Soul, delicato e sorprendente, l’ultimo film della Pixar, dal 25 dicembre su Netflix

Soul,  l’ultimo film della Pixar, è una storia sorprendente e delicata.

Il regista e sceneggiatore Pete Docter, autore di Toy Story, Monsters & CoUp e Inside Out, ci dedica, con Soul, un viaggio nei temi della psicologia e delle discipline umane/filosofiche.

La storia è quella di Joe Gardner, insegnante di musica innamorato del jazz che ha un incidente mortale qualche ora prima di coronare il suo sogno più grande: debuttare con il quartetto di professionisti della stella del jazz che lui ammira da quand’era ragazzo.

Oltre a quella di Joe, nel film, è raccontata la storia di 22, un’anima che non è capace di trovare una “valida” motivazione per tuffarsi nell’esistenza.

I due protagonisti si ritrovano nell’Ante-Mondo, una sorta di limbo che dà la “patente” ai futuri bambini che nasceranno e allo stesso tempo, miscela il tema della predisposizione innata con l’inconscio collettivo.

La metafisica, che fa da sfondo al film, può essere vista come una diversa versione narrativa che accompagna il pubblico a spostare la propria visione sulle diverse attitudini al vivere e alle aspettative che riserviamo alla nostra esistenza.

Joe vive, con entusiasmo, il suo amore per il jazz. È la passione della sua vita, la scintilla che si è accesa grazie a suo padre. Nonostante il suo doversi “adattare” alla vita, non rinuncia al suo sogno, anche se, nel film, esistono tante sfumature che, molte volte, portano ad “appannare” il punto di vista del protagonista (e forse anche del pubblico) perché ci sono cose che, inevitabilmente, fanno sì che la vita non vada esattamente nella direzione che vorremmo.

L’incontro avviene, nell’Antemondo, Joe diventa il mentore di 22 e si ritrovano ad affrontare le proprie paure, le emozioni, l’ansia, e le passioni. E anche se all’inizio sembra avere la meglio Joe con le sue motivazioni, viene messo a dura prova dall’ ostilità di 22, che continua a non trovare una valida motivazione per “lanciarsi” nella vita.

Ma all’improvviso si ritrovano sulla Terra entrambi, solo che 22 entra nel corpo di Joe, che, a sua volta, si ritrova nel corpo di un gatto.

E qui inizia la loro avventura, 22 inizia ad “assaggiare” il mondo attraverso una fetta di pizza, una canzone orecchiabile, il vento che soffia, cose gratificanti, immediate, ma inizia anche ad “accumulare” esperienze più formanti e durature, che le fanno avvertire una strana sensazione…

E mentre 22 acquista consapevolezza della vita terrena, Joe inizia ad avere dei dubbi sulle sue certezze, sulla ferrea volontà di voler seguire la sua passione che considera lo scopo della sua vita, ma nell’Antemondo una delle guide gli fa capire che molte volte fare del proprio talento o delle proprie passioni il punto focale della propria esistenza, fa perdere il contatto con la realtà e si rischia così di non vivere totalmente, di perdere le piccole cose essenziali che rendono la vita vera, degna di essere vissuta.

 

Paola Improda