Napoli, Teatro Bellini, presentato “Il piano Be!”, la nuova stagione 2019/2020

Si è tenuta, questo pomeriggio, in diretta Facebook e Youtube, la conferenza stampa per la presentazione della nuova stagione teatrale del Teatro Bellini di Napoli. Daniele e Gabriele Russo, co-direttori artistici del Teatro Bellini, hanno presentato Il piano Be, la ripartenza delle attività teatrali che, come hanno specificato, è stata molto complessa ed articolata.

Abbiamo prima accettato e vissuto l’impotenza generata dal Coronavirus, ora lottiamo contro un altro virus che potrebbe rivelarsi altrettanto letale, l’immobilismo. Disorientati, siamo ancorati al presente poiché tutto intorno sembra poter cambiare da un momento all’altro. Questa condizione ci impedisce di proiettarci ed immaginarci nel futuro. È una condizione nuova e completamente in antitesi con lo stile di vita cui eravamo abituati solo quattordici o quindici settimane fa. Se da un lato la pandemia ha messo a nudo la fragilità del nostro paese ed in particolare quella di alcuni settori nevralgici per lo sviluppo e la crescita della nostra società oltre che più in generale della nostra stessa vita, dall’altro ci ha consentito di rallentare i ritmi vertiginosi e la chiamata all’iper produttività cui eravamo costantemente chiamati.” Ha detto Gabriele Russo durante il suo intervento.

Soffermandosi, poi su di un’ottica lungimirante: Il Piano Be visto tra vent’anni e girando lo sguardo al passato, sarebbe lecito chiedersi: cos’hanno fatto gli artisti, le maestranze, il pubblico, il teatro tutto per rispondere alla distanza sociale richiesta dalle misure sanitarie? E dopo tutti i dubbi, le tante domande sul lavoro svolto, sulle risoluzioni attuate dallo Stato per arginare la crisi post pandemia, si potrà scoprire se il nuovo progetto possa essere una soluzione momentanea e circoscritta al periodo di restrizioni o se invece questa proposta potrebbe diventare un piccolissimo seme che ci racconti qualcosa in più sulla nostra funzione futura.

Daniele Russo, nel suo intervento ha tenuto a precisare le diverse forme di proposte offerte e ad evidenziare la sinergia e le collaborazioni che si sono attivate per portare a termine un progetto che accontenti tutti.

Non è facile immaginare una ripartenza teatrale con un paese ancora scosso dall’emergenza epidemia ed un settore, il nostro, devastato dalla mancanza di prospettive possibili e, soprattutto, dalla scoperta di non avere alcuna tutela sociale per una delle categorie rivelatasi tra le più fragili. L’arte dal vivo è tutt’ora in stato d’assedio per colpa di un virus che ha creato un prima e un dopo, e dunque diventa ancora più necessario, per chi guida un’Istituzione Culturale oggi, immaginare nuove prospettive che portino in sé un valore artistico e che, al tempo stesso, siano capaci di generare nuove opportunità sia lavorative che di incontro, che riescano a dare una speranza di ripartenza e di ricostruzione. Dobbiamo cercare di lavorare per gridare con forza il nostro essere necessari per una società che voglia dirsi civile, gettando così le basi per un grande rilancio che possa investire la stragrande maggioranza dei lavoratori dello spettacolo.”

Sono stati ripensati gli spazi, dando priorità alla salvaguardia della salute del pubblico; sono stati rimodulati gli orari e rafforzato le collaborazioni, che sono da sempre il punto di forza progettuale del Teatro Bellini.

Si è pensato di ricreare un luogo unico di incontro tra artisti e cittadini in cui gli spettacoli si alterneranno a ciclo continuo sullo stesso palco in una sorta di turnover generazionale e poetico in cui avremo: 54 giorni di programmazione, 15 spettacoli per 99 repliche in sala grande, 9 spettacoli per 40 repliche al Piccolo Bellini, 9 spettacoli di danza, 9 spettacoli per ragazzi, 8 concerti, 27 appuntamenti con Adiacente possibile, 2 teatri “ospiti” a gestire una sala. Circa 150 tra artisti e tecnici impegnati.”

Importantissimo il lavoro svolto e condotto dal Bellini nel corso degli anni, ciò ha dato la possibilità di costruire una fitta rete di proficue collaborazioni e sinergie, considerate come l’unico motore possibile per ripartire con lo slancio che richiedono gli obiettivi a lungo termine: la collaborazione con artisti che storicamente hanno abitato il teatro come Giovanni Block che con il suo movimento del BeQuiet curerà tutta la sezione musicale.  Manuela Barbato ed Emma Cianchi che hanno re immaginato tutta la stagione di danza in questo spazio atipico e Marinella Pomarici che cura con l’associazione A voce Alta i nostri incontri e approfondimenti culturali.

L’emergenza Covid ha spinto, poi, gli organizzatori a immaginare nuove forme di partecipazione, nello specifico, i fratelli Russo hanno deciso di dare uno sguardo alle realtà circostanti, facendo nascere così la collaborazione con il Nuovo Teatro Sanità e il Civico 14 e prestando loro lo spazio del Piccolo Bellini.

Continua anche la collaborazione con il Teatro nel Baule, una compagnia che investe da tempo nel teatro ragazzi, che gestirà la programmazione del sabato mattina.

Dopo i Russo, a parlare è Agostino Riitano che con il suo progetto darà voce al pubblico, dando “un senso extra teatrale”, infatti saranno proposti dialoghi tra il pubblico in sala, gli artisti e i contenuti con il mondo esterno; uno squarcio di vita vera, rigorosamente live, attraverso il quale si proverà a riaffermare il concetto di spettacolo dal vivo trovando nella società fuori dalle mura teatrali ulteriori spunti di riflessione.

Tanti gli interventi e le considerazioni degli ospiti intervenuti, quali Mario Gelardi, Manuela Barbato ed Emma Cianchi, Napoleone Zavatto e tanti altri ospiti, protagonisti degli spettacoli.

 

Paola Improda

 

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