gabriele Immirzi, Lorenzo Mieli, Ettore Paterno e Marco Tombolini, scritto e diretto da Hugo Berkley, con le musiche di Andrea Boccadero.

 

Per chi conosce il podcast, Veleno nasce dalla riscoperta nel 2015 da parte di Pablo Trincia di un clamoroso caso di cronaca avvenuto nel 1997 nei dintorni di Massa Finalese, durante il quale 16 bambini furono allontanati dalle loro famiglie incolpate di abusi sessuali e riti satanici. Il caso durò molti anni, durante i quali ci furono condanne ingiuste e risposte celate, generando una mole di inchieste che portarono alla chiusura del caso e a far piombare nel dimenticatoio la storia per provare a rinnegare e dimenticare il tragico accaduto.

Il 5 dicembre 2014, dopo 16 anni di condanna, furono assolti parte dei protagonisti della vicenda. Leggendo l’articolo, mosso dalla curiosità, Trincia decide di approfondire la storia, con il desiderio di voler rispondere ai troppi interrogativi lasciati irrisolti dal caso.

Con l’aiuto di Alessia Rafanelli, inizia la loro inchiesta per ricostruire i pezzi della storia, realizzando dapprima una serie audio pubblicata da La Repubblica, e successivamente un libro omonimo pubblicato da Einaudi.

 

Ciò che accomuna il podcast al documentario Prime, sono le musiche suggestive che dal primo momento incorniciano la storia, che ha più dell’assurdo. La differenza sta nel tempo che è passato e nelle conseguenze che il podcast ha generato. Difatti, il documentario è diviso in due fili narrativi, dove il primo segue il racconto del caso, simile a quello riportato nel podcast. Il secondo, invece, parte dal punto di vista di Trincia, da ciò che lo ha spinto ad interessarsi al caso, cosa lo ha aiutato nella produzione e a ciò che ne è conseguito. La differenza sostanziale sta nei volti. Nel podcast era possibile sentire la voce di parte dei protagonisti della storia, con video di repertorio e foto disponibili online con l’episodio.

Nella serie però si ha la possibilità di vedere il dolore con i propri occhi, attraverso i volti di chi ha vissuto la vicenda in prima persona. I genitori, le istituzioni, ma anche i bambini ormai adulti, prendono parte alla vicenda, raccontando la propria verità sulla storia. Una storia che risale alla fine  del secolo scorso che, piombando in Massa Finalese, lasciava a tutti una sola possibilità: “dovevamo per forza crederci”.

 

Di inventato ci sono solo i nomi dei bambini, per proteggere la loro privacy, ma tutto il resto è storia che si può leggere, vedere e sentire. Più di una fatto di cronaca, ciò che racconta Veleno è una storia tragica di pura realtà. Soffermandoci sul fatto, 16 bambini furono allontanati dalle proprie famiglie, dopo che una catena di rivelazioni da parte dei minori, ha portato ad accusare più famiglie di un giro di prostituzione minorile, abusi sessuali e riti satanici. I racconti dei bambini sono terrificanti e narrano di scenari assurdi, che allarmano i servizi sociali e le autorità locali. I familiari si dichiarano innocenti e, effettivamente, ci sono prove a favore della loro tesi. Tutti i concittadini giurano che è impossibile l’esistenza di processioni sataniche nel cimitero, all’interno del quale non esistono prove che confermino le parole dei bambini. L’unica prova per le autorità che regga, sono le parole dei bambini, allora come oggi.

 

Difatti, l’inchiesta di Veleno ha smosso gli animi, riaprendo delle ferite troppo dolorose per i protagonisti della tragedia. Ma ciò che la rende interessante, è stata la sua forza di influenza.

Con l’uscita di Veleno, le carte in tavola si sono ribaltate, generando non solo altre inchieste, ma permettendo la nascita di un possibile epilogo alla storia.

 

Gli scenari sono molteplici e le versioni dei fatti anche, spingendo chiunque si approcci alla storia dei Diavoli di Massa Finalese a porsi degli interrogativi che sfiorano l’esistenziale.

Veleno quindi non mostra la verità dei fatti, ma possibili scenari di una storia assurda, tra la cronaca e il reale più spaventoso.

 

Roberta Fusco

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