“L’incredibile storia dell’Isola delle Rose”: testimonianza di libertà e indipendenza, su Netflix

L’incredibile storia dell’Isola delle Rose, da poche settimane disponibile su Netflix, ha già registrato un alto gradimento da parte del pubblico. Con la regia di Sydney Sibilia e la produzione di Rovere, la pellicola riprende la reale vicenda utopica di fine anni ‘60 che ha interessato la stampa e la società mondiale negli anni più influenti per il movimento rivoluzionario.

Siamo nel 1968 e l’ingegnere Giorgio Rosa si presenta al dipartimento delle Nazioni Unite di Strasburgo, per chiedere il riconoscimento della sua isola.

Un bravissimo Elio Germano, veste i panni del protagonista, l’ingegnere Giorgio Rosa. Il quale non trova molto spazio per le sue idee innovative, e così decide di creare un mondo tutto suo, su di una piattaforma, simile a quelle petrolifere, ma che per lui dovrà essere l’isola della libertà, con autonomia, governo e moneta propri.

Con l’aiuto dell’amico Maurizio, interpretato da Leonardo Lidi, troveranno il modo di realizzare l’isola in acque internazionali. Non ci vorrà molto tempo che il progetto oltre ad andare in porto, attirerà anche l’interesse di W. R. Neumann (Tom Wlaschiha), organizzatore di eventi che darà il nome alla piattaforma chiamandola: L’isola delle Rose, divenendone anche l’animatore sociale e poi ministro.

L’ingegnere con la sua caparbietà e determinazione realizza un’isola indipendente che, man mano, prende vita e forma: inizia a popolarsi con l’arrivo di Pietro Bernardini (Marco Pancrazi), un naufrago che ha trovato rifugio sull’isola a seguito di una tempesta, e di Franca (Violetta Zironi), una ragazza minorenne, incinta,  che trova lavoro come barista sull’isola. E suscita la curiosità di molti, tanto che diventa meta di molti turisti dell’Adriatico e oltre.

E, ad un certo punto, attira anche l’attenzione delle nazioni Unite, le quali mandano un’interrogazione al Governo Italiano, all’epoca presieduto da Giovanni Leone (Luca Zingaretti) che è all’oscuro di tutto.

Ed è qui che iniziano i problemi per l’ingegner Rosa e la sua micronazione, il Governo Italiano non la riconosce come indipendente per non creare precedenti.

Rosa, quindi supportato dai documenti delle Nazioni Unite, si reca a Strasburgo per parlare con il presidente del Consiglio d’Europa, lo aspetta per giorni nella hall del palazzo, fino a quando il presidente non si accorge di lui e lo riceve. Di qui inizia  ad interessarsi alla storia e accoglie la sua richiesta invitandolo nei giorni successivi a presiedere al Consiglio d’Europa e rispondere alle interrogazioni.

Nel frattempo, in Italia, il Presidente e I suoi ministri si stanno muovendo per risolvere il problema “isola delle rose”.

Per sapere come si conclude la vicenda, possono essere utili dei vecchi articoli, noi possiamo dire che la trasposizione cinematografica Neflix è altamente fedele al fatto di cronaca. Con un Elio Germano leggero, a tratti comico, viene sottolineata l’utopia della situazione e il grande potere dell’intelletto.

In un mondo rigido che non accetta spiegazioni e cerca d’imporre continuamente il suo potere, il desiderio di libertà di Giorgio Rosa, non ha confini. Niente lo ferma, anche perché conosce i suoi diritti. Un uomo capace di attirare l’attenzione e il consenso di tutta Europa, cos’altro avrebbe potuto fare pur di proseguire la sua missione?

L’Italia non voleva saperlo, già troppo impegnata con lotte studentesche e moti rivoluzionari che di lì a poco avrebbero cambiato le strutture della società nazionale. Con politici troppo intenti a far quadrare “il tutto”; il personale movimento rivoluzionario di Giorgio Rosa alza il suo pugno di lotta e si oppone senza timore dell’avvenire perché “Bisogna pur correre dei rischi se vuoi cambiare il mondo”.

 

Roberta Fusco