Napoli, “Luglio Musicale 2019”: standing ovation per il M° Roberto De Simone

Un concerto sinfonico-corale, di quelli in cui un giorno si potrà dire “c’ero anch’io” ha inaugurato “Luglio Musicale 2019” al Museo e Real Bosco di Capodimonte domenica 7 e lunedì 8 luglio.

L’illustre e geniale M° Roberto De Simone ne è stato il grande protagonista, assieme all’orchestra “La Nuova Polifonia” diretta dal M° Alessandro De Simone e al coro “Jubilatae Deo” diretto dal M.° Giuseppe Polese.

L’evento si è svolto al cospetto di migliaia di persone che, alla fine, con grande trasporto ha dedicato al maestro, visibilmente emozionato e soddisfatto, una standing ovation. Il successo ha dunque premiato la dedizione, la bravura, l’arte e il genio di un Maestro che è orgoglio per la città di Napoli e per la sua storia culturale.

Durante le due serate la bellezza nella sua accezione pura con le sue molteplici sfaccettature ha fatto sentire la sua presenza. La musica nel suo linguaggio universale ha avvolto tutti, protagonisti e pubblico, in un caldo abbraccio che ha sospeso il tempo e ha regalato momenti unici, indimenticabili, sublimi.

Grande soddisfazione per il direttore del museo Sylvain Bellenger che ha presentato  l’evento, condividendo, altresì, la consegna al M.° De Simone del titolo onorifico di Cavaliere di Gran Croce della Repubblica dal presidente Sergio Mattarella, da parte del delegato del Quirinale il professore Alessandro Pagliara.

L’evento si è svolto in due trance e in due luoghi diversi: Belvedere di Capodimonte e Cortile Monumentale.

Sul Belvedere la musica ha letteralmente circondato i presenti attraverso una “quadrifonia” in uno scenario suggestivo. Proprio davanti alla splendida fontana su quattro palchi si sono esibite quattro orchestre. Il M. ° De Simone ha, infatti, attuato un disegno spettacolare concepito da Mozart. Al centro Alessandro De Simone, il Maestro concertatore e direttore, nipote di Roberto, ha fatto risuonare la prima esecuzione italiana di “Serenade n. 8 K. 286 in Re Maggiore di W. Amadeus Mozart. Le note sono echeggiate in modo fluido in un passaggio sincronico e armonico da un’orchestra all’altra che ha fatto entrare tutti nell’essenza della musica mediante una geniale staffetta di onde musicali di grande impatto.

Subito dopo l’atmosfera è cambiata e sono entrati in scena i fisarmonicisti Giuseppe LoieroGiuseppe Gualtieri e Giancarlo Palena, il Coro femminile e il mezzosoprano Anna Rita Gemmabella, che si sono esibiti in “Serenata Napolitana” di Salvatore Di Giacomo ed Enrico De Leva con orchestrazione di R. De Simone.

Il pubblico è rimasto incantato dalla performance, dalla lirica eseguita dalla Gemmabella, che Salvatore di Giacomo compose per la regina Margherita Di Savoia,  “’A Capemonte”, e anche da alcune “pause aeree” e un lieve sottofondo del verso dei gabbiani hanno contribuito a rendere il momento musicale intrigante e coinvolgente.

Si è passati alla seconda trance, e così, in modo itinerante, ci si è spostati nell’ampio cortile monumentale dove si è dato vita ad un momento memorabile e straordinario con Capomonte di Roberto De Simone, prima esecuzione assoluta di un’opera concepita da anni dal Maestro: il Poema fotografico d’un valzer digiacomiano per orchestra, coro e quattro pianoforti.

Sul palco la nutrita orchestra ha fatto vibrare le note sprigionando una musica unica che ha unito generi, stili, storia, danze e ritmi in un cocktail dagli ingredienti universali e trasversali a tutte le culture.

L’opera ha fatto la sua apparizione con una intro molto suggestiva, che ha creato una sorta di pathos tra suoni dolci e ossessivi al contempo, ossimori di sonorità con incursioni dei pianisti Lino CostagliolaMaurizio IaccarinoAngelo Gazzaneo e Antima Pepe che hanno contribuito a creare un’atmosfera toccante. Dolci spaccati di note con un ritmo crescente sono poi sfociati in una musica potente, trionfale e maestosa su cui ha fatto il suo ingresso il folto coro polifonico. Ecco che la melodia si apriva in un valzer scorrevole e soave con sfumature vellutate e fraseggi svolazzanti e fluidi a cui, poi, si univano le voci incalzanti creando vortici musicali inebrianti. Le percussioni facevano sentire la loro voce cambiando la scena musicale e introducendo a ritmo di marcia le performance di due violinisti che facevano la loro comparsa in alto, sulla balconata della reggia. Le note intonate ora diventavano vagamente celtiche e partenopee in una fusione di stili su cui l’intera orchestra subentrava in modo vivace, gaio, quasi un invito ad una danza piroettante, una tarantella progressiva. Il basso tuba di Alexandre Cerdà Belda in modo imponente faceva sentire la sua voce e la musica, accarezzata dalle voci del coro proseguiva avviluppando tutti in un abbraccio ricco di emozioni.

Si concludeva così lo spettacolo di un’opera variegata, un amalgama di ingredienti dai sapori unici dove la cultura a 360 gradi ha vinto, un lavoro saggio, erudito e frutto di genialità oltre che di esperienza, tecnica ineccepibile, creatività di un autore, il grande M° Roberto De Simone, che ancora una volta ha rappresentato il rigoglio storico e culturale della città di Napoli.

 

Daniela Vellani