Aversa, all’auditorium d’Aponte, belle emozioni e musica pura in “Illegittima difesa” di Peppe Lanzetta

Aversa, sabato 2 marzo, all’Auditorium d’Aponte, segna il grande ritorno di Peppe Lanzetta con “Illegittima Difesa”. Lo spettacolo, connubio di parole, musica e voce, vede la conferma della consolidata amicizia con Jennà Romano, leader e frontman dei Letti Sfatti.

Il drammaturgo, attore e scrittore italiano, fin dalle prove, alle quali abbiamo assistito, dimostra un’ironia e una tendenza alla narrazione capace di coinvolgere chiunque: è un Lanzetta diretto, che vuole raccontare storie della sua vita e di tutto ciò che vede e sente intorno a lui. Cattura l’attenzione del pubblico sin dall’inizio:

“Stavo pensando a quanto ci hanno dato le canzoni, quante cose ci hanno detto…” – parte così un monologo intenso, che tocca molti temi d’attualità e tante problematiche che coinvolgono il nostro Paese; tratta del crollo della scuola in Molise, della tragedia del ponte Morandi a Genova o l’annosa questione della malasanità negli ospedali italiani. Mentre le sue parole prendono forma e si fanno canzoni ricordando celebri cantanti, ecco che Lanzetta introduce il suo “maestro” Jennà Romano.

L’intramontabile “Vecchio Frack” (versione in napoletano) di Domenico Modugno apre la performance dei due artisti, probabilmente l‘amicizia che lega Lanzetta e Romano è quello che li rende unici e invincibili, capaci di realizzare uno spettacolo fuori dagli schemi e allo stesso tempo poetico. I temi affrontati nei  vari brani sono di un certo calibro. Non a caso, dopo uno dei brani più celebri della canzone italiana, sulle note di “Another one bites the dust” dei Queen, Lanzetta racconta dell’Oscar vinto da Rami Malek per la sua interpretazione di Freddy Mercury, sottolineando il politically correct che, in America, molto spesso è la nota decisiva delle vittorie del premio hollywodiano.

Le parole di Lanzetta sono mirate: i suoi sembrano quasi dei deliri, con la voce che si modula in toni alti nei momenti più drammatici. L’immediatezza dei suoi versi, i messaggi che trasmette vengono percepiti e fanno propri dal pubblico. Mescola nei suoi discorsi realtà distanti, nel tempo e nello spazio, le quali convergono con l’obiettivo di raccontare ciò che ci circonda. La società odierna, ricca di dolore, rassegnazione ma anche ribellione, viene raccontata con una sottile ironia e sincerità che nessuno ha il coraggio di utilizzare.

Ma Lanzetta lo fa continuamente, questa volta accompagnato dalla chitarra e dalla voce di Jennà Romano, omaggia i più grandi autori della musica, regalando al pubblico del Bianca d’Aponte emozioni pure e sincere. E chiudendo la serata con l’immancabile omaggio a Piero Ciampi con il brano O vin.

 

Roberta Fusco