Aversa, al d’Aponte, grande successo per “Round Christmas” di Rossana Casale Quintet

Non c’era evento più magico e più bello della serata di beneficenza con Rossana Casale Quintet per iniziare sotto i migliori auspici il 2019.

Lo spettacolo, Round Christmas, che si è svolto giovedì 3 gennaio ad Aversa presso l’Auditorium Bianca d’Aponte, organizzato dall’Associazione “Virginia Vita” fondata da Paolo Musto in sinergia con l’Associazione Bianca d’Aponte, a sostegno delle attività della Caritas Diocesana aversana, è stato un grande successo. Esso è stato caratterizzato da poesia, musica, canto, originalità, effervescenza, energia, classe, eleganza, senso di partecipazione, amore, voglia di condividere e comunicare messaggi importanti e soprattutto emozioni.

Paolo Musto, padre di Virginia, la ragazza prematuramente scomparsa a cui è dedicata l’associazione, visibilmente emozionato, ha aperto lo spettacolo con un toccante intervento.

Si è data quindi voce al talentuoso quintetto, che da tempo è in tour per presentare il progetto Round Christmas, creato tre anni fa e frutto di una certosina e preziosa ricerca di brani e testi poetici sul Natale, in cui i sentimenti e la vita nelle sue diverse sfaccettature si contrappongono alle “luminarie e alle vetrine colorate”. Il fil rouge che lega le sequenze musicali del progetto è, infatti, l’unione di culture e mondi diversi in un messaggio di pace, generosità, amore, solidarietà e un invito ad andare avanti nella vita sempre, anche nel dolore, “dando uno sguardo al mondo, tenendo gli occhi aperti, ascoltando e vedendo in profondità”.

La Casale con la sua inconfondibile voce, espressiva, intensa e pregnante di emozione e con gran classe ed eleganza ha così condotto i numerosi presenti in un viaggio musicale variegato. Non si è trattato della solita sequenza di songs americane proposte e riproposte da anni, bensì di brani interessanti e di grande pregio sia per i testi che per le sonorità.

Il quintetto, costituito oltre che dalla vocalist Rossana Casale, da Emiliano Begni al pianoforte, cori, glockenspiel giocattolo e tambourine, Francesco Consaga, sax soprano e flauto traverso, Ermanno Dodaro al contrabbasso e Gino Cardamone, chitarra archtop e banjo tenore, ha eseguito gli svariati brani del progetto con maestria e virtuosismo. In uno spaziare o fondere generi diversi del jazz: dal blues allo swing con echeggiamenti a tratti manouche e sonorità vagamente balcaniche, con arrangiamenti originali e stuzzicanti frutto di una collaudata e affiata collaborazione, gli artisti hanno presentato brani cantati dalla Casale in un raffinato francese, in americano, in portoghese ed altre lingue.

Durante le esecuzioni, in cui i musicisti si sono avvicendati in perfomance improvvisative e assoli che hanno messo in luce talento e forte personalità artistica, ci s’immergeva gradualmente e con raffinatezza ora in vellutate atmosfere soft e oniriche ora in frizzanti dimensioni vivaci con ritmi piacevolmente briosi e coinvolgenti. Tra sacro e profano sono state proposte riletture di brani di Tom Waits, Gilberto Gil, Chico Cesar, Maria Bethania, Edith Piaf, Don Garden, Henry Salvador, George Brassens. Molto coinvolgente e bello la camzone che dà il titolo al cd, Round Christmas, con musiche della band e testo della Casale, durante il quale un assolo di pianoforte di Emiliano Begni ha letteralmente incantato sia il pubblico che i musicisti.

Non è mancata la poesia e Rossana Casale, con grande espressività e notevoli capacità interpretative, è stata la voce recitante di brani toccanti e di grande impatto emotivo di celeberrimi autori quali Gianni Rodari, Fernando Pessoa, Erri de Luca.

A gran voce è stato richiesto il bis e così tra gli applausi ed i chiari consensi del pubblico la band ha donato altri momenti molto piacevoli con un blues divertente e giocoso, interpretato con ironia, mimando simpaticamente il testo e con un assolo di banjo carico di vivaci virtuosismi.

Il prossimo evento proposto dall’Associazione Virginia Vita sarà il 3 febbraio con la cantante Marina Mulopolus, Premio Bianca d’Aponte International 2018.

 

Daniela Vellani